Secondo quanto Emanuele Severino ha rilevato in molti dei suoi scritti, anche Martin Heidegger si muove all’interno della dimensione nichilistica occidentale …, Nota di Vasco Ursini

Nota di Vasco Ursini

Secondo quanto Emanuele Severino ha rilevato in molti dei suoi scritti, anche Martin Heidegger si muove all’interno della dimensione nichilistica occidentale, anche se va detto che Heidegger, rispetto a molti altri, ha portato tale dimensione ad una delle sue posizioni più coerenti, grazie all’esplicitazione di alcuni tratti fondamentali del divenire. Per questo aspetto Heidegger è in stretta sintonia con il pensiero contemporaneo, che, proprio esplicitando i tratti fondamentali del divenire, perviene alla necessità di negare qualsiasi sapere assoluto e incontrovertibile.
Fa bene, dunque, Emanuele Severino a scrivere che il pensiero contemporaneo nella sua generalità è come:

“una gran muta di cani che corrono tutti nella stessa direzione. Alcuni sono forti e ben fatti, altri gracili (…) forse a molti di loro c’ bisogno di ricordarlo, ma è chiaro che stan tutti seguendo la belva ferita”, che è la “verità definitiva e incontrovertibile (…) Una gran muta che è all’inseguimento non di un fantasma, ma di una belva, nata in Grecia qualche secolo prima di Cristo, che fino a ieri era la regina della selva. Innanzitutto questo, infatti, è stata la filosofia, da Platone a Hegel: il tentativo di scoprire la verità assoluta”.

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