“Nessun creatore e nessun salvatore ci può salvare … ” in E. Severino, Oltre il linguaggio, p. 26

Nessun creatore e nessun salvatore ci può salvare. Ma non perché la salvezza debba essere cercata altrove, ma perché il concetto stesso di salvezza – così come esso si presenta lungo la storia dell’Occidente – è nella sua essenza violenza, cioè volontà di trasformare il mondo, e quindi volontà che vuole l’impossibile. (E. Severino, Oltre il … Leggi tutto “Nessun creatore e nessun salvatore ci può salvare … ” in E. Severino, Oltre il linguaggio, p. 26

Appunti e tracce di analisi sul concetto di TERRA ISOLATA DAL DESTINO di Emanuele Severino. Audio di Paolo Ferrario tratto da una conversazione con Doriam Battaglia, 10 marzo 2016

ANTOLOGIA del TEMPO che resta

AUDIO in base alla mia PARZIALE capacità di capire questo potente pensiero filosofico

Questo post nasce da una conversazione fra Paolo Ferrario e Doriam Battaglia


da EMANUELE SEVERINO, La potenza dell’errare. Sulla storia dell’Occidente, Rizzoli, 2013

da pag. 134:

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da : A lezione di EMANUELE SEVERINO, Volontà, fede e destino a cura di Davide Grossi, 2 CD ROM e FILE AUDIO mP3, Mimesis, 2008

pag. 69:

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da LUCA GRECCHI, Nel pensiero filosofico di Emanuele Severino, Petite Plaisance editrice, 2005

p. 37:

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da GIULIO GOGGI, Emanuele Severino, Lateran University Press, 2015

pag. 221:

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La struttura concettuale che fonda l’esistenza del dispiegamnto infinito della terra – e l’esistenza di una molteplici-

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stralci da: EMANUELE SEVERINO, La morte e la terra, Adelphi,  2011

da pag. 180:

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da pag. 184:

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da pag 250:

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da pag. 333:

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da pag 476:

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“Che cos’è la filosofia? Sono più i problemi che risolve o quelli che solleva?”, in Filosofeggiando con… EMANUELE SEVERINO – intervista di Davide D’Alessandro, in Il Foglio 7 aprile 2019

ANTOLOGIA del TEMPO che resta

Che cos’è la filosofia? Sono più i problemi che risolve o quelli che solleva?

Da che vive, l’uomo lotta contro la morte. Il primo grande Rimedio contro di essa è il mito, ossia il Racconto che garantisce la vittoria sulla morte. Ma a un certo punto l’uomo si accorge della debolezza di quella garanzia. Il mito è la semplice volontà che le cose stiano come esso vuole che stiano. La parola “filosofia” significa invece l’aver a cuore (phileín) ciò che sta in luce (saphés) e che quindi è affermato non perché è voluto, ma perché si impone da sé. La grandezza della filosofia sta cioè nell’aver evocato l’idea di un sapere assolutamente innegabile, che né uomini o dèi possano smentire, né cambiamenti di luoghi e di epoche, e nemmeno un Dio onnipotente. Poi la filosofia ha inteso stabilire, lungo un processo durato più di due…

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“Ah, due anime abitano nel mio petto”, ‘Zwei Seelen wohnen, ach! in meiner Brust’ dice Faust [J.W. Goethe, Faust, v. 112], citazione da: Emanuele Severino, L’identita del destino, Rizzoli, Milano 2009, pp. 329-330

A proposito della contesa tra isolamento della terra e il destino (da intendersi nell'accezione severiniana, n.d.s.) Severino scrive: "Ah, due anime abitano nel mio petto", 'Zwei Seelen wohnen, ach! in meiner Brust' dice Faust [J.W. Goethe, Faust, v. 112]. Certo Goethe non poteva pensare alla figura del contrasto in cui il mortale consiste, ma le "due … Leggi tutto “Ah, due anime abitano nel mio petto”, ‘Zwei Seelen wohnen, ach! in meiner Brust’ dice Faust [J.W. Goethe, Faust, v. 112], citazione da: Emanuele Severino, L’identita del destino, Rizzoli, Milano 2009, pp. 329-330

La verità non è il prodotto di qualcuno, citazione da: Emanuele Severino, La struttura originaria, Adelphi, 2004, pp. 88-89

  Se dire che la verità è mia significa che essa è il prodotto di un individuo umano, o qualcosa di cui il mortale può in qualche modo disporre [...], allora non c'è nulla di più lontano di questa affermazione dal contenuto de 'La struttura originaria': in questo senso si deve dire, all'opposto, che la … Leggi tutto La verità non è il prodotto di qualcuno, citazione da: Emanuele Severino, La struttura originaria, Adelphi, 2004, pp. 88-89

EMANUELE SEVERINO, sulla FINE DEL TEMPO, testo proposto da Vasco Ursini in gruppo facebook il 15 marzo 2019

LA FINE DEL TEMPO" In Italia alcuni fisici e qualche filosofo hanno notato l'affinità tra la "tesi" centrale del mio discorso filosofico - l'eternità di ogni ente e pertanto di ogni stato del mondo - e la "tesi" di Einstein che "per noi fisici, la distinzione tra passato, presente e futuro non è che una … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO, sulla FINE DEL TEMPO, testo proposto da Vasco Ursini in gruppo facebook il 15 marzo 2019

“ L’identità del destino non entra e non esce dal cerchio dell’apparire (ossia da ciò che è un tratto del destino stesso) …”, citazione in : EMANUELE SEVERINO, “Oltre il linguaggio”, Adelphi, Milano, 1992, pp. 237 – 238

“ L'identità del destino non entra e non esce dal cerchio dell’apparire (ossia da ciò che è un tratto del destino stesso). Tuttavia anche l’identità del destino (l'identità in cui consiste la struttura del destino della verità) appare a sua volta nella forma della parola. Anche qui l'identità è tale, rispetto alle differenze della parola. … Leggi tutto “ L’identità del destino non entra e non esce dal cerchio dell’apparire (ossia da ciò che è un tratto del destino stesso) …”, citazione in : EMANUELE SEVERINO, “Oltre il linguaggio”, Adelphi, Milano, 1992, pp. 237 – 238

PER INTRODURRE ALLE DISCUSSIONI INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’ (2), citazione da: Emanuele Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS, Pisa 2009, pp.11 – 22

  La parola greca che traduciamo con "verità" è 'alétheia', che propriamente significa "il non nascondersi", e pertanto il manifestarsi, l'apparire delle cose. Ma per il pensiero greco la verità non è soltanto' alétheia' (come invece ritiene Heidegger): la verità è l'apparire in cui ciò che appare è l'incontrovertibile, ossia ciò che, dice Aristotele, "non può … Leggi tutto PER INTRODURRE ALLE DISCUSSIONI INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’ (2), citazione da: Emanuele Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS, Pisa 2009, pp.11 – 22

La fede dominante, in Emanuele Severino, Dispute sulla verità e la morte, Rizzoli, Milano 2018, pp. 204-205

  E' ormai dominante la fede che gli essenti provengono dal loro essere stati nulla, 'nihil absolutum'. Domina sia la tradizione dell'Occidente, sia il mondo presente che a tale tradizione ha da tempo voltato le spalle. Tutte le cose sono create 'ex nihilo sui' (dalla loro assoluta nullità): esista un creatore o non esista (sì che, … Leggi tutto La fede dominante, in Emanuele Severino, Dispute sulla verità e la morte, Rizzoli, Milano 2018, pp. 204-205

Il depresso è lungimirante perché percepisce che nessun riparo … può salvarlo dal nulla, Emanuele Severino, Sortite, Rizzoli, Milano 1994, p. 13

Il depresso è lungimirante perché percepisce che nessun riparo - né l'apparato teologico-metafisico, né quello scientifico-tecnologico- può salvarlo dal nulla. Si può aver voglia di vivere, si può sopportare la vita solo se si distoglie lo sguardo dalla morte e dal nulla (magari enfatizzando il concetto che l'uomo è "un essere-per-la-morte"). La cultura occidentale - e … Leggi tutto Il depresso è lungimirante perché percepisce che nessun riparo … può salvarlo dal nulla, Emanuele Severino, Sortite, Rizzoli, Milano 1994, p. 13

L’angoscia dell’uomo e l’Occidente, in Emanuele Severino, Sortite, Rizzoli, Milano 1994, pp. 13-14

  Se ciò che la nostra cultura pensa dell'uomo è vero, non solo l'angoscia dell'uomo occidentale è lungimiranza e ogni farmaco (materiale e spirituale) tende a fare del sofferente un essere dalla vista corta, ma la sofferenza e l'angoscia dell'uomo sono estreme, perché quello che l'Occidente pensa dell'uomo e del dolore rafforza e spinge al … Leggi tutto L’angoscia dell’uomo e l’Occidente, in Emanuele Severino, Sortite, Rizzoli, Milano 1994, pp. 13-14

“RITORNARE A PARMENIDE” : “Nietzsche riteneva di essere il solo filosofo che in due millenni e mezzo fosse riuscito a sottrarsi alla plumbea seduzione di Parmenide … . Ma il rapporto tra la filosofia – e, anzi, la cultura e la civiltà stessa dell’Occidente – e Parmenide è estremamente più complesso e ambiguo, citazione da: Emanuele Severino, Sortite. Piccoli scritti sui rimedi (e la Gioia), Rizzoli, Milano 1994, pp. 273 – 278

  Nietzsche riteneva di essere il solo filosofo che in due millenni e mezzo fosse riuscito a sottrarsi alla plumbea seduzione di Parmenide - il pensatore di Elea che Platone chiamava " venerando e terribile ". Ma il rapporto tra la filosofia - e, anzi, la cultura e la civiltà stessa dell'Occidente - e Parmenide … Leggi tutto “RITORNARE A PARMENIDE” : “Nietzsche riteneva di essere il solo filosofo che in due millenni e mezzo fosse riuscito a sottrarsi alla plumbea seduzione di Parmenide … . Ma il rapporto tra la filosofia – e, anzi, la cultura e la civiltà stessa dell’Occidente – e Parmenide è estremamente più complesso e ambiguo, citazione da: Emanuele Severino, Sortite. Piccoli scritti sui rimedi (e la Gioia), Rizzoli, Milano 1994, pp. 273 – 278

“Nichilismo” è pensare che l’essere viene dal niente e ritorna nel niente: è pensare, assumere e vivere come niente ciò che non è un niente, testo proposto nel gruppo Amici di Emanuele Severino

"Nichilismo" è pensare che l'essere viene dal niente e ritorna nel niente: è pensare, assumere e vivere come niente ciò che non è un niente. Qualsiasi altra definizione di nichilismo (e la cultura europea ne è indubbiamente ricchissima) deve inevitabilmente fare i conti con questo significato centrale ed elementare del termine. (Emanuele Severino) fonte: Amici … Leggi tutto “Nichilismo” è pensare che l’essere viene dal niente e ritorna nel niente: è pensare, assumere e vivere come niente ciò che non è un niente, testo proposto nel gruppo Amici di Emanuele Severino

EMANUELE SEVERINO RISPONDE AI SUOI CRITICI: “La mia tesi è che il passato non è l’esser ormai nulla e il futuro non è l’esser ancora nulla …”, da La legna e la cenere, Rizzoli, Milano 2000, pp. 196-197

  La mia tesi è che il passato non è l'esser ormai nulla e il futuro non è l'esser ancora nulla, sì che il passato e il futuro esistono come il presente. ( ... ) Ora si dà il caso che quella mia tesi, considerata in se stessa sia identica a una delle tesi centrali … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO RISPONDE AI SUOI CRITICI: “La mia tesi è che il passato non è l’esser ormai nulla e il futuro non è l’esser ancora nulla …”, da La legna e la cenere, Rizzoli, Milano 2000, pp. 196-197

Emanuele Severino, La moda che elargisce alle masse l’apparenza di felicità, citazione da LA BILANCIA. Pensieri sul nostro tempo, BUR – Biblioteca Universale Rizzoli, 1992/2011, pagg. 24-26

La moda riflette fenomeni sociali molto profondi; come la pelle è il segno delle condizioni di salute del corpo. Herbert Spencer ha mostrato che la moda è l’opposto del cerimoniale. Il cerimoniale ha lo scopo di rendere visibile la differenza tra chi sta in alto, e ha autorità, e chi sta in basso. La parola … Leggi tutto Emanuele Severino, La moda che elargisce alle masse l’apparenza di felicità, citazione da LA BILANCIA. Pensieri sul nostro tempo, BUR – Biblioteca Universale Rizzoli, 1992/2011, pagg. 24-26

Sulla negazione della differenza degli essenti, in Emanuele Severino, Testimoniando il destino, Milano, Adelphi 2019, pp. 273-274

  Poiché la struttura originaria è l'apparire dell'esser sé degli essenti che appaiono - e del loro non esser altro, ossia della loro differenza, la negazione della differenza è, insieme, negazione 'dell'esistenza' dei differenti. Negare che questa lampada differisca da questa finestra significa insieme negare che questa lampada e questa finestra esistano, giacché il loro … Leggi tutto Sulla negazione della differenza degli essenti, in Emanuele Severino, Testimoniando il destino, Milano, Adelphi 2019, pp. 273-274

Sull’interpretare, citazione da : Emanuele Severino,Testimoniando il destino, Milano, Adelphi 2019, pp. 41-42

  Che l'interpretare esista è incontrovertibile perché esso è un contenuto che appare nella struttura originaria, ma l'interpretare non è un sapere incontrovertibile (che cioè si fonda sulla struttura originaria): esso è la terra isolata dalla struttura originaria e da ciò che su di essa si fonda. L'interpretare è l'isolamento della terra e tale isolamento … Leggi tutto Sull’interpretare, citazione da : Emanuele Severino,Testimoniando il destino, Milano, Adelphi 2019, pp. 41-42

Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia? citazioni di Emanuele Severino proposte da Vasco Ursini

  Negli iniziali "pensieri" dello 'Zibaldone' poesia e filosofia sono due cose essenzialmente diverse. "La filosofia è la visone della verità, cioè della nullità delle cose; la poesia è l'illusione che volta le spalle alla verità e unisce l'uomo all'"infinito". Ma successivamente Leopardi capisce che, nell'età della scienza e della tecnica, all'uomo non è più consentita alcuna illusione in relazione al nulla che … Leggi tutto Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia? citazioni di Emanuele Severino proposte da Vasco Ursini

Non basta possedere un campo: bisogna coltivarlo …, in Testimoniando il destino”, il nuovo libro Adelphi di Severino, 2019

Bisogna coltivare il campo "Non basta possedere un campo: bisogna coltivarlo. Il campo di cui qui si tratta è l'insieme dei "miei scritti". Un linguaggio, dunque. E anche questo libro intende indicare l'autentica "pianura della verità". Non è immodesto, perché esso è soltanto il segno che la indica. Il segno va coltivato. Quella pianura non … Leggi tutto Non basta possedere un campo: bisogna coltivarlo …, in Testimoniando il destino”, il nuovo libro Adelphi di Severino, 2019

Emanuele Severino: «Noi siamo Re che si credono Mendicanti. Non metto in discussione solo il Cristianesimo, ma tutta la civiltà occidentale e la sua filosofia, secondo la quale noi veniamo dal nulla e finiamo nel nulla. » – Corriere.it, 30 dicembre 2018

ANTOLOGIA del TEMPO che resta

«Noi siamo Re che si credono Mendicanti. Non metto in discussione solo il Cristianesimo, ma tutta la civiltà occidentale e la sua filosofia, secondo la quale noi veniamo dal nulla e finiamo nel nulla. Questa è l’essenza del nichilismo. No, ognuno di noi è un dio con la convinzione di essere contingenza, ombra di un sogno. L’uomo è una povera cosa: lo dice Pindaro, lo dicono Shakespeare e Leopardi, è il clima creato da Bertolt Brecht. In realtà siamo l’eterno apparire del destino. I nostri morti ci attendono come le stelle del cielo attendono che passino la notte e la nostra incapacità di vederle se non al buio. Siamo destinati a una Gioia più intensa di quella che le religioni e le sapienze di questo mondo promettono. …

da

Emanuele Severino: «Un tedesco mi consegnò il mitra e scappò» – Corriere.it

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Ai critici della tecnica, citazione proposta da Vasco Ursini, in Emanuele Severino, Gli abitatori del tempo, Armando, Roma 1978, p. 417

Ai critici della tecnica Sono molti coloro che criticano la tecnica alla luce della dignità dell'uomo o con simili argomentazioni. A loro Emanuele Severino dice: "Tutti coloro che appartengono alla cultura che condanna la civiltà della tecnica falliscono inevitabilmente perché sono infedeli alle loro radici autentiche (cioè all'alienazione essenziale), perché sono incoerenti rispetto alla persuasione … Leggi tutto Ai critici della tecnica, citazione proposta da Vasco Ursini, in Emanuele Severino, Gli abitatori del tempo, Armando, Roma 1978, p. 417

Filosofia e tecnica, citazione da: E. Severino, Dall’Islam a Prometeo, Rizzoli, Milano 2003, p. 107

La potenza suprema, oggi, 'non' è la tecnica in quanto separata, ma in quanto unita alla filosofia contemporanea. In quanto così separata, la tecnica non può riuscire a liberarsi dalla sua sudditanza rispetto alle forze che intendono servirsi di essa. (E. Severino, Dall'Islam a Prometeo, Rizzoli, Milano 2003, p. 107).

La filosofia e la tecno-scienza del nostro tempo, citazione da: Emanuele Severino, Destino della tecnica, Rizzoli, Milano 1998, p. 187

La filosofia del nostro tempo è il fondamento essenziale della scienza e della tecnica (che dunque ignorano il senso autentico del loro rapporto con la filosofia), perché mostra che non può esistere alcuna dimensione immutabile, cioè alcun limite inoltrepassabile e dunque rende possibile la crescita indefinita della capacità di produrre scopi. (E. Severino, Destino della … Leggi tutto La filosofia e la tecno-scienza del nostro tempo, citazione da: Emanuele Severino, Destino della tecnica, Rizzoli, Milano 1998, p. 187

L’anelare e l’attesa, citazione da: Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, p. 113

  Se l'uomo non è il mortale, ma l'apparire del destino della verità; e se l'apparire della verità è contraddizione (contraddizione C), allora l' "anelare" è l'irrequietezza della contraddizione e quindi l'uomo è l'anelante 'par excellence'. Quella irrequietezza è l'apparire della necessità che ogni configurazione della terra sia oltrepassata. L'anelare è un vedere la necessità … Leggi tutto L’anelare e l’attesa, citazione da: Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, p. 113

Nella storia dell’Occidente tutto è stato téchne …, citazione da: Emanuele Severino, L’identità della follia, Rizzoli, Milano 2007, pp. 93-94

«Nella storia dell'Occidente tutto è stato téchne – l'arte, la religione, anche la filosofia; e ciò che oggi non è considerato tecnica non è altro che l'insieme di tutte le tecniche che risultano perdenti rispetto alla tecnica contemporanea. La verità è evocata per la prima volta dal pensiero greco come strumento per ottenere la felicità. … Leggi tutto Nella storia dell’Occidente tutto è stato téchne …, citazione da: Emanuele Severino, L’identità della follia, Rizzoli, Milano 2007, pp. 93-94

Già da tempo […] la dimensione umana è sempre più estromessa dal sistema di mezzi che sono coinvolti nel processo produttivo. Le “macchine”, si dice, sostituiscono sempre di più l’uomo. E già da tempo si delinea la possibilità che l’Apparato stesso della tecno-scienza si configuri, nel suo insieme, come qualcosa che può essere interpretato come “Coscienza”, “Sistema cosciente” o “Intelligenza Artificiale” …, citazione da Emanuele Severino, Capitalismo senza futuro, Rizzoli, Milano 2012, pp.90-92

«Già da tempo […] la dimensione umana è sempre più estromessa dal sistema di mezzi che sono coinvolti nel processo produttivo. Le “macchine”, si dice, sostituiscono sempre di più l’uomo. E già da tempo si delinea la possibilità che l’Apparato stesso della tecno-scienza si configuri, nel suo insieme, come qualcosa che può essere interpretato come … Leggi tutto Già da tempo […] la dimensione umana è sempre più estromessa dal sistema di mezzi che sono coinvolti nel processo produttivo. Le “macchine”, si dice, sostituiscono sempre di più l’uomo. E già da tempo si delinea la possibilità che l’Apparato stesso della tecno-scienza si configuri, nel suo insieme, come qualcosa che può essere interpretato come “Coscienza”, “Sistema cosciente” o “Intelligenza Artificiale” …, citazione da Emanuele Severino, Capitalismo senza futuro, Rizzoli, Milano 2012, pp.90-92

Il “mortale” nella terra isolata, in Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, Il nuovo melangolo, Genova 2002, p. 73

  Il "mortale" è l'abitatore della terra separata dal destino della verità - della terra che egli non vede e non vive come separata dalla verità, ma come la vera terra. Nella sua genesi storica la filosofia rende radicale questa separazione e, testimoniando per la prima volta l'opposizione assoluta tra essere e nulla, pensa la … Leggi tutto Il “mortale” nella terra isolata, in Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, Il nuovo melangolo, Genova 2002, p. 73

Vasco Ursini, IL PENSIERO DI EMANUELE SEVERINO SI PONE COME IL LINGUAGGIO CHE TESTIMONIA IL “DESTINO DELLA VERITA’”. Citazione da La Gloria, Adelphi, Milano 2oo1, p. 22

gennaio 7, 2017 Severino nei suoi scritti usa spessissimo l’espressione  “destino della verità” e anche quella “verità del destino”. Sono espressioni che devono essere spiegate ad evitare equivoci interpretativi. Severino non intende la parola “de-stino” nel suo significato usuale di corso delle cose considerato come predeterminato e indipendente dalla volontà dell’uomo, ma in quello etimologico … Leggi tutto Vasco Ursini, IL PENSIERO DI EMANUELE SEVERINO SI PONE COME IL LINGUAGGIO CHE TESTIMONIA IL “DESTINO DELLA VERITA’”. Citazione da La Gloria, Adelphi, Milano 2oo1, p. 22

Il dominio della tecnica nel tempo presente, Emanuele Severino, Storia, Gioia, Adelphi, Milano 2016, pp.88-90

  Il tempo presente appartiene alla situazione storica che è intermedia [ ... ] tra il tempo della tradizione e quello del dominio della tecnica, e propriamente, tra il tempo dell'uso soprattutto capitalistico della tecnica e il tempo in cui la tecnica usa, essa, le forze (e innanzitutto quella capitalistica) da cui oggi è ancora usata. … Leggi tutto Il dominio della tecnica nel tempo presente, Emanuele Severino, Storia, Gioia, Adelphi, Milano 2016, pp.88-90

“Per affermare che l’essere è non c’è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione” …, passi da Emanuele Severino, La struttura originaria

Vasco Ursini <<"Per affermare che l'essere è non c'è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione": ciò significa : "Che l'essere sia è per sé noto". Per sé noto: cioè noto non per altro. Se ciò per cui l'essere è noto è lo stesso essere che è noto, che l'essere sia è immediatamente noto … Leggi tutto “Per affermare che l’essere è non c’è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione” …, passi da Emanuele Severino, La struttura originaria

Postmoderno e violenza, in Emanuele Severino, Téchne. “Le radici della violenza” (1979)

  « Larghi strati della nostra cultura si trovano ancora nella situazione patetica di voler dar vita, insieme, a una raffinata coscienza critica del carattere problematico di ogni sapere umano, e a una condanna morale del nazismo – o dello sfruttamento capitalistico, o della dittatura sovietica […]. Ma chi non preferisce il modo di vivere delle … Leggi tutto Postmoderno e violenza, in Emanuele Severino, Téchne. “Le radici della violenza” (1979)

Emanuele Severino ci dice come va interpretata la tesi dell’ “eterno ritorno” del grande Nietzsche, in L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999, pp. 168 – 172

Emanuele Severino ci dice qui come va interpretata la tesi dell' "eterno ritorno" del grande Nietzsche. ‎Vasco Ursini‎ a Amici di Emanuele Severino 19 agosto 2016 LA POTENZA DELLA VOLONTA' SUL PASSATO COME FONDAMENTO DELL'ETERNO RITORNO Ciò che getta in catene la volontà liberatrice è il suo sentirsi impotente di fronteallo spettacolo del passato. Per l'intera tradizione … Leggi tutto Emanuele Severino ci dice come va interpretata la tesi dell’ “eterno ritorno” del grande Nietzsche, in L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999, pp. 168 – 172