“60 anni de LA STRUTTURA ORIGINARIA (60SO)”, Congresso Internazionale a cura di ASES – Associazione di Studi Emanuele Severino, 2 e 3 marzo 2018

Vasco Ursini segnala questo eccezionale congresso dedicato a:

Emanuele Severino, LA STRUTTURA ORIGINARIA, La Scuola, 1958. Nuova edizione ampliata: Adelphi, 1981, p. 555

ATTENZIONE:

il convegno in onore di Emanuele Severino con sede a Brescia, inizialmente fissato per i giorni 24, 25, 26 febbraio 2018, è stato spostato al 2 e 3 marzo 2018. Pubblicheremo presto una locandina con tutte le opportune notizie

 

Sito web: http://emanueleseverino.psy.unipd.it  info: assstudiemanueleseverino@gmail.com

Direzione scientifica
Ines Testoni, Vincenzo Milanesi, Giulio Goggi, Ilario Bertoletti
Referees
Giorgio Brianese, Massimo Donà, Giulio Goggi,
Leonardo Messinese, Davide Spanio, Luigi Vero Tarca, Ines Testoni
Comitato scientifico
Francesco Altea, Giuseppe Barzaghi, Enrico Berti, Francesco Berto, Sara Bignotti,
Giorgio Brianese, Hervé Cavallera, Piero Coda, Umberto Curi, Nicoletta Cusano,
Biagio de Giovanni, Massimo Donà, Adriano Fabris, Maurizio Ferraris, Umberto
Galimberti, Giulio Giorello, Sergio Givone, Giulio Goggi, Luca Illetterati, Natalino Irti,
Paul Livingston, Romano Madera, Giacomo Marramao, Leonardo Messinese,
Giuseppe Micheli, Vincenzo Milanesi, Salvatore Natoli, Federico Perelda, Ugo
Perone, Arnaldo Petterlini, Bruno Pinchard, Graham Priest, Gennaro Sasso, Carlo
Scilironi, Italo Sciuto, Pierangelo Sequeri, Davide Spanio, Andrea Tagliapietra, Luigi
Vero Tarca, Francesco Totaro, Gianni Vattimo, Mauro Visentin, Vincenzo Vitiello
Comitato organizzatore
Claudio Bragaglio, Paolo Barbieri, Mario Capanna, Vasco Ursini

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Vasco Ursini sull’ ultimo libro di Emanuele Severino, STORIA, GIOIA, Adelphi

Molti scritti di Severino indicano un senso della “storia” profondamente diverso da quello presente nelle varie forme della cultura occidentale e ormai planetaria, del tutto restia a discutere la sua fede nell’esistenza della storia.

Per Severino, fede nell’esistenza della storia vuol dire fede nel divenire, cioè fede nell’esistenza del processo in cui le cose vengono dal niente e vi ritornano. Ed è opportuno precisare che, per Severino, negare la fede nella storia non significa negare l’esistenza di quel mondo di progetti, bisogni, angosce in cui consiste la nostre concreta esperienza, ma significa negare che in esso si manifesti la verità.

Per Severino, la storia, nel suo significato più radicale, “è l’infinito e sempre più ampio apparire degli eterni in ognuno dei “cerchi dell’apparire del destino della verità”. Ogni cerchio è l’essenza di ciò che chiamiamo “un uomo”. Gli eterni, quindi, non sono res gestae”. Che esistano res gestae – cose che son fatte esistere e che escono dall’esistenza – è la “follia estrema”.

Solo gli eterni hanno Storia, solo essi possono “morire” e rimanere eterni. Dunque la loro storia continua all’infinito anche dopo la morte. “La Storia appare all’interno della Gioia della totalità degli eterni: all’interno dell’Infinito che va mostrandosi nella Storia e, inesauribile, ne rende possibile l’infinito dispiegarsi”.


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scrive VASCO URSINI in https://www.facebook.com/vasco.ursini?fref=nf

In molti suoi scritti, e ancora più direttamente in questo suo fresco di stampa “Storia, Gioia”, Emanuele Severino delinea un senso della “storia” abissalmente diverso da quello rappresentato dalla varie forme di cultura: la storia è l’infinito e sempre più ampio apparire degli “eterni” in ciascuno dei cerchi dell’apparire del destino della verità, Ciascun cerchio è l’essenza di ciò che chiamiamo “uomo”. Conseguentemente gli “eterni” non sono “res gestae”. La “follia estrema” consiste appunto nel credere che esistano “res gestae”, cioè cose che sono fatte esistere e che poi escono dall’esistenza. Per Severino, dunque, solo gli “eterni” hanno storia. Solo essi possono “morire” e rimanere “eterni”. La loro Storia prosegue all’infinito anche dopo la loro morte. “La totalità infinita degli eterni è la Gioia, la Pianura che dà spazio all’infinito, e sempre pi ampio, apparire degli eterni nella “costellazione” dei cerchi”.

Emanuele Severino, STORIA, GIOIA, Adelphi, 2016, p. 250

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scrive VASCO URSINI in https://www.facebook.com/vasco.ursini?fref=nf

In molti suoi scritti, e ancora più direttamente in questo suo fresco di stampa “Storia, Gioia”, Emanuele Severino delinea un senso della “storia” abissalmente diverso da quello rappresentato dalla varie forme di cultura: la storia è l’infinito e sempre più ampio apparire degli “eterni” in ciascuno dei cerchi dell’apparire del destino della verità, Ciascun cerchio è l’essenza di ciò che chiamiamo “uomo”. Conseguentemente gli “eterni” non sono “res gestae”. La “follia estrema” consiste appunto nel credere che esistano “res gestae”, cioè cose che sono fatte esistere e che poi escono dall’esistenza. Per Severino, dunque, solo gli “eterni” hanno storia. Solo essi possono “morire” e rimanere “eterni”. La loro Storia prosegue all’infinito anche dopo la loro morte. “La totalità infinita degli eterni è la Gioia, la Pianura che dà spazio all’infinito, e sempre pi ampio, apparire degli eterni nella “costellazione” dei cerchi”.