Il Linguaggio e il pensiero. Citazione di Emanuele Severino in La legna e la cenere’, Adelphi, Milano 2000, pp. 45-48

Vasco Ursini‎ a Incontri con Emanuele Severino 2 maggio 2015 Il Linguaggio e il pensiero Il linguaggio: è diventato il problema centrale di buona parte della filosofia contemporanea. Ma questo fatto non è forse un'esagerazione in un tempo come il nostro, dove ciò che conta non sono le parole, ma le operazioni con cui la tecnica trasforma … Leggi tutto Il Linguaggio e il pensiero. Citazione di Emanuele Severino in La legna e la cenere’, Adelphi, Milano 2000, pp. 45-48

Emanuele Severino sul problematicismo di Ugo Spirito

Emanuele Severino sul problematicismo di Ugo Spirito ‎Vasco Ursini‎ a Amici di Emanuele Severino Amministratore · 7 agosto 2016 Il problematicismo riconduce l'attualismo allo scetticismo e lo vede incapace di resistere "alla logica dell'argomento contro lo scettico". L'attualismo cadrebbe nella "più flagrante contraddizione", perché pone come definitiva e immutabile l'affermazione che non vi è nulla di definitivo e di … Leggi tutto Emanuele Severino sul problematicismo di Ugo Spirito

Ancora su “La struttura originaria della verità”, citazione proposta da Vasco Ursini, da : Prefazione di E. Severino al libro di Nicoletta Cusano, Capire Severino, Mimesis edizioni, Milano – Udine 2011

  La struttura originaria della verità è l'apparire dell'impossibilità che ciò che è non sia ciò che esso è. L'isolamento delle differenze del mondo dal loro essere implica che qualcosa non sia ciò che esso è. Implica (con Parmenide) che le differenze siano esplicitamente poste come nulla; e implica (con Platone e poi con l'intera … Leggi tutto Ancora su “La struttura originaria della verità”, citazione proposta da Vasco Ursini, da : Prefazione di E. Severino al libro di Nicoletta Cusano, Capire Severino, Mimesis edizioni, Milano – Udine 2011

Se si pone l’essere nel tempo il “principio di non contraddizione” diventa la forma peggiore di contraddizione (Emanuele Severino, Ritornare a Parmenide, in Essenza del nichilismo, Adelphi, 1964, p. 22), citazione proposta da Vasco Ursini in Amici di Emanuele Severino

  Il discorso aristotelico (ripetuto dagli aristotelici e dagli scolastici vecchi e nuovi) ponendo che quando l'essere è, è, e quando non è, non è, dice dunque che quando l'essere è il nulla, allora è nulla; e non si accorge che il vero pericolo dal quale ci si deve guardare non è l'affermazione che, quando … Leggi tutto Se si pone l’essere nel tempo il “principio di non contraddizione” diventa la forma peggiore di contraddizione (Emanuele Severino, Ritornare a Parmenide, in Essenza del nichilismo, Adelphi, 1964, p. 22), citazione proposta da Vasco Ursini in Amici di Emanuele Severino

Se l’essere non apparisse, l’apparire sarebbe un niente. È dunque necessario che l’essere appaia …, Emanuele Severino, “Essenza del nichilismo”, citazione proposta da Vasco Ursini

« Se l'essere non apparisse, l'apparire sarebbe un niente. È dunque necessario che l'essere appaia, e che quindi appaiano quelle determinazioni, il cui apparire è richiesto dall'apparire di ogni cosa. Esse costituiscono lo sfondo di ogni ulteriore manifestazione dell'essere. Le determinazioni, di cui non si sa ancora se appartengano o no allo sfondo, danno luogo … Leggi tutto Se l’essere non apparisse, l’apparire sarebbe un niente. È dunque necessario che l’essere appaia …, Emanuele Severino, “Essenza del nichilismo”, citazione proposta da Vasco Ursini

L’uomo è l’anelante ‘par excellence’, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, p. 113. Citazione proposta da Vasco Ursini

L'uomo è l'anelante 'par excellence' Se l'uomo non è il mortale, ma l'apparire del destino della verità; e se l'apparire della verità è contraddizione - e precisamente contraddizione C - ne consegue che l' "anelare" è l'irrequietezza della contraddizione e quindi l'uomo è "l'anelante par excellence". Quella irrequietezza è l'apparire della necessità che ogni configurazione … Leggi tutto L’uomo è l’anelante ‘par excellence’, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, p. 113. Citazione proposta da Vasco Ursini

Il Mortale, citazione da E. Severino, Destino della necessità, p. 591

Volendo la propria immortalità attraverso il divenir altro, il mortale ("anima", "io", "individuo", "persona", "soggetto", "coscienza", "Io trascendentale", ecc.) non solo vuole l'impossibile, ma perde di vista la Gloria che egli è in se stesso, nella sua essenza profonda. (E. Severino, Destino della necessità, p. 591)

il concetto stesso di salvezza – così come esso si presenta lungo la storia dell’Occidente – è nella sua essenza violenza, in E. Severino, Oltre il linguaggio, p. 26

Nessun creatore e nessun salvatore ci può salvare. Ma non perché la salvezza debba essere cercata altrove, ma perché il concetto stesso di salvezza - così come esso si presenta lungo la storia dell'Occidente - è nella sua essenza violenza, cioè volontà di trasformare il mondo, e quindi volontà che vuole l'impossibile. (E. Severino, Oltre il … Leggi tutto il concetto stesso di salvezza – così come esso si presenta lungo la storia dell’Occidente – è nella sua essenza violenza, in E. Severino, Oltre il linguaggio, p. 26

una volta che si tiene ferma l’impossibilità che l’essere non sia, non si può ritornare indietro, E. Severino, Essenza del nichilismo, p. 82, nota 15)

Se ci si arrende alla verità dell'essere - se si compie il primo passo, fatale - si deve andare fino in fondo [...] giacché, una volta che si tiene ferma l'impossibilità che l'essere non sia, non si può ritornare indietro, (E. Severino, Essenza del nichilismo, p. 82, nota 15).