Il “mortale” nella terra isolata, in Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, Il nuovo melangolo, Genova 2002, p. 73

  Il "mortale" è l'abitatore della terra separata dal destino della verità - della terra che egli non vede e non vive come separata dalla verità, ma come la vera terra. Nella sua genesi storica la filosofia rende radicale questa separazione e, testimoniando per la prima volta l'opposizione assoluta tra essere e nulla, pensa la … Leggi tutto Il “mortale” nella terra isolata, in Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, Il nuovo melangolo, Genova 2002, p. 73

Vasco Ursini, IL PENSIERO DI EMANUELE SEVERINO SI PONE COME IL LINGUAGGIO CHE TESTIMONIA IL “DESTINO DELLA VERITA’”. Citazione da La Gloria, Adelphi, Milano 2oo1, p. 22

gennaio 7, 2017 Severino nei suoi scritti usa spessissimo l’espressione  “destino della verità” e anche quella “verità del destino”. Sono espressioni che devono essere spiegate ad evitare equivoci interpretativi. Severino non intende la parola “de-stino” nel suo significato usuale di corso delle cose considerato come predeterminato e indipendente dalla volontà dell’uomo, ma in quello etimologico … Leggi tutto Vasco Ursini, IL PENSIERO DI EMANUELE SEVERINO SI PONE COME IL LINGUAGGIO CHE TESTIMONIA IL “DESTINO DELLA VERITA’”. Citazione da La Gloria, Adelphi, Milano 2oo1, p. 22

Il dominio della tecnica nel tempo presente, Emanuele Severino, Storia, Gioia, Adelphi, Milano 2016, pp.88-90

  Il tempo presente appartiene alla situazione storica che è intermedia [ ... ] tra il tempo della tradizione e quello del dominio della tecnica, e propriamente, tra il tempo dell'uso soprattutto capitalistico della tecnica e il tempo in cui la tecnica usa, essa, le forze (e innanzitutto quella capitalistica) da cui oggi è ancora usata. … Leggi tutto Il dominio della tecnica nel tempo presente, Emanuele Severino, Storia, Gioia, Adelphi, Milano 2016, pp.88-90

“Per affermare che l’essere è non c’è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione” …, passi da Emanuele Severino, La struttura originaria

Vasco Ursini <<"Per affermare che l'essere è non c'è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione": ciò significa : "Che l'essere sia è per sé noto". Per sé noto: cioè noto non per altro. Se ciò per cui l'essere è noto è lo stesso essere che è noto, che l'essere sia è immediatamente noto … Leggi tutto “Per affermare che l’essere è non c’è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione” …, passi da Emanuele Severino, La struttura originaria

Postmoderno e violenza, in Emanuele Severino, Téchne. “Le radici della violenza” (1979)

  « Larghi strati della nostra cultura si trovano ancora nella situazione patetica di voler dar vita, insieme, a una raffinata coscienza critica del carattere problematico di ogni sapere umano, e a una condanna morale del nazismo – o dello sfruttamento capitalistico, o della dittatura sovietica […]. Ma chi non preferisce il modo di vivere delle … Leggi tutto Postmoderno e violenza, in Emanuele Severino, Téchne. “Le radici della violenza” (1979)

Emanuele Severino ci dice come va interpretata la tesi dell’ “eterno ritorno” del grande Nietzsche, in L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999, pp. 168 – 172

Emanuele Severino ci dice qui come va interpretata la tesi dell' "eterno ritorno" del grande Nietzsche. ‎Vasco Ursini‎ a Amici di Emanuele Severino 19 agosto 2016 LA POTENZA DELLA VOLONTA' SUL PASSATO COME FONDAMENTO DELL'ETERNO RITORNO Ciò che getta in catene la volontà liberatrice è il suo sentirsi impotente di fronteallo spettacolo del passato. Per l'intera tradizione … Leggi tutto Emanuele Severino ci dice come va interpretata la tesi dell’ “eterno ritorno” del grande Nietzsche, in L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999, pp. 168 – 172

LA POTENZA DELLA VOLONTA’ SUL PASSATO  COME FONDAMENTO DELL’ETERNO RITORNO, in Emanuele Severino, L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999, pp. 168 – 172

  Ciò che getta in catene la volontà liberatrice è il suo sentirsi impotente di fronteallo spettacolo del passato. Per l'intera tradizione metafisico-morale, la volontà non ha alcuna potenza sul passato " E' impossibile che ciò che è già fatto divenga qualcosa di non fatto " (factum infectum fieri nequit). [ ... ] Allora questo … Leggi tutto LA POTENZA DELLA VOLONTA’ SUL PASSATO  COME FONDAMENTO DELL’ETERNO RITORNO, in Emanuele Severino, L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999, pp. 168 – 172

Affermare che la verità appare all’uomo è un modo di negare la verità, Emanuele Severino, “L’identità del destino”, Milano, Rizzoli, 2009, p. 94

"Affermare che la verità appare all'uomo è un modo di negare la verità. Perché lo sguardo umano, a cui la verità appare, è uno sguardo che, in quanto distinto dalla verità, è non verità. Dire «la verità appare all'uomo» significa dire «la non verità pensa la verità» - e quindi non può pensare la verità." … Leggi tutto Affermare che la verità appare all’uomo è un modo di negare la verità, Emanuele Severino, “L’identità del destino”, Milano, Rizzoli, 2009, p. 94

La Necessità: Tutto ciò che accade deve accadere, in Emanuele Severino, Destino della necessità. Adelphi, Milano 1999, p. 98

  "L'ente che accade [ ... ] e il suo accadimento è un eterno: quindi è necessario che l'ente accada. Nemmeno la sintesi tra l'ente che accade e il suo accadere può non essere (ossia essere niente). Ma affermando che l'ente che entra nell'apparire sarebbe potuto non entrarvi (o che sarebbe potuto apparire l'ente che … Leggi tutto La Necessità: Tutto ciò che accade deve accadere, in Emanuele Severino, Destino della necessità. Adelphi, Milano 1999, p. 98

Ma chi siamo veramente noi ?, da Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, il Melangolo, 2002, p. 83

Vasco Ursini   Noi siamo il Tutto eterno. Noi, il finito, siamo l'infinito. L'infinità della Gioia ( che è l'oltrepassamento totale della contraddizione del finito, ossia è l'apparire infinito del tutto) è ciò che l'apparire finito del destino della verità 'in verità è'. Certamente, "noi", nella nostra essenza più profonda e originaria, siamo l'apparire finito … Leggi tutto Ma chi siamo veramente noi ?, da Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, il Melangolo, 2002, p. 83

EMANUELE SEVERINO  SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44

Vasco Ursini 16 novembre 2015   Si richiami - non più che un cenno, che però va forse incontro allo spirito delle domande di de Giovanni - che nella terra isolata la volontà 'crede' di avere la potenza di trarre gli essenti dal loro non essere e di risospingerveli, ossia 'crede' anche, in certi casi, … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO  SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44

Di ‘tutti’ i miei possibili critici, (dunque, oltre che di quelli passati e presenti, anche di quelli futuri) va detto che ‘tutti’, con maggiore o minore potenza sviluppano il Contenuto a cui si rivolgono i miei scritti …, da: Emanuele Severino, ‘Ancora sul senso del discutere’, in ‘La potenza dell’errare, Rizzoli, 2013, pp.178-180

Di 'tutti' i miei possibili critici, (dunque, oltre che di quelli passati e presenti, anche di quelli futuri) va detto che 'tutti', con maggiore o minore potenza sviluppano il Contenuto a cui si rivolgono i miei scritti. Questa affermazione non suona paradossale se si tiene presente [...] che 'tutte' le possibili critiche al Contenuto dei … Leggi tutto Di ‘tutti’ i miei possibili critici, (dunque, oltre che di quelli passati e presenti, anche di quelli futuri) va detto che ‘tutti’, con maggiore o minore potenza sviluppano il Contenuto a cui si rivolgono i miei scritti …, da: Emanuele Severino, ‘Ancora sul senso del discutere’, in ‘La potenza dell’errare, Rizzoli, 2013, pp.178-180

Il destino è negazione della propria negazione …, Emanuele Severino

Il destino è negazione della propria negazione, perché la negazione del destino (o di uno qualsiasi dei suoi tratti) è autonegazione (cfr., in Essenza del nichilismo, Ritornare a Parmenide, par. 6). Che tale negazione sia autonegazione appare nello guardo del destino, non in ciò che tale negazione sa di se stessa. E l'essere negazione della … Leggi tutto Il destino è negazione della propria negazione …, Emanuele Severino

Che le cose divengano altro e che la volontà di farle diventare altro non è alcunché di strano per l’uomo …, Emanuele Severino, Oltrepassare, p. 64

"Che le cose divengano altro e che la volontà di farle diventare altro non è alcunché di strano per l'uomo. Anzi, è ciò su cui egli non ha alcun dubbio: è l'evidenza suprema secondo la quale egli vive" (Emanuele Severino, Oltrepassare, p. 64).

Se si sostiene che rimane pur sempre la libertà di pensare ad altre cose …, Emanuele Severino

"Se si sostiene che rimane pur sempre la libertà di pensare ad altre cose, di scegliere o di prendersi cura per altre cose che non siano la filosofia, questa libertà è la libertà di trovarsi nell’infondatezza o addirittura nella contraddizione." (Emanuele Severino)

Se l’essere non apparisse, l’apparire sarebbe un niente …, Emanuele Severino, “Essenza del nichilismo”

« Se l'essere non apparisse, l'apparire sarebbe un niente. È dunque necessario che l'essere appaia, e che quindi appaiano quelle determinazioni, il cui apparire è richiesto dall'apparire di ogni cosa. Esse costituiscono lo sfondo di ogni ulteriore manifestazione dell'essere. Le determinazioni, di cui non si sa ancora se appartengano o no allo sfondo, danno luogo al problema della libertà. C'è libertà nell'essere? … Leggi tutto Se l’essere non apparisse, l’apparire sarebbe un niente …, Emanuele Severino, “Essenza del nichilismo”

Emanuele Severino sulla proposizione 6.54 del “Tractatus” del Wittgenstein , da La struttura originaria

« La proposizione 6.54 del "Tractatus" del Wittgenstein suona: "Dalle mie proposizioni resta chiarito che chi mi ha compreso riconoscerà da ultimo che esse sono prive di significato quando attraverso e per mezzo di esse è salito al di sopra di esse. (Egli dovrà, per così dire, gettar via la scala dopo che è salito con … Leggi tutto Emanuele Severino sulla proposizione 6.54 del “Tractatus” del Wittgenstein , da La struttura originaria

La totalità degli enti ha o non ha un inizio?, citazione di Emanuele Severino, in Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 15 – 16

  In una delle sue forme più coerenti il nichilismo (cfr. 'Essenza del nichilismo') pensa che la 'totalità' degli enti abbia un inizio. Avere un inizio significa, per la totalità, avere un "prima". Se non avesse un "prima", se non fosse nel tempo, sarebbe eterna e non qualcosa che inizia. (O in essa vi sarebbe un eterno da cui ha avuto inizio il resto - ma questa è la prospettiva epistemico- metafisico-teologica, dove il  nichilismo non ha ancora raggiunto le proprie forme più coerenti). D'altra parte essere 'nel' tempo, per la totalità degli enti, … Leggi tutto La totalità degli enti ha o non ha un inizio?, citazione di Emanuele Severino, in Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 15 – 16

SEVERINO, GLI UOMINI NON DIVENTANO POLVERE, citazione da: La strada, Rizzoli, Milano, 1983, pagg. 101-107, in sito filosofico.net

Un esempio della forza teoretica di questo filosofo è data dalla lettura che segue, che lo stesso autore ha scelto a conclusione del suo manuale di filosofia per le scuole. Egli dimostra che ciò che appare come buon senso può essere follia per la ragione e viceversa e che il divenire non significa annientamento, ma … Leggi tutto SEVERINO, GLI UOMINI NON DIVENTANO POLVERE, citazione da: La strada, Rizzoli, Milano, 1983, pagg. 101-107, in sito filosofico.net

TECNICA E BESTIALITÀ DELL’UOMO, da Emanuele Severino, “Il destino della tecnica”, 1998, pp. 35-36

  Non si comprende che la manipolazione dell'uomo da parte delle tecnologie genetiche non è differente, nella sua essenza, dalla manipolazione in cui consiste ogni forma di educazione e cultura. La coltivazione spirituale dell'uomo può trasformare l'individuo molto più radicalmente di qualsiasi manipolazione genetica; può spingerlo molto più lontano di ciò che la tradizione occidentale … Leggi tutto TECNICA E BESTIALITÀ DELL’UOMO, da Emanuele Severino, “Il destino della tecnica”, 1998, pp. 35-36

Sulla fede nell’esistenza di “compiti”, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio

Ogni compito presuppone la volontà, cioè si presenta come tale davanti alla potenza della volontà. La Follia della volontà è insieme la Follia del compito. È la Follia della libertà, quando i compiti sono affrontati da coloro che si credono liberi di eseguirli o di non eseguirli; ed é la follia della volontà costretta, collocata … Leggi tutto Sulla fede nell’esistenza di “compiti”, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio

“Attendono gli uomini, quando sian morti, cose che essi non sperano né suppongono” (Eraclito, fr. 27). “Ma sono così attesi, perché già da vivi, e da sempre, sono ciò che non sperano e non suppongono di essere” (Emanuele Severino)

"Attendono gli uomini, quando sian morti, cose che essi non sperano né suppongono" (Eraclito, fr. 27). Ma sono così attesi, perché già da vivi, e da sempre, sono ciò che non sperano e non suppongono di essere. L'immenso da cui sono attesi è la "Gloria" - e anche il patimento che è necessità che appaia … Leggi tutto “Attendono gli uomini, quando sian morti, cose che essi non sperano né suppongono” (Eraclito, fr. 27). “Ma sono così attesi, perché già da vivi, e da sempre, sono ciò che non sperano e non suppongono di essere” (Emanuele Severino)

Per Gianni Vattimo, sostenitore della filosofia ermeneutica (Heidegger, Gadamer, ecc.), l'”antirealista”, cioè la critica alla “concezione metafisica della verità” sarebbe una “scoperta” di Heidegger …. Citazione da: E. Severino, La potenza dell’errare, Rizzoli, Milano 2013, pp. 217-218

‎‎Vasco Ursini‎ a Amici di Emanuele Severino 24 ottobre 2016 Per Gianni Vattimo, sostenitore della filosofia ermeneutica (Heidegger, Gadamer, ecc.), l'"antirealista", cioè la critica alla "concezione metafisica della verità" sarebbe una "scoperta" di Heidegger (Della realtà, Garzanti 2012, p. 100). Si tratta della critica alla definizione di "verità" come "corrispondenza" tra 'intellectus e res, tra "l'intelletto" e … Leggi tutto Per Gianni Vattimo, sostenitore della filosofia ermeneutica (Heidegger, Gadamer, ecc.), l'”antirealista”, cioè la critica alla “concezione metafisica della verità” sarebbe una “scoperta” di Heidegger …. Citazione da: E. Severino, La potenza dell’errare, Rizzoli, Milano 2013, pp. 217-218

UNA SCHEMATICA SINTESI DELLA POSIZIONE SEVERINIANA INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’, citazione a cura di Vasco Ursini da E. Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS philosophica, Sesto Fiorentino 2009, pp. 21-22

Vasco Ursini 21 ottobre 2016   1) l'opposizione, certo radicale, tra concezione tradizionale e concezione attuale della verità è sottesa da un 'comune' e decisivo tratto di fondo. 2)Esso è portato alla luce dal pensiero filosofico, ma è l'ambito in cui cresce non solo la cultura, ma l'intera civiltà dell'Occidente e ormai del Pianeta. 3) … Leggi tutto UNA SCHEMATICA SINTESI DELLA POSIZIONE SEVERINIANA INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’, citazione a cura di Vasco Ursini da E. Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS philosophica, Sesto Fiorentino 2009, pp. 21-22

Emanuele Severino, Portarsi alle spalle di ogni sapere

La filosofia, per mostrare in che cosa consista il sapere radicalmente incontrovertibile, si porta alle spalle di ogni altro sapere e quindi esclude di porlo alla propria base. Inconsistente e superflua, dunque, è la filosofia che si fonda sulla scienza - giacché se, così fondandosi, è inconsistente e superflua, allora non è filosofia, ma scienza. … Leggi tutto Emanuele Severino, Portarsi alle spalle di ogni sapere

Emanuele Severino, La manifestazione del mondo come mente

Al fondo della conoscenza e dell'agire non sta semplicemente il mondo, ma la manifestazione del mondo, il suo esser noto; ed è innanzitutto a questa manifestazione e notizia che spetta di essere qualificata come "mente". Questa mente è la luce che illumina uno spettacolo immenso, ma alla quale gli uomini non volgono mai lo sguardo, … Leggi tutto Emanuele Severino, La manifestazione del mondo come mente

Emanuele Severino, Le abitazioni dell’ Occidente – da “Tecnica e architettura”, a cura di Renato Rizzi, Raffaello Cortina, Milano 2003, ‘Raumgestaltung’, pp. 89 – 91

“ Lungo l’intera tradizione occidentale la <configurazione delle spazio> (Raumgestaltung) – come ogni altra opera – è determinata dal senso del mondo che si presenta nel contenuto eterno dell’ ‘episteme’ filosofica e teologica greco-cristiana. La ‘figura’ (Gestaltung) che l’architettura conferisce allo spazio rispecchia cioè in se stessa l’Ordinamento eterno che viene mostrato da tale sapienza. … Leggi tutto Emanuele Severino, Le abitazioni dell’ Occidente – da “Tecnica e architettura”, a cura di Renato Rizzi, Raffaello Cortina, Milano 2003, ‘Raumgestaltung’, pp. 89 – 91

Emanuele Severino, Sostengo da molto tempo che la storia dell’Occidente – e ormai di tutta la terra – è la storia del nichilismo …, citazione proposta da Vasco Ursini

Sostengo da molto tempo che la storia dell'Occidente - e ormai di tutta la terra - è la storia del nichilismo. La civiltà occidentale, che pure ha orrore del niente, pensa nel proprio inconscio che le cose sono niente. Pensa questo, nel proprio inconscio, perché, alla superficie, pensa che le cose sorgono dal niente e … Leggi tutto Emanuele Severino, Sostengo da molto tempo che la storia dell’Occidente – e ormai di tutta la terra – è la storia del nichilismo …, citazione proposta da Vasco Ursini

Emanuele Severino, IL DESTINO DELL’ESSERE, citazione da Il muro di pietra, Rizzoli, Milano 2006, pp. 169-170

IL DESTINO DELL'ESSERE Domandare perché c'è qualcosa e non invece il niente significa affermare la possibilità che invece della totalità degli essenti, ossia di ciò che (in un modo o nell'altro) esiste, non fosse esistito nulla, e pertanto significa affermare la possibilità che tale totalità sia stata niente e torni ad esserlo. L'affermazione di questo … Leggi tutto Emanuele Severino, IL DESTINO DELL’ESSERE, citazione da Il muro di pietra, Rizzoli, Milano 2006, pp. 169-170

Il “mortale”, Emanuele Severino, Dall’Islam a Prometeo, Rizzoli, Milano 2003, p. 200

  Il "mortale" vive credendo che la terra - ossia il luogo in cui gli essenti vanno via via apparendo - sia il terreno sicuro con cui egli ha sicuramente a che fare. Il "mortale" è cioè l'isolamento della terra dal destino della verità. L'isolamento della terra è l'apparire della morte e del dolore. Ma … Leggi tutto Il “mortale”, Emanuele Severino, Dall’Islam a Prometeo, Rizzoli, Milano 2003, p. 200

Vasco Ursini: Vedo che la pubblicazione di post sui rapporti tra mito e filosofia ha prodotto, da una parte, molta incomprensione e, dall’altra, pronunciamenti del tutto errati. E’ dunque opportuno insistere per cercare di favorire una corretta comprensione della questione dando la parola a Emanuele Severino: Il muro di pietra, Rizzoli, Milano 2006, pp. 19-22

Vasco Ursini 6 ottobre 2016 Vedo che la pubblicazione di post sui rapporti tra mito e filosofia ha prodotto, da una parte, molta incomprensione e, dall'altra, pronunciamenti del tutto errati. E' dunque opportuno insistere per cercare di favorire una corretta comprensione della questione dando la parola a Emanuele Severino: Il mito è la fede nell'esistenza … Leggi tutto Vasco Ursini: Vedo che la pubblicazione di post sui rapporti tra mito e filosofia ha prodotto, da una parte, molta incomprensione e, dall’altra, pronunciamenti del tutto errati. E’ dunque opportuno insistere per cercare di favorire una corretta comprensione della questione dando la parola a Emanuele Severino: Il muro di pietra, Rizzoli, Milano 2006, pp. 19-22