Il giardino della sofferenza nello “Zibaldone” di Giacomo Leopardi – dal sito WeSchool

In questi due passi del 1826 tratti dallo Zibaldone viene presentata la visione negativa della realtà del poeta: tutto è male, perché il principio del male alberga in tutte le cose; e tutti sono destinati alla sofferenza. Questo concetto viene espresso attraverso una metaforica descrizione di un giardino, detto del "dolore" (o della "sofferenza", concetti assi vicini tra loro … Leggi tutto Il giardino della sofferenza nello “Zibaldone” di Giacomo Leopardi – dal sito WeSchool

Zibaldone di Giacomo Leopardi – scheda in Wikipedia

Lo Zibaldone, o col titolo completo Zibaldone di pensieri, è un diario personale che raccoglie una grande quantità di appunti scritti tra il mese di luglio/agosto 1817 e dicembre 1832 da Giacomo Leopardi, per un totale di 4526 pagine vai alla intera scheda Zibaldone - Wikipedia

LA FILOSOFIA DI LEOPARDI È LA FILOSOFIA DELL’OCCIDENTE, da Emanuele Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24

"Se la civiltà occidentale vuol essere coerente alla propria essenza, deve riconoscere che la propria filosofia è la filosofia di Leopardi. L'autentica filosofia dell'Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi. [...] Raramente il pensiero occidentale si porta ad una trasparenza eguagliabile a quella che si … Leggi tutto LA FILOSOFIA DI LEOPARDI È LA FILOSOFIA DELL’OCCIDENTE, da Emanuele Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24

GIACOMO LEOPARDI, LA GINESTRA (1836). Lettura di Carmelo Bene e un commento (purtroppo breve e troppo spezzettato) di Emanuele Severino (2010)

ANTOLOGIA del TEMPO che resta

Carmelo Bene recita LA GINESTRA: 
Καὶ ἠγάπησαν οἱ ἄνθρωποι μᾶλλον τὸ σκότος ἢ τὸ φῶς
E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.
Giovanni,  III, 19

Qui su l’arida schiena
del formidabil monte
sterminator Vesevo,
la qual null’altro allegra arbor nè fiore,
tuoi cespi solitari intorno spargi,
odorata ginestra,
contenta dei deserti. Anco ti vidi
de’ tuoi steli abbellir l’erme contrade
che cingon la cittade
la qual fu donna de’ mortali un tempo,
e del perduto impero
par che col grave e taciturno aspetto
faccian fede e ricordo al passeggero.
Or ti riveggo in questo suol, di tristi
lochi e dal mondo abbandonati amante,
e d’afflitte fortune ognor compagna.
Questi campi cosparsi
di ceneri infeconde, e ricoperti
dell’impietrata lava,
che sotto i passi al peregrin risona;
dove s’annida e si contorce al sole
la serpe, e dove al noto
cavernoso covil torna il coniglio;
fur liete ville e…

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Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia? citazioni di Emanuele Severino proposte da Vasco Ursini

  Negli iniziali "pensieri" dello 'Zibaldone' poesia e filosofia sono due cose essenzialmente diverse. "La filosofia è la visone della verità, cioè della nullità delle cose; la poesia è l'illusione che volta le spalle alla verità e unisce l'uomo all'"infinito". Ma successivamente Leopardi capisce che, nell'età della scienza e della tecnica, all'uomo non è più consentita alcuna illusione in relazione al nulla che … Leggi tutto Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia? citazioni di Emanuele Severino proposte da Vasco Ursini

Recanati celebra il bicentenario dell’Infinito di Leopardi, in 16 dicembre 2018, in www.finestresullarte.info

Un flusso continuo di eventi ed appuntamenti imperdibili e l’esposizione straordinaria a Villa Colloredo Mels del manoscritto vissano de L’Infinito a 200 anni dalla sua composizione. Così Recanati si prepara a celebrare il bicentenario dalla stesura di uno dei più celebri componimenti della storia della poesia firmato da Giacomo Leopardi. Infinito Leopardi è un progetto promosso dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario de L’Infinito di Giacomo … Leggi tutto Recanati celebra il bicentenario dell’Infinito di Leopardi, in 16 dicembre 2018, in www.finestresullarte.info

“Infinito Leopardi”: celebrazioni di un anno a Recanati , dicembre 2018

Poesia e arte insieme per le celebrazioni del bicentenario dalla stesura deL’Infinito: un evento lungo un anno tra mostre, spettacoli, conferenze, pubblicazioni, anche rivolte alle nuove generazioni, per sollecitare la necessità di tornare al “pensiero leopardiano”.Il cuore del progetto è rappresentato dall’esposizione straordinaria a VillaColloredo Mels del manoscritto vissano del celebre componimento. Un flusso continuo … Leggi tutto “Infinito Leopardi”: celebrazioni di un anno a Recanati , dicembre 2018

La filosofia di Leopardi – video lezione di Emanuele Severino in Rai Letteratura

Emanuele Severino spiega la rilevanza filosofica della poetica leopardiana: "Leopardi può ben considerarsi uno dei maggiori pensatori della filosofia contemporanea. Ha infatti posto anticipatamente le basi di quella distruzione della tradizione occidentale che sarà poi continuata e sviluppata - ma non resa più radicale - da Nietzsche, Wittgenstein ed Heidegger". vai a http://www.letteratura.rai.it/embed/la-filosofia-di-leopardi/25808/default.aspx

Perché nasce la filosofia? Lo spiega Emanuele Severino parlando di Leopardi, video da Sapiens Sapiens, 10 settembre 2018

Sapiens Sapiens Pubblicato il 10 set 2018 Da dove nasce la filosofia? Quali sono le radici del bisogno di filosofare? Perché ad un certo punto i miti non bastano più? A queste domande risponde Emanuele Severino, uno dei massimi filosofi di sempre https://youtu.be/AjZhciKvt7s

Quando il Novecento riscoprì la filosofia di Giacomo Leopardi, da L’Avvenire, 9 settembre 2018

.... A proposito del pensiero di Leopardi, l’editore Nino Aragno ha appena pubblicato due eccellenti, appassionanti e lucidissimi volumetti a cura di Raoul Bruni, docente di letteratura italiana all’Università Cardinale Stefan Wyszynski di Varsavia: gli autori sono entrambi filosofi italiani della prima metà del Novecento, Giuseppe Rensi (1871-1941) e Adriano Tilgher(18871941). L’interesse di queste pubblicazioni è duplice. Riguarda Leopardi filosofo, … Leggi tutto Quando il Novecento riscoprì la filosofia di Giacomo Leopardi, da L’Avvenire, 9 settembre 2018

Leopardi come pensatore del nulla – dell’opacità e dell’inconsistenza della realtà imprigionata nell’eterna gabbia del nascere e del morire – va ben oltre la filosofia di Schopenhauer: anticipando il nichilismo di Nietzsche, apre la strada dell’intera filosofia del nostro tempo. Retro di copertina del libro: E. Severino, Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, Bur, Milano 2005

Vasco Ursini Leopardi come pensatore del nulla - dell'opacità e dell'inconsistenza della realtà imprigionata nell'eterna gabbia del nascere e del morire - va ben oltre la filosofia di Schopenhauer: anticipando il nichilismo di Nietzsche, apre la strada dell'intera filosofia del nostro tempo. Leopardi vede il futuro essenziale dell'Occidente: l'approssimarsi del paradiso della civiltà della tecnica e l'inevitabilità del suo fallimento. Per Leopardi la poesia rappresenta l'ultima illusione di salvezza offerta … Leggi tutto Leopardi come pensatore del nulla – dell’opacità e dell’inconsistenza della realtà imprigionata nell’eterna gabbia del nascere e del morire – va ben oltre la filosofia di Schopenhauer: anticipando il nichilismo di Nietzsche, apre la strada dell’intera filosofia del nostro tempo. Retro di copertina del libro: E. Severino, Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, Bur, Milano 2005

“La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l’accusano; ma di sua natura esclude la misantropia” … , Giacomo LEOPARDI, Zibaldone

La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l'accusano; ma di sua natura esclude la misantropia, di sua natura tende a sanare, a spegnere quel mal umore, quell'odio, non sistematico, ma pur vero odio, che tanti e tanti, i quali non sono … Leggi tutto “La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l’accusano; ma di sua natura esclude la misantropia” … , Giacomo LEOPARDI, Zibaldone

Le opere di genio, Giacomo Leopardi, Zibaldone, 259-261

  Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della via, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia a un'anima grande, che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia [ ... … Leggi tutto Le opere di genio, Giacomo Leopardi, Zibaldone, 259-261

Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia?tratto dal gruppo Amici di Emanuele Severino

Vasco Ursini 9 settembre 2017   Negli iniziali "pensieri" dello 'Zibaldone' poesia e filosofia sono due cose essenzialmente diverse. "La filosofia è la visone della verità, cioè della nullità delle cose; la poesia è l'illusione che volta le spalle alla verità e unisce l'uomo all'"infinito". Ma successivamente Leopardi capisce che, nell'età della scienza e della … Leggi tutto Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia?tratto dal gruppo Amici di Emanuele Severino

EmanueleSeverino: Nietzsche, Leopardi e Gentile sono stati coloro i quali hanno mostrato, con necessità, l’inevitabile morte di Dio, video pubblicato da In Labore Fructus , 5 ottobre 2018

Nietzsche, Leopardi e Gentile sono stati coloro i quali hanno mostrato, con necessità, l’inevitabile morte di Dio. Qui Dio vuol dire qualsiasi realtà assoluta, definitiva, eterna e immutabile. Tenendo ferma la concezione nichilistica del divenire del mondo è impossibile affermare l’esistenza di un eterno. La tradizione filosofica affermava che l’esistenza del mondo diveniente esigesse la … Leggi tutto EmanueleSeverino: Nietzsche, Leopardi e Gentile sono stati coloro i quali hanno mostrato, con necessità, l’inevitabile morte di Dio, video pubblicato da In Labore Fructus , 5 ottobre 2018

Giacomo Leopardi IL NICHILISMO EUROPEO – IL PRIMO PENSATORE DEL NICHILISMO DELL’EUROPA NELL’ETÀ DELLA TECNICA: «Il secol superbo e sciocco», «Il nulla è negli oggetti e non nella ragione», «La ragione è acutissima, non è né incompetente né debole», «Il Nulla verissimo e certissimo delle cose». «La ginestra», Commento di Giorgio Linguaglossa | link a L’Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale, 9 gennaio 2016

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Per Leopardi, la verità – l’ “arido vero” – è “l’annientamento e l’annientabilità di ogni cosa”, e quindi “la verità non è il rimedio ma, all’opposto, la radice dell’angoscia” …, testo di Vasco Ursini in Amici di Emanuele Severino

Per Leopardi, la verità - l' "arido vero" - è "l'annientamento e l'annientabilità di ogni cosa", e quindi "la verità non è il rimedio ma, all'opposto, la radice dell'angoscia". Per chi, tuttavia, ardisce a sollevare, come fa il "genio", gli "occhi mortali incontro alla verità, l'unica possibile forma di rimedio è l'unione della verità, ossia della … Leggi tutto Per Leopardi, la verità – l’ “arido vero” – è “l’annientamento e l’annientabilità di ogni cosa”, e quindi “la verità non è il rimedio ma, all’opposto, la radice dell’angoscia” …, testo di Vasco Ursini in Amici di Emanuele Severino

Il mio pensiero va, adesso, anche adesso come spesso accade, a Giacomo Leopardi, testo di Vasco Ursini

Il mio pensiero va, adesso, anche adesso come spesso accade, a Giacomo Leopardi, Maestro insuperato e insuperabile del Nichilismo: subito il mio "io empirico" si nutre delle sue riflessioni e si placa. Poi mi sovviene che il mio io empirico è un errore, è il contenuto del sogno dell'errare e cerco con tutte le mie … Leggi tutto Il mio pensiero va, adesso, anche adesso come spesso accade, a Giacomo Leopardi, testo di Vasco Ursini

EMANUELE SEVERINO pensa GIACOMO LEOPARDI, al Teatro Franco Parenti di MILANO, in: LAVIA dice Leopardi, SEVERINO lo pensa |domenica 25 marzo 2018, ore 19,30-20,30

vai al sito del Teatro Parenti https://www.teatrofrancoparenti.it/ AUDIO della lezione di Emanuele Severino, 19,30-20,30: https://youtu.be/JgzylHbMhPY AUDIO della recita di Gabriele Lavia, 21-21,30: IL SABATO DEL VILLAGGIO   La donzelletta vien dalla campagna, In sul calar del sole, Col suo fascio dell'erba; e reca in mano Un mazzolin di rose e di viole, Onde, siccome suole, … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO pensa GIACOMO LEOPARDI, al Teatro Franco Parenti di MILANO, in: LAVIA dice Leopardi, SEVERINO lo pensa |domenica 25 marzo 2018, ore 19,30-20,30

LAVIA dice Leopardi, SEVERINO lo pensa |al Teatro Franco Parenti di Milano , 25 marzo 2018, da Teatro.it

un inedito connubio di contributi, quelli di Emanuele Severino e di Gabriele Lavia. L’accoppiata, che abbraccia poesia e filosofia - mai così vicine come in Giacomo Leopardi - ha il vantaggio di proporre una visione un po’ meno parziale di quella così di sovente attribuita, specie in passato, al nostro pensatore. L’appuntamento è per il  25 marzo 2118 vai alla … Leggi tutto LAVIA dice Leopardi, SEVERINO lo pensa |al Teatro Franco Parenti di Milano , 25 marzo 2018, da Teatro.it

«In somma, il principio delle cose, e di Dio stesso, è il nulla. Giacché nessuna cosa è assolutamente necessaria, cioè non v’è ragione assoluta perch’ella non possa non essere, o non essere in quel tal modo …, Giacomo Leopardi, Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura (Zibaldone di pensieri), 1341-1342, Luglio 1821

«In somma, il principio delle cose, e di Dio stesso, è il nulla. Giacché nessuna cosa è assolutamente necessaria, cioè non v’è ragione assoluta perch’ella non possa non essere, o non essere in quel tal modo ec. E tutte le cose sono possibili, cioè non v’è ragione assoluta perché una cosa qualunque, non possa essere, … Leggi tutto «In somma, il principio delle cose, e di Dio stesso, è il nulla. Giacché nessuna cosa è assolutamente necessaria, cioè non v’è ragione assoluta perch’ella non possa non essere, o non essere in quel tal modo …, Giacomo Leopardi, Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura (Zibaldone di pensieri), 1341-1342, Luglio 1821

“Leopardi è l’interlocutore privilegiato di Emanuele Severino, che nel contrapporre al nichilismo leopardiano il destino della verità scrive pagine mirabili che spesso raggiungono le alte vette dell’autentica poesia”, di Vasco Ursini, in riferimento all’articolo di Davide D’Alessandro, Sempre caro mi fu Leopardi – Il Foglio 22 novembre 2017

"Leopardi è l'interlocutore privilegiato di Emanuele Severino, che nel contrapporre al nichilismo leopardiano il destino della verità scrive pagine mirabili che spesso raggiungono le alte vette dell'autentica poesia", di Vasco Ursini in riferimento a: Se per il Leopardi filosofo m’inginocchio davanti alle pagine sublimi di Emanuele Severino, per il Leopardi letterato mi rivolgo a Citati, … Leggi tutto “Leopardi è l’interlocutore privilegiato di Emanuele Severino, che nel contrapporre al nichilismo leopardiano il destino della verità scrive pagine mirabili che spesso raggiungono le alte vette dell’autentica poesia”, di Vasco Ursini, in riferimento all’articolo di Davide D’Alessandro, Sempre caro mi fu Leopardi – Il Foglio 22 novembre 2017

Emanuele Severino, Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia?

Entro la dimensione nichilistica dell'Occidente non si può non essere "leopardiani". Ma qual'è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia? Negli iniziali "pensieri" dello 'Zibaldone' poesia e filosofia sono due cose essenzialmente diverse. "La filosofia è la visone della verità, cioè della nullità delle cose; la poesia è l'illusione che volta le … Leggi tutto Emanuele Severino, Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia?