L’APPARIRE FINITO E L’APPARIRE INFINITO DEL DESTINO, Il brano è tratto da Vasco Ursini, Il dilemma verità dell’essere o nichilismo?, Booksorintesidizioni, 2013, pp. 90-91

Antologia del TEMPO che resta

L’APPARIRE FINITO E L’APPARIRE INFINITO DEL DESTINO

Si è visto che Severino distingue l’apparire delle singole determinazioni empiriche dall’apparire trascendentale, inteso come orizzonte della totalità finita di ciò che appare. Le cose cioè appaiono in quanto esiste una dimensione in cui il loro apparire viene accolto, ospitato e congedato. Tale dimensione trascendentale non può pertanto apparire e scomparire, non può cioè sopraggiungere e congedarsi come accade invece all’apparire empirico che appare e scompare.
Posta la distinzione tra l’Apparire trascendentale e l’apparire della determinazione empirica, ribadito che l’Apparire trascendentale è immobile sia in quanto, come ogni altro essente, è eterno, sia in quanto non inizia e non tramonta perché non è compreso nel processo dell’apparire e dello scomparire che esso ospita; ribadito che compete all’apparire empirico, non di iniziare a essere e cessare di essere, ma di iniziare ad apparire e cesare di apparire, Severino chiarisce come e perché l’apparire empirico…

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Il castello del destino di Emanuele Severino – articolo di Maurizio Morini, in Ritiri Filosofici, 27 giu 2021

un’immagine tratta da Jacques le fataliste di Diderot, Schopenhauer ricorda, come sintesi della sua dottrina dell’eternità dell’individuo, la metafora del castello sul cui ingresso c’era scritta la seguente frase:

«Non appartengo a nessuno e appartengo a tutti: c’eravate prima di entrarvi, ci sarete ancora quando ne uscirete».

Non sappiamo se Leonardo Messinese avesse in mente questa metafora, ma l’immagine del castello utilizzata nel suo ultimo saggio per introdurre e descrivere la filosofia di Emanuele Severino è sicuramente appropriata. …

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Il castello del destino di Emanuele Severino – Ritiri Filosofici

Charis. Omaggio degli allievi a Emanuele Severino, a cura di M. Capanna, M. Donà, L.V. Tarca, Inchibboleth, Roma, 2019

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Danilo Breschi, Recensione a V. Ursini, Il dilemma verità dell’essere o nichilismo? BookSprint Edizioni – Il Pensiero Storico. Rivista internazionale di storia delle idee

Recensione a V. Ursini, Il dilemma verità dell’essere o nichilismo? BookSprint Edizioni, Se volete iniziare a studiare il pensiero e l’opera di Emanuele Severino dovete partire da questo libro di Vasco Ursini. La migliore introduzione alla filosofia di Severino.

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Vivi siamo, se bisognosi di darci un senso – Il Pensiero Storico. Rivista internazionale di storia delle idee

VASCO URSINI, Una filosofia per il tempo che viviamo, Edizioni Nuova Prhomos, 180 pagine, Città di Castello (PG), 2021, INDICE del libro e modalità di acquisto

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Franco VOLPI, Che cosa significa “filosofia pratica”. Per una storia del concetto , in Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori editore, 2005, pagine 707-717

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Mauro VISENTIN, Ontologia e significato del tempo , in Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori editore, 2005, pagine 691-706

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Carmelo VIGNA, La fede, la ragione, l’essere. Obiezioni a Emanuele Severino , in Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori editore, 2005, pagine 675-690

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Salvatore VECA, Sull’etica della responsabilità , in Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori editore, 2005, pagine 669-674

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Italo VALENT, Simultaneità e reversibilità in Immanuel Kant , in Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori editore, 2005, pagine 653-668

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Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori, 2005, pagine 718. Indice del libro

Giuseppe Gris, L’ESCATOLOGIA DEL DESTINO. L’APOCALISSE DEL LINGUAGGIO NELL’OPERA DI EMANUELE SEVERINO, Schibboleth edizioni, Collana Zeugma | Proposte, 2020

Giuseppe Gris

L’escatologia del destino. L’apocalisse del linguaggio nell’opera DI EMANUELE SEVERINO

Schibboleth edizioni Collana Zeugma | Proposte Anno 2020, Numero 21

vai alla scheda dell’editore:

https://www.inschibbolethedizioni.com/single-post/9788855291279?fbclid=IwAR0PO9i4qY9dn_dzius0xKyqkPONFCVqWmtHZHOWwnnHd-bcOhMiEQY8OUQ

Baldo Lami: Un libro eccezionale e appassionato per comprendere il pensiero di Emanuele Severino all’interno del dibattito filosofico contemporaneo: Il dilemma verità dell’essere o nichilismo, Book Sprint, 2013, di Vasco Ursini

Un libro eccezionale e appassionato per comprendere il pensiero di Emanuele Severino all’interno del dibattito filosofico contemporaneo: Il dilemma verità dell’essere o nichilismo, Book Sprint, 2013, di Vasco Ursini, che ringrazio, di cui riporto un intero brano tratto dalla pag. 141.…………………………………………………………………« […] La tecnica infatti presuppone che le cose possono essere prodotte (dal niente) e distrutte (nel niente), secondo il proprio volere. Questo compito di creare e distruggere le cose un tempo prerogativa di Dio, è ormai rivendicato dalla tecnica. Pertanto si può dire che la teologia è la prima forma di tecnica e la tecnica è l’ultima forma di teologia. E Severino può scrivere: «Dio e la tecnica moderna sono le due fondamentali espressioni del nichilismo metafisico».Sulla base di questa concezione del nichilismo Severino elabora la sua diagnosi critica del mondo contemporaneo e dei valori da esso prodotti.Il venire e l’andare nel niente implica inevitabilmente il dissolvimento e il tramonto di tutti gli “immutabili” dell’Occidente, prodotti nella storia: il Dio del cristianesimo, quello di tutte le altre religioni, il capitalismo, il marxismo, tutto il pensiero filosofico da Platone ai nostri giorni.La causa del loro tramonto sta, non soltanto negli accadimenti di un processo storico-culturale, ma soprattutto nell’accettazione nichilistica, pressoché generale, del divenire.Da quanto detto sin qui mi pare risulti evidente che la concezione del nichilismo di Severino va ben al di là dell’accezione filosofica comune del termine.Essa propone di abbandonare senza ulteriori indugi il “Sentiero della Notte” finora seguito e di incamminarsi nel “Sentiero del giorno” aperto da Parmenide. Ci si pone così nella condizione di riconoscere la necessità che “l’essere è e non gli è consentito di non essere”, e che “il nulla non è e non gli è consentito di essere”. Severino propone dunque di “ritornare a Parmenide” ma correggendone la posizione, convincendosi cioè che quello che Parmenide dice dell’essere va detto degli enti, di ciascun ente.Occorre dunque ripetere, secondo Severino, il “parricidio” con il quale Platone aveva tentato, senza riuscirvi, di salvare il mondo dei fenomeni. Occorre ripetere il parricidio per ricondurre finalmente le differenze nell’essere. […] »

Vasco URSINI, Il dilemma verità dell’essere o nichilismo?, Book Sprint edizioni, 2013. Indice del libro

link all’editore:

https://www.booksprintedizioni.it/libro/Filosofia/il-dilemma-verita-dell-essere-o-nichilismo?fbclid=IwAR1uloMq-00LqSLbjcMKYXMjK7fSz9ZU2ov6Luh7XTcCdZXJbbCVsmigkMM

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