Occorre non dimenticare, “prima di tutto: il miserevole squallore di un mondo in cui gli esseri viventi traggono la propria esistenza dal divorarsi l’un l’altro …, A. Schopenhauer, da Parerga e Paralipomena

Occorre non dimenticare, “prima di tutto: il miserevole squallore di un mondo in cui gli esseri viventi traggono la propria esistenza dal divorarsi l’un l’altro, e i travagli e le angosce che nascono da quella situazione e affliggono tutto ciò che ha vita; il gran numero e l’enormità dei mali, la varietà e l’ineluttabilità delle sofferenze, che, spesso, si fanno spaventose; lo stesso peso della vita in sé, e il suo correre verso l’amara, squallida morte -. tutto ciò non può onestamente conciliarsi con l’idea di chi vede nel mondo l’opera di un essere che riunisca in sé la somma bontà, la suprema saggezza e l’onnipotenza. Levare alte grida contro un pensiero del genere è altrettanto facile quanto è difficile trovare argomentazioni plausibili per sostenerlo”.

(A. Schopenhauer, da Parerga e Paralipomena).