Per ridestare la verità dell’essere, che sin dal giorno della sua nascita giace addormentata nel pensiero occidentale, si dovrà pur sempre penetrare il senso di questo semplice e grande pensiero. che l’essere è e non gli è consentito di non essere … in Emanuele Severino: ” Essenza del nichilismo “- ( “Poscritto” ), pag.63. Adelphi

” Per ridestare la verità dell’essere, che sin dal giorno della sua nascita giace addormentata nel pensiero occidentale, si dovrà pur sempre penetrare il senso di questo semplice e grande pensiero. che l’essere è e non gli è consentito di non essere. Il suo risveglio costituisce certo il maggior pericolo per il lungo inverno della ragione, che vede sconvolte le più antiche abitudini e si sente proporre un compito nuovo, ed il più essenziale. Se si è capaci, bisogna soffocare questo pensiero prima che giunga a fiorire, perchè altrimenti è destinato, lui solo, ad avere diritto alla fioritura…”

Emanuele Severino: ” Essenza del nichilismo “- ( “Poscritto” ), pag.63. Adelphi.

EINSTEIN E PARMENIDE, in Emanuele Severino, Il parricidio mancato, Adelphi, Milano 1985, pp, 143 – 147

 

Lo stesso Popper ci informa di alcune sue visite ad Einstein, a Princeton, nel 1950. Racconta che in quelle conversazioni egli si rivolgeva al sommo fisico, chiamandolo ” Parmenide ” e che Eistein si trovava completamente a suo agio all’interno di questa inusitata denominazione. L’intero sviluppo del pensiero filosofico ha continuato a riferirsi a Parmenide, la cui importanza è quindi ineguagliabile. Anche Karl Popper, che è soprattutto un metodologo, un filosofo della scienza, non solo scrive che “Parmenide è uno dei più grandi e sorprendenti filosofi di tutti i tempi” e che “quella di Parmenide può considerarsi la prima teoria ipotetico-deduttiva del mondo”, ma dichiara addirittura che Parmenide è “il padre della fisica teorica”. Certo, il Parmenide visto, per esempio, da Hegel o da Heidegger è qualcosa di molto diverso da quello visto da Popper.
Il quale si rivolgeva a Eistein chiamandolo ” Parmenide ” perché Einstein, scrive Popper, sosteneva ” che il mondo fosse un universo chiuso, di tipo parmenideo, a quattro dimensioni, nel quale il cangiamento era un’illusione umana, o qualcosa di molto simile ” – ed Eistein ” era d’accordo che questa fosse la sua opinione “. Popper ribadisce in più occasioni la convergenza tra Parmenide e Einstein. Scrive ad esempio che come nell’ “immutevole universo tridimensionale di Parmenide”, così “nell’universo statico quadrimensionale di Eistein non si verifica alcun cambiamento. Ogni cosa vi resta tale quale è, nel suo “luogo” quadrimensionale; il cambiamento diventa come “apparente”; è soltanto l’osservatore che, per così dire, scorre lungo la propria linea del mondo e acquista via via la consapevolezza dei differenti “luoghi”, lungo tale linea, cioè dei propri dintorni “spazio-temporali”.
[ … ]
In Italia qualche serio studioso – per esempio l’epistemologo G. Prestipino, su “Critica marzista” (1981,4) ha voluto riportare la tesi centrale dei miei scritti – l’eternità di ogni ente – alla teoria del “campo” di Einstein. Un’operazione destinata a fallire, perché la ” logica ” che in quegli scritti sostiene l’eternità di ogni ente non ha nulla a che vedere con la ” logica ” – la logica della moderna scienza della natura – che conduce Einstein ad affermare il suo universo, dove ” non si verifica alcun cambiamento “, per usare ancora una volta l’espressione di Popper: Due logiche, due vie, due sbocchi diversi, abissalmente diversi, anche se si possono usare parole molto simili per descriverli.
Ma qui vorrei mettere soprattutto in chiaro che la discussione tra Popper e Einstein a proposito del parmenidismo di quest’ultimo si è svolta a un livello concettuale inadeguato rispetto a quello che la grandezza del tema avrebbe richiesto. [ … ]
Il tema centrale della loro discussione riguarda, si è visto, l’illusorietà del mutamento, affermata da Eistein sulle orme di Parmenide (il Parmenide della tradizione filosofica) e negata da Popper. Il quale propone, Einstein consenziente, di considerare il mondo einsteiniano come una ” pellicola cinematografica ” : nella pellicola i fotogrammi (cioè gli oggetti del mondo) coesistono, sono già tutti reali nello stesso modo, sia quelli che nella proiezione vengono a formare il ” passato “,sia quelli che costituiscono il ” futuro “. Solo nella proiezione si produce la differenza tra passato e futuro e quindi il mutamento. Ma rispetto alla pellicola, in cui non accade nulla, il mutamento dei fotogrammi è ” un’illusione umana “.
A questo punto Popper ha buon gioco ad obiettare ad Einstein che se il mutamento esiste solo nella nostra coscienza illusoria del mondo, ma non nel mondo stesso, tuttavia la nostra coscienza, per quanto illusoria rispetto al mondo, è pur sempre qualcosa di reale, ossia è una parte del mondo reale, sì che il mutamento che in essa si produce è esso stesso reale e contraddice la tesi della totale immutabilità del mondo. Nella proiezione cinematografica l’esperienza illusoria del mutamento richiede il passare, lo scorrere reale della pellicola nel proiettore, così come l’ ” osservatore ” del mondo immutabile deve scorrere realmente lungo la linea in cui percepisce illusoriamente il divenire del mondo. Il mutamento è comunque reale – anche cioè se è il contenuto di una coscienza illusoria. Ciò vuol dire che la realtà muta. Popper racconta che ascoltando questi argomenti “Parmenide discusse con grande pazienza, com’era sua abitudine. Disse che ne era rimasto colpito e che non sapeva come rispondervi “.
Eppure il problema decisivo incomincia proprio a questo punto. [ [ … ] Il senso autentico dell’immutabilità ed eternità di ogni ente non è quello di cui parla la fisica di Einstein. [ …] Quando la cultura e anzi l’intera civiltà occidentale affermano che il mutamento è reale, ossia che la realtà muta, intendono che gli “”enti” (per lo meno in qualche loro aspetto) escono dal ” niente ” e vi ritornano. [ … ] Anche Einstein e Popper si mantengono all’interno di questo significato del mutamento, sebbene il primo affermi e il secondo neghi l’illusorietà del mutamento così inteso.
[ … ]
Ma la questione decisiva non è se il mutamento, così inteso, sia o no illusorio, ma se il pensiero non debba portarsi oltre questo senso del divenire, che domina l’intera civiltà occidentale. [ … ] Da tempo sto mostrando che se il divenire è inteso in questo modo, allora non esiste affatto esperienza del divenire – che è cosa ben diversa, si badi, dall’affermare (come Einstein-Parmenide afferma) che l’esperienza del divenire è illusoria. Ma da tempo sto anche mostrando che il senso autentico del divenire è un altro, del tutto nascosto alla nostra cultura: il divenire è la ” manifestazione “, il progressivo ” apparire ” dell’eterno (ossia del Tutto). In questo senso, solo l’eterno può ” divenire “.
( Emanuele Severino, Il parricidio mancato, Adelphi, Milano 1985, pp, 143 – 147).

 

in memoria di Emanuele Severino: Note introduttive alla traduzione dell’opera di PARMENIDE, a cura di Vincenzo Guarracino, edizioni Medusa (2006)


Caro Paolo,

ho letto la notizia della morte di Emanuele Severino e, in suo omaggio, ti spedisco le note introduttive alla mia traduzione dell’opera di Parmenide per le edizioni di Medusa molti anni fa (2006)


leggi qui:

https://drive.google.com/file/d/19DfyxWyIUWIYqrrUfBD73lmkLl4AE9Xz/view?usp=sharing

 

PARMENIDE, SULLA NATURA: traduzione e analisi filologica ed etimologica di Vincenzo Guarracino, 28 novembre 2019

Antologia del TEMPO che resta


Caro Paolo,
eccoti (te l’avevo promesso molto tempo fa) un mio piccolo contributo da filologo su Parmenide, del quale ti invio la traduzione e le note al Proemio.
Ti chiedo venia se non sono stato capace di inserire gli accenti corretti alle parole.
Con tutta la mia stima
Como,  28 novembre 2019

PARMENIDE   SULLA NATURA

Il titolo

Il poema, così come ci è stato tramandato, presenta il titolo concordemente accettato di Perì phýseos”Sulla natura”, conservatoci da Sesto Empirico (Contro i matematici, VII, 111), in armonia con una tradizione che si riscontrerà poi in Empedocle e in molti altri filosofi greci (Melisso, Alcmeone, Gorgia, Prodico) e successivamente in Lucrezio (De rerum natura), fino in epoca rinascimentale con Bernardino Telesio (De rerum natura iuxta propria principia, 1586).

Citato anche come Physikòn(Porfirio, L’antro delle Ninfe, 22) e Physiologhìa (Suida, alla voce…

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L’Essere è il ‘puro positivo’, il non Essere è il ‘puro negativo. L’uno è l’assoluto contraddittorio dell’altro …

Vasco Ursini ha aggiornato il suo stato.

L’Essere è il ‘puro positivo’, il non Essere è il ‘puro negativo. L’uno è l’assoluto contraddittorio dell’altro. Come giustifica Parmenide questo suo grande principio? L’argomentazione è molto semplice: Non si può pensare (e quindi dire) ciò che è. Pensare il nulla significa non pensare affatto, e dire il nulla significa dire il nulla. Perciò il nulla è impensabile e indicibile. Quindi pensare ed Essere coincidono.

(Giovanni Dario Reale, Dario Antiseri)

E infatti nient’altro è o sarà all’infuori dell’Essere [ … ]

(Parmenide)

prof. MAURIZIO MIGLIORI, Pubblicazioni, in Portale docenti della Università di Macerata

La filosofia di Gorgia, Celuc, Milano 1973.

Aristotele, La generazione e la corruzione, traduzione, introduzione e commento di M. Migliori, Loffredo, Napoli 1976.

Unità, molteplicità, dialettica. Contributi per una riscoperta di Zenone di Elea, Unicopli, Milano 1984.

Dialettica e verità. Commentario filosofico al “Parmenide” di Platone, Vita e Pensiero, Milano 1990, 20002.

Traduzione del Parmenide di Platone, in Platone, Tutti gli scritti, a cura di Giovanni Reale, Rusconi, Milano 1991, pp. 373 – 424.

L’uomo fra piacere, intelligenza e Bene. Commentario storico-filosofico al “Filebo” di Platone, Vita e Pensiero, Milano, 1993, 19982.

Platone, Parmenide, Introduzione, traduzione, note e apparati di M. Migliori, testo greco con edizione critica a cura di Claudio Moreschini, Rusconi, Milano 1994, 20002.

Platone, Filebo, Introduzione, traduzione, note, apparati e appendice bibliografica di M. Migliori, Rusconi, Milano 1995, Bompiani, Milano 2000.

Platone, Politico, Introduzione, traduzione, note, apparati e appendice bibliografica di M. Migliori, Rusconi, Milano 1996.

Arte politica e metretica assiologica. Commentario storico-filosofico al “Politico” di Platone, Vita e Pensiero, Milano 1996.

Il Sofista di Platone. Valore e limiti dell’ontologia. Cinque lezioni e una successiva discussione con Bruno Centrone, Arianna Fermani, Lucia Palpacelli, Diana Quarantotto, Morcelliana, Brescia 2006

Plato’s Sophist, Value and Limitation on Ontology, Academia Verlag, Sankt Augustin 2007.

Il disordine ordinato. La filosofia dialettica di Platone. 2 vv., I. Dialettica, metafisica e cosmologia; II. Dall’anima alla prassi etica e politica, Morcelliana, Brescia 2013.

Aristotele, La generazione e la corruzione, traduzione, introduzione e commento di M. Migliori, Revisione, aggiornamento e saggio bibliografico di Lucia Palpacelli, Bompiani, Milano 2013

Platone, Els La Scuola, Brescia 2017

Articoli su Riviste

Elementi metafisici e teologici nella riflessione fisica del De generatione et corruptione di Aristotele, «Pensamiento», 35 (1979), pp. 223-235.

Il recupero della trascendenza platonica e il nuovo paradigma, «Rivista di filosofia neo-scolastica», 79 (1987), pp. 351-381.

Il volume di Thomas Alexander Szlezák, Come leggere Platone. Un ulteriore contributo per la diffusione della conoscenza del nuovo paradigma ermeneutico alternativo, «Rivista di filosofia neo-scolastica», 83 (1991), pp. 36-50.

Un nuovo e diverso ritorno a Parmenide. L’interpretazione del Poema sulla natura proposta da Giovanni Reale e Luigi Ruggiu, «Rivista di filosofia neo-scolastica», 83 (1991), pp. 321-338.

La scuola di Tubinga-Milano per una nuova immagine di Platone. Breve inquadramento storico dell’interpretazione platonica della scuola di Tubinga-Milano (Krämer, Gaiser, Reale, Szlezák), «Il Cannocchiale», 1992, pp. 121-142.

Piccole cronache platoniche. Discutendo tra i giardini di Adone (con M. Vegetti, L.M. Napolitano Valditara, G. Figal, C. Sini, C. Fontana, W. Wieland, F. Trabattoni), «Rivista di Filosofia Neo-scolastica», 87 (1995), pp. 260-301.

Oltre lo scontro tra edonismo e antiedonismo. Il “Kosmos asomatos” del Filebo, «Metexis» 8 (1995), pp. 49-64.

De la critique de Schleiermacher aux commentaires recents. Evolution et articulation du nouveau paradigme de Tübingen-Milano, Les Études philosophiques, 1998, pp. 91-114.

Gorgia quale sofista di riferimento di Platone, «Giornale di metafisica», NS 21 (1999), pp. 101-126.

Verso il filosofo: dialettica e ontologia nel “Sofista” di Platone, «Rivista di filosofia neo-scolastica», 91 (1999), pp.171-204.

L’anima in Platone e Aristotele, «Studium», 96 (2000), pp. 365-427.

La filosofia dei sofisti: un pensiero posteleatico, «Annali della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Macerata», XXXIII (2000), pp. 9-30.

La struttura polifonica del Fedro, «i Quaderni Bombesi», Rivista Semestrale di Filosofia e di Scienze Umane della scuola di Alta Formazione Filosofica “B. Spaventa” – Bomba, I, pp. 11-46.

Dialettica e Teoria dei principi nel Parmenide e nel Filebo di Platone, «Annali della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Macerata», 34 (2000) , pp. 55-103.

Cura dell’anima. L’intreccio tra etica e politica in Platone, «Ordia prima» (Cordoba, Arg.), I (2002), pp. 25-65.

L’unità del pensiero politico di Platone, «Rivista di filosofia neo-scolastica», 95 (2003), pp. 337-388.

Come scrive Platone. Esempi di una scrittura a carattere “protrettico”, «Annali della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Macerata», 37 (2004), pp. 249-277, pubblicato poi anche in «Educaçao e Filosofia, 20 (2006), pp. 41-80.

Lo schema onto-epistemico della Linea, «Elenchos», 27 (2006), pp. 459-484.

Due giochi danno unità e struttura ad un dialogo tempestoso: il Filebo, «Rivista di filosofia neo-scolastica», 99 (2007), pp. 375-440.

Alcune riflessioni su misura e metretica (il Filebo tra Protagora e Leggi, passando per il Politico e il Parmenide), «Ordia Prima», 6 (2007), pp. 19-81.

Polivalência estrutural de philia em Platão, «Hypnos», 2009, pp. 191-209.

El esquema ontoepistemológico de la Línea, «Areté. Revista de filosofia», 21 (2009), pp. 197-219.

Divino e umano. L’anima in Aristotele e in Platone, «Revista de Estudos Filosóficos e Históricos da Antiguidade», rivista informatica, n. 25, 2008-2009.

A filosofia não se aprende! Platão verdadeiro mestre e o escrito como alusão protréptica, «Archai. Revista de Estudos sobre as Origens do Pensamento Ocidental», 2011, pp. 35-43.

Platone e la dimensione umana del vero, «Humanitas» 71 (2016), pp. 28-43.

“Umano, sempre e necessariamente umano”. La presenza della dimensione “terrestre” nel dialogo Sull’anima”, «Bollettino della Società Filosofica Italiana», N.S. n. 219 (2016), pp. 65-82.

La struttura sequenziale del Fedone. Un «gioco» magistrale per provare l’immortalità dell’anima, «Rivista di filosofia neo-scolastica», 108 (2016), pp. 891-914.

Platone, nomos, ethos, philia: o tutti e tre o nessuno, «Syzetesis- Rivista online», 4 NS (2017), 1, pp. 9-31.

Un caso estremo: Il progetto educativo di Platone, scrittore di filosofia, « Educação e Filosofia», 31, 61, 2017, pp. 1-25.

Articoli in libri

Il “Parmenide” e le dottrine non scritte di Platone, Istituto Suor Orsola Benincasa, Napoli 1991 (pp. 117), ora anche in Verso una nuova immagine di Platone, a cura di G. Reale, Vita e Pensiero, Milano 19942, pp. 165-222.

Rapporti fra la Metafisica e il De generatione et corruptione di Aristotele, in AA. VV, Aristotele. Perché la metafisica, a cura di A Bausola e G. Reale, Vita e Pensiero, Milano 1994, pp. 377 – 396; anche «Rivista di filosofia neo-scolastica», 85 (1993), pp. 513-532.

Non entri chi è ageometretos. Il connubio tra matematiche e filosofia nell’insegnamento di Platone, in Filosofia, logica, matematica dal periodo classico al nostro secolo. Atti del convegno dell’I.R.R.S.A.E. Marche, Ancona 25-27 marzo 1993, a cura di A. Repola Boato, Quaderni di “Innovazione Scuola”, 18, Ancona 1994, pp. 15-40.

La nuova interpretazione di Platone. Un dialogo tra Hans-Georg Gadamer con la Scuola di Tubinga e Milano e altri studiosi, Interventi di Hans-Georg Gadamer, José-Ramón Arana, Rémi Brague, Günter Figal, Jens Halfwassen, Hans J. Krämer, Maurizio Migliori, Klaus Oehler. Giovanni Reale, Thomas A. Szlezák, Introduzione di Hans-Georg Gadamer, Rusconi, Milano 1998.

A confronto con l’Autore, in Ch. J. Rowe, Il Simposio di Platone, Cinque lezioni sul dialogo con un ulteriore contributo sul Fedone e una breve discussione con M. Migliori e A. Fermani, a cura di M. Migliori, Academia Verlag, Sankt Augustin 1998, pp. 89-98.

L’Idea del Bene nel Filebo, in AA. VV., Studi in onore di Antonio Possenti, a cura di G. Almanza Ciotti, S. Baldoncini, G. Mastrangelo Latini, Istituti Editoriali Poligrafici Internazionali, Pisa-Roma, Macerata 1998, pp. 429-457.

Una nuova dimostrazione dell’utilità del paradigma ermeneutico della scuola di Tubinga-Milano, Introduzione a M. T. Liminta, Il problema della Bellezza in Platone, Analisi e interpretazione dell’ “Ippia maggiore”, Vita e Pensiero, Milano 1998, pp. V-XXXV.

Tra polifonia e puzzle. Esempi di rilettura del “gioco” filosofico di Platone, in La struttura del dialogo platonico, a cura di Gianni Casertano, Loffredo, Napoli 2000, pp. 171-212.

Dialektik und Prinzipientheorie in Platons Parmenides und Philebos, in Platonisches Philosophieren, Zehn Vorträge zu Ehren von Hans Joachim Krämer, von K. Albert, M. Erler, G. Figal, J. Halfwassen, V. Hösle, M. Migliori, K. Oehler, G. Reale und W. Schwabe, herausgegeben von Thomas Alexander Szlezák unter Mitwirkung von Karl-Heinz Stanzel, Georg Olms Verlag, Hildesheim-Zürich-New York 2001, pp. 109-154.

Interventi, in Girgenti G. (a cura di), (2001) La nuova interpretazione di Platone. Un dialogo tra Hans-Georg Gadamer e la Scuola di Tubinga e Milano e altri studiosi, Interventi di H.-G. Gadamer, J.-R. Arana, R. Brague, G. Figal, J. Halfwassen, H. J. Krämer, M. Migliori, K. Oehler, G. Reale, T. A. Szlezák, Introduzione di H.-G. Gadamer, Rusconi, Milano 1998, poi pubblicata come Platone tra oralità e scrittura. Un dialogo tra Hans-Georg Gadamer con la Scuola di Tubinga e Milano e altri studiosi, Bompiani, Milano 2001, pp. 43-50; 73-77; 98-99; 105-107.

Note sulla dialettica in Eraclito, in La persona e i nomi dell’essere, Scritti di filosofia in onore di V. Melchiorre, 2 vv., Vita e Pensiero, Milano 2002, v. II p. 721-738.

La domanda sull’immortalità e la resurrezione. Paradigma greco e paradigma biblico, in L’anima, Seconda navigazione, «Annuario di filosofia 2004», Mondadori, Milano 2004, pp. 183-206; pubblicato anche su «Hypnos», Da Alma – Soul’s, 14 (2005), pp. 1-23.

Non è l’ontologia il vero cuore del Parmenide e del Sofista, in Platone e l’ontologia: Il Parmenide e il Sofista, a cura di M. Bianchetti ed E. S. Storace, AlboVersorio, Milano, 2004, pp. 65-94.

Comment Platon écrit-il? Exemple d’une écriture à caractère “protreptique”, in La philosophie de Platon, sous la direction de M. Fattal, II, L’Harmattan, Paris 2005, pp. 83-118.

Divino e umano. L’anima in Aristotele e in Platone, in Mente, anima e corpo nel mondo antico, a cura di U. La Palombara e G. A. Lucchetta, La Biblioteca di Scheria 1, Opera Editrice, Pescara 2006, pp. 21-56.

La prova dell’immortalità dell’anima (608 C – 612 C), in Platone, La Repubblica, Traduzione e commento a cura di M. Vegetti, V. VII, Libro X, Bibliopolis, Napoli 2007, pp. 199-275.

La dialettica nel Timeo, in La sapienza di Timeo. Riflessioni in margine al “Timeo” di Platone, a cura di Linda M. Napolitano Valditara, Vita e Pensiero, Milano 2007, pp. 49-107.

Pervasività e complessità della dialettica platonica, in Platone e Aristotele. Logica e dialettica, M. Migliori – A. Fermani eds., Saggi di P. Accattino, E. Berti, G. Casertano, E. Cattanei, M. Erler, A. Fermani, S. Gastaldi, G. Lucchetta, M. Migliori, M. Mignucci, L. Napolitano Valditara, S. Natoli, S. Nonvel Pieri, C. Rowe, D. Sedley, L. Seminara, M. Vegetti, Morcelliana, Brescia 2008, pp. 187-241; versione portoghese: Onipresença e complexidade da dialética de Platão, in Platão e Aristóteles, Dialética e lógica, M. Migliori – A. Fermani org., Edições Loyola, Sâo Paulo (Brasil) 2012, pp. 213-272.

O problema da geraçao no Timeu, in Cosmologias, Cinco ensaios sobre filosofia da natureza, org. R. Gazolla, Paulus, São Paulo 2008, pp. 13-46.

Introduzione, in C. H. Kahn, Plato and the socratic dialogue. The philosophical use of a literary form, Cambridge University Press, Cambridge 1996, 19993, traduzione italiana di L. Palpacelli: Platone e il dialogo socratico. L’uso filosofico di una forma letteraria, Introduzione di Maurizio Migliori. Vita e Pensiero, Milano 2008, pp. VII-LVI.

Presentazione, in Aristotele, Le tre Etiche, (con testo greco a fronte), presentazione di Maurizio Migliori; traduzione integrale dal greco, saggio introduttivo, note, sommari analitici, indice ragionato dei concetti, indice dei nomi propri, bibliografia di Arianna Fermani, Bompiani Il Pensiero Occidentale, Milano 2008, pp. VII-LXXV.

The relation of contrariety in the ancient thought and in the Aristotelian formalization, General introduction, in The perception and cognition of contraries, Edited by U. Savardi, McGraw-Hill, Milano 2009, pp. 3-9.

Platone e i limiti della conoscenza umana, in L’analisi qualitativa dell’esperienza diretta, Festschrift in onore di Giuseppe Galli, a cura di A. Zuczkowski e I. Bianchi, Aracne, Roma 2009, pp. 391-405.

Una breve provocazione su “essere e divenire” in Platone, in Verità, fede, interpretazione. Saggi in onore di Arnaldo Petterlini, a cura di C. Chiurco e I. Sciuto, Il Poligrafo, Padova 2009, pp. 163-173.

Presentazione, in Lucia Palpacelli, L’Eutidemo di Platone. Una commedia straordinariamente seria, Prefazione di Michael Erler, Presentazione di Maurizio Migliori, Vita e Pensiero, Milano 2009, pp. 11-27.

L’anima in Aristotele. Una concezione polivalente e al contempo aporetica, in Arianna Fermani – Maurizio Migliori (eds.), Attività e virtù. Anima e corpo in AristotelePresentazione di Arianna Fermani, Vita e Pensiero, Milano 2009, pp. 227-260.

Philebus and Timaeus: Plato “suggests” reading these two dialogues together, in A. Bosch-Veciana and J. Monserrat-Molas, Philosophy and Dialogue. Studies on Plato’s Dialogues, v. II, Barcelonesa d’Edicions, Societat Catalana de Filosofia, Barcelona 2010, pp. 115-139.

Platone “antiedonista” considera il piacere “necessario” per la vita buona, in La filosofia come servizio. Studi in onore di Giovanni Ferretti, a cura di R. Mancini e M. Migliori, Vita e Pensiero, Milano 2010, pp. 91-107.

Introduzione, in D. Garcia Xavier, Con Socrate oltre Socrate, il Teeteto come esempio di teatro filosofico, Loffredo Editore, Napoli 2011. pp. 7-23.

Introduzione, in D. Sedley, La levatrice del platonismo. Testo e sottotesto nel Teeteto di Platone, Vita e Pensiero, Milano 2011, pp. 5-33.

A unidade da Repubblica como exemplo de escrita platonica: o libro X, in D. Garcia Xavier – G. Cornelli. A República de Platão: Outros olhares, Coleção Estudos Platônicos, Edições Loyola, São Paulo (Brasil) 2011, pp. 13-27, ISBN 978-85-15-03816-9

PostfazioneUna discussione a latere, in Ferrari G. R. F., La città e l’anima nella Repubblica di Platone, Morcelliana, Brescia 2011, Versione italiana di City and Soul in Plato’s Republic, Academia, Sankt Augustin 2003, The University of Chicago Press, Chicago and London 2005, Revisione e introduzione di L. Palpacelli, Postfazione di M. Migliori, pp. 161-187.

Alcuni spunti sul “probabile” (e„kÒj) in Platone, in L. Palumbo (a cura di) LÒgon didÒnai. La filosofia come esercizio del rendere ragione, Studi in onore di Giovanni Casertano, Loffredo Editore, Napoli 2011, pp. 649-660.

Onipresença e complexidade da dialética de Platão, in Platão e Aristóteles, Dialética e lógica, M. Migliori – A. Fermani org., Edições Loyola, Sâo Paulo (Brasil) 2012, pp. 213-272.

A vis ão da nature za em Platão, in Filosofia e arquitectura da paisagem, Coordenação Adriana Veríssimo Serrão, Centro de Filosofia da Universidade de Lisboa, Lisboa 2012, pp. 15-27.

Il Filebo ed il Timeo come esempio del progetto “educativo” di Platone, scrittore di filosofia, in Platons Hermeneutik und Prinzipiendenken im Licht del Dialoge und der Antiken Tradition, Festschrift für Thomas Alexander Szlezák zum 70. Geburstag, Herausgegeben von U. Brachmüller, Spudasmata Band 148, Georg Olms Verlag, Hildesheim-Zürich-New York 2012, pp. 121-181.

Platone e il rispetto della dimensione doxastica e fenomenologica, in L’essere che è, l’essere che accade. Percorsi teoretici in filosofia morale in onore di Francesco Totaro, Vita e Pensiero, Milano 2014, pp. 43-51.

Forme del disordine nella filosofia di Platone in ΚΑΛΛΟΣ ΚΑΙ ΑΡΕΤΗ. Bellezza e virtù. Studi in onore di Maria Barbanti, a cura di R. L. Cardullo e D. Iozzia, Bonanno, Acireale-Roma 2014, pp. 844, ISBN 978-88-96950-18-0, pp. 137-150.

La felicità di questa vita: le radici della pienezza e della realizzazione di sé in Platone, In La vita nel pensiero. Scritti in onore di Salvatore Natoli, a cura di M. Bianchin, M. Nobile, L. Perissinotto, M. Vergani, Mimesis, Milano-Udine 2015, pp. 263-276.

Il principio del disordine nei dialoghi finali di Platone, in Seconda navigazione. Omaggio a Giovanni Reale, a cura di Roberto Radice e Glauco Tiengo, Vita e Pensiero, Milano 2015, pp. 415-433.

Un Intero a due dimensioni, In Senza dualismo. Nuovi percorsi nella filosofia di Platone, a cura di Laura Candiotto, Prefazione di Giovanni Casertano, Mimesis, Milano-Udine 2015, pp. 57-69.

Misura umana e tensione divina in Platone, in Minima metaphysica, Il divino e l’ordine del mondo, a cura di M. Marassi e R. Radice, Vita e Pensiero, Milano 2015, pp. 219-231.

Una versione e uno studio dell’Organon di Aristotele nuovi ed utili per tutti coloro che amano il pensiero antico, in Aristotele, Organon. Categorie, De Interpretatione, Analitici primi, Analitici secondi, Topici, Confutazioni sofistiche, Testo greco a fronte, Coordinamento generale di Maurizio Migliori, Saggi introduttivi, traduzioni, note e apparati di Marina Bernardini, Milena Bontempi, Arianna Fermani, Roberto Medda e Lucia Palpacelli, Bompiani, Milano 2016, pp. IX-LXII.

Alcune riflessioni sulla gnoseologia platonica, in Nous, Polis, Nomos, Festschrift Francisco L, Lisi, A. Havlicek, C. Horn, J. Jinek eds., Academia Verlag, Sankt Augustin 2016, pp. 95-107.

Platone: la forza e la necessità della dialettica, In Studi su Platone e il platonismo, a cura di A. Brancacci, S. Gastaldi, S. Maso, Edizioni di storia e letteratura, Roma 2016, pp. 19-50.

Plato: a nascent theory of complexity, in By the Sophists to Aristotle through Plato, E. Cattanei, A. Fermani, M. Migliori eds., Academia Verlag, Sankt Augustin 2016, pp. 85-118.

Platone: Accettare la verità implica fatica e coscienza dei limiti, in Per la rinascita di un pensiero critico contemporaneo, Il contributo degli antichi, Mimesis, Sesto San Giovanni 2017, pp. 179-193

Atti convegni

Lo sviluppo tempestoso di un gioco compatto: la struttura del Filebo, in Il Filebo di Platone e la sua fortuna, Atti del Convegno di Napoli 4-6 novembre 1993, a cura di P. Cosenza, M. D’Auria Editore, Napoli 1996, pp. 353-373.

La prassi in Platone: realismo e utopismo, in Il dibattito etico e politico in Grecia tra il V e il IV secolo, Atti dei convegni tenuti nel Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane, Università di Macerata 1996-1997, a cura di Maurizio Migliori, Saggi di E. Berti, G. Cambiano, G. Casertano, B. Centrone, N. L. Cordero, P. Donini, A. Fermani, S. Gastaldi, G. Giannantoni, A. M. Ioppolo, M. Migliori, L. M. Napolitano Valditara, M. Narcy, C. Natali, S. Nonvel Pieri, L. Palumbo, G. Reale, L. Repici, L. Rossetti, A. Tordesillas, M. Vegetti, La Città del Sole, Napoli 2000, pp. 239-282.

Ontologia e materia. Un confronto tra il Timeo di Platone e il De generatione et corruptione di Aristotele, in Gigantomachia, Convergenze e divergenze tra Platone e Aristotele, Ed. M. Migliori, Saggi di: E. Berti – R. Brandner – E. Cattanei, B. Centrone – N. L. Cordero – R. Ferber – F. Ferrari, S. Ferretti – F. Ferruccio Repellini – S. Gastaldi, M. Migliori – M. Mignucci – L. M. Napolitano Valditara, L. Rossetti – I. Santa Cruz – M. Vegetti, Morcelliana, Brescia 2002, pp. 35-104.

La lettura hegeliana dei dialoghi “dialettici” di Platone, in Hegel e Platone, Atti del Convegno Internazionale di Cagliari (21-22 aprile 1998) a cura di G. Movia, Edizioni AV, Cagliari 2002, pp. 183-223.

L’unità del Parmenide e il suo intento protrettico, in Il Parmenide di Platone e la sua tradizione, Atti del III Colloquio Internazionale del Centro di Ricerca sul Neoplatonismo, Università degli Studi di Catania, 31 maggio – 2 giugno 2001, CUECM, Catania 2002, pp. 59-84.

Sul Bene. Materiali per una lettura unitaria dei dialoghi e delle testimonianze indirette, in New Images of Plato, Dialogues on the Idea of the Good, Edited by G. Reale and S. Scolnicov, Academia Verlag, Sankt Augustin 2002, pp. 115-149.

Il problema della generazione nel Timeo, in Plato Physicus, Cosmologia e antropologia nel Timeo, a cura di C. Natali e S. Maso, Adolf M. Hakkert Editore, Amsterdam 2003, pp. 97-120; ora anche in versione portoghese: O problema da geraçao no Timeu, in Cosmologias, Cinco ensaios sobre filosofia da natureza, org. R. Gazolla, Paulus, São Paulo 2008, pp. 13-46

La filosofia politica di Platone nelle Leggi, The Trevor J.Saunders Memorial Lecture, in Plato’s Laws: From Theory into Practice, Proceedings of the VI Symposium Platonicum, Selected Papers, Edited by S. Scolnicov and L. Brisson, Accademia Verlag, Sankt Augustin 2003, pp. 30-41

Socrate è forse un edonista?, in Il Protagora di Platone: struttura e problematiche, 2 vv. a cura di G. Casertano, Loffredo, Napoli 2004, II pp. 528-573.

What is Fair and Good about Virtue, in Plato Ethicus. Philosophy is Life, Proceedings of the International Colloquium, Piacenza 2003, M. Migliori, L.M. Napolitano Valditara Editors, Davide Del Forno Co-editor, Saggi di: E. Berti, F. Bravo, L. Brisson, G. Casertano, B. Centrone, M. Erler, F. Ferrari, S. Gastaldi, L. Gerson, C. Gill, M. Migliori, L. Napolitano Valditara, N. Notomi, G. Reale, C. Rowe, M. I. Santa Cruz, S. Scolnicov, M. Tulli, M. Vegetti, Academia Verlag, Sankt Augustin 2004, pp. 177-226.

Socrate e Gorgia di fronte all’insegnamento della virtù, in M. Erler – L. Brisson (editors), Gorgias – Menon. Selected Papers from the Seventh Symposium Platonicum, Academia Verlag, Sankt Augustin 2007, pp. 162-168.

Ma c’è “interiorità” nei dialoghi di Platone? in Interiorità e Anima, La psychè in Platone, a cura di M. Migliori – L. Napolitano Valditara – A. Fermani, Vita e Pensiero, Milano 2007, pp. 123-164.

Postfazione, in Interiorità e Anima, La psychè in Platone, a cura di M. Migliori – L. Napolitano Valditara – A. Fermani, Vita e Pensiero, Milano 2007, pp. 341-374

Platone a teatro. Tra ermeneutica e spettacolo, tra formazione e puro piacere, in Le emozioni secondo i filosofi antichi, Atti del Convegno Nazionale, Siracusa 10-11 maggio 2007, CUECM, Catania 2008, pp. 63-96.

Il bello e il buono della virtù, in Plato Ethicus. La Filosofia è vita, M. Migliori, L.M. Napolitano Valditara Editors, Davide Del Forno Co-editor, Saggi di: E. Berti, F. Bravo, L. Brisson, G. Casertano, B. Centrone, M. Erler, F. Ferrari, S. Gastaldi, L. Gerson, C. Gill, M. Migliori, L. Napolitano Valditara, N. Notomi, G. Reale, C. Rowe, M. I. Santa Cruz, S. Scolnicov, M. Tulli, M. Vegetti, Morcelliana, Brescia 2008, pp. 191-240.

Postfazione, in Plato Ethicus…, pp. 351-370.

Uni-molteplicità del reale e dottrina dei Principi, in J. Dillon – L. Brisson (Eds.), Plato’s Philebus, Selected Papers from the Eight Symposium Platonicum, Academia Verlag, Sankt Augustin 2010, pp. 291-306.

Una strana trilogia per un Filosofo non scritto, in F. Lisi – M. Migliori – J. Monserrat-Molas (eds), Formal structures in Plato’s Dialogues, Theaetetus, Sophist and Stateman, Academia Verlag, Sankt Augustin 2011, pp. 3-46.

But is the “interiority” in Plato’s dialogs?, in M. Migliori – L. M. Napolitano Valditara – A. Fermani, Inner Life and Soul, Psychē in Plato, Academia Verlag, Sankt Augustin 2011, pp.113-149.

Afterword, in M. Migliori – L. M. Napolitano Valditara – A. Fermani, Inner Life and Soul, Psychē in Plato, Academia Verlag, Sankt Augustin 2011, pp. 307-332.

Complessità e unità della Repubblica: il sostrato teoretico, in N. Notomi – L. Brisson (Eds.), Dialogues on Plato’s Politeia (Republic), Selected Papers from the Ninth Symposium Platonicum, Academia Verlag, Sankt Augustin 2013, pp. 87-92.

Discussion, in S. Scolnicov, Euthydemus, Ethics and language, Academia Verlag, Sankt Augustin 2013, pp. 87-100.

L’etica platonica e il ruolo della misura razionale, Università statale di Maringà, Atti della X Jornadas de Estudos antigos e medievia. II Jornadas internacional de estudos antigos e medievia, pp. 1-37.

A beleza e a bontade da virtude, in Plato Ethicus, A filosofia é vida, Edições Loyola, Sâo Paulo (Brasil) 2015, pp. 201-253.

L’importanza della dimensione esperienziale ed empirica nel Simposio, in Plato in Symposium, Selected Papers from the Tenth Symposium Platonicum, Academia Verlag, Sankt Augustin 2016, pp. 65-70.

La dialettica di Mao Zedong (e Platone), in Assoluto e relativo, Un gioco complesso di relazioni stabili e instabili, M. Migliori ed., Morcelliana, Brescia 2017, pp. 271-299.

The empirical dimension of Plato’s Philebus, in Plato’s Philebus, Proceedings of the Ninth Symposium Platonicum Pragense, Edited by Jakub Jirsa, Filip Karfík and Štěpán Špinka, Oikoymene, Praga 2016, pp. 28-41.

La dialettica di Mao Zedong (e Platone), in Assoluto e relativo, Un gioco complesso di relazioni stabili e instabili, M. Migliori ed., Morcelliana, Brescia 2017, pp. 271-299.

Presentazione, in Assoluto e relativo, Un gioco complesso di relazioni stabili e instabili, M. Migliori ed., Morcelliana, Brescia 2017, pp. 5-15.

Curatele

Il dibattito etico e politico in Grecia tra il V e il IV secolo, Atti dei convegni tenuti nel Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane, Università di Macerata 1996-1997, a cura di Maurizio Migliori, Saggi di E. Berti, G. Cambiano, G. Casertano, B. Centrone, N. L. Cordero, P. Donini, A. Fermani, S. Gastaldi, G. Giannantoni, A. M. Ioppolo, M. Migliori, L. M. Napolitano Valditara, M. Narcy, C. Natali, S. Nonvel Pieri, L. Palumbo, G. Reale, L. Repici, L. Rossetti, A. Tordesillas, M. Vegetti, La Città del Sole, Napoli 2000.

Gigantomachia, Convergenze e divergenze tra Platone e Aristotele, a cura di M. Migliori, Saggi di: E. Berti – R. Brandner – E. Cattanei, B. Centrone – N. L. Cordero – R. Ferber – F. Ferrari, S. Ferretti – F. Ferruccio Repellini – S. Gastaldi, M. Migliori – M. Mignucci – L. M. Napolitano Valditara, L. Rossetti – I. Santa Cruz – M. Vegetti, Morcelliana, Brescia 2002.

Plato Ethicus. Philosophy is Life, Proceedings of the International Colloquium, Piacenza 2003, M. Migliori, L.M. Napolitano Valditara Editors, Davide Del Forno Co-editor, Saggi di: E. Berti, F. Bravo, L. Brisson, G. Casertano, B. Centrone, M. Erler, F. Ferrari, S. Gastaldi, L. Gerson, C. Gill, M. Migliori, L. Napolitano Valditara, N. Notomi, G. Reale, C. Rowe, M. I. Santa Cruz, S. Scolnicov, M. Tulli, M. Vegetti, Academia Verlag, Sankt Augustin 2004.

Interiorità e Anima, La psychè in Platone, a cura di M. Migliori – L. Napolitano Valditara – A. Fermani, saggi di A. Brancacci, F. Bravo, L- Brisson, B. Centrone. J. Dillon, M. Erler, F. Ferrari, F. Fronterotta, S. Gastaldi, M. Migliori, L. Napolitano Valditara, N. Notomi, G. Reale, F. Renaud, C. Rowe, M. I. Santa Cruz, M. M. Sassi, A. Tordesillas, F. Trabattoni, M. Tulli, A. Vallejo Campos, Vita e Pensiero, Milano 2007.

Plato Ethicus. La Filosofia è vita, M. Migliori, L.M. Napolitano Valditara Editors, Davide Del Forno Co-editor, Saggi di: E. Berti, F. Bravo, L. Brisson, G. Casertano, B. Centrone, M. Erler, F. Ferrari, S. Gastaldi, L. Gerson, C. Gill, M. Migliori, L. Napolitano Valditara, N. Notomi, G. Reale, C. Rowe, M. I. Santa Cruz, S. Scolnicov, M. Tulli, M. Vegetti, Morcelliana, Brescia 2008.

Platone e Aristotele. Logica e dialettica, M. Migliori – A. Fermani eds., Saggi di P. Accattino, E. Berti, G. Casertano, E. Cattanei, M. Erler, A. Fermani, S. Gastaldi, G. Lucchetta, M. Migliori, M. Mignucci, L. Napolitano Valditara, S. Natoli, S. Nonvel Pieri, C. Rowe, D. Sedley, L. Seminara, M. Vegetti, Morcelliana, Brescia 2008

Attività e virtù. Anima e corpo in Aristotele, Arianna Fermani – Maurizio Migliori (eds.), Presentazione di Arianna Fermani, Saggi di A. P. Bos, M. Cannarsa, E. Cattanei, S. Fazzo, A. Fermani, F. Fronterotta, G. A. Lucchetta, M. Migliori, L. Napolitano Valditara, L. Palpacelli, M. L. Perri, D. Quarantotto, L. Repici, F. Trabattoni, Vita e Pensiero, Milano 2009.

La filosofia come servizio. Studi in onore di Giovanni Ferretti, a cura di R. Mancini e M. Migliori, Vita e Pensiero, Milano 2010.

Formal structures in Plato’s Dialogues, Theaetetus, Sophist and Stateman, F. Lisi – M. Migliori – J. Monserrat-Molas (eds), Saggi di M. Bontempi, B. Bossi, L. Brisson, M. Carvalho, E. Cattanei, G. Cornelli, A. de Castro Caeiro, F. Ferrari, F. Fronterotta, X. Ibañez-Puig, F. L. Lisi, M. Migliori, J. Monserrat-Molas, L. M. Napolitano, M. Narcy, N. Notomi, Academia Verlag, Sankt Augustin 2011.

Inner Life and Soul, Psychē in Plato, M. Migliori – L. M. Napolitano Valditara – A. Fermani (eds.), saggi di A. Brancacci, F. Bravo, L- Brisson, B. Centrone. J. Dillon, M. Erler, S. Gastaldi, M. Migliori, L. Napolitano Valditara, N. Notomi, G. Reale, F. Renaud, C. Rowe, M. I. Santa Cruz, M. M. Sassi, A. Tordesillas, F. Trabattoni, M. Tulli, A. Vallejo Campos, Academia Verlag, Sankt Augustin 2011.

Platão e Aristóteles, Dialética e lógica, M. Migliori – A. Fermani org., Edições Loyola, Sâo Paulo (Brasil) 2012.

Plato Ethicus, A filosofia é vida, Edições Loyola, Sâo Paulo (Brasil) 2015.

Assoluto e relativo, Un gioco complesso di relazioni stabili e instabili, M. Migliori ed., Morcelliana, Brescia 2017.

 

Convegni, Corsi, Incontri

* * * 1991 * * *

Como, 26 febbraio 1991, CIDI, Associazione Culturale Il Paguro, Conferenza Al di là della teoria delle Idee. Una rivoluzione nell’interpretazione di Platone (1959-1990: La nuova proposta di Krämer, Gaiser, Reale, Szlezák)

Napoli: 7-9 ottobre 1991, Verso una nuova immagine di Platone, Istituto Suor Orsola Benincasa Relazione: Il “Parmenide” e le dottrine non scritte di Platone

* * *1993 * * *

Ancona, IRRSAE Marche, Comune di Ancona, Università di Ancona, Regione Marche, 25-27 marzo 1993. Convegno Filosofia, logica, matematica dal periodo classico al nostro secolo Relazione: Non entri chi è ageometretos

Napoli, 4-6 ottobre 1993, Istituto Suor Orsola Benincasa, Convegno Aristotele, perché la “Metafisica” Relazione: Rapporti tra la Metafisica e il De Generatione et corruptione di Aristotele

Napoli, 4-6 novembre 1993, Istituto Universitario Orientale, Facoltà di Lettere e filosofia, Dipartimento di filosofia e Politica, in collaborazione con L’Istituto Italiano per gli Studi filosofici, Convegno Il Filebo di Platone e la sua fortuna Relazione: Lo sviluppo tempestoso di un gioco compatto, la struttura del Filebo

* * * 1994 * * *

Monaco, 17 febbraio 1994, Forum Philosophie der Fachschaftsinitiatie Philosophie, Dicembre 1993 – Febbraio 1994 Die Idee des Guten Relazione: Praesenz und Rolle des Guten in Platons Philebos

Macerata-Perugia, 24-26 marzo 1994, Università di Macerata – Dipartimento di filosofia e scienze umane – Università di Perugia – Istituto di Filosofia, Convegno Il dibattito su Parmenide Relazione: La filosofia dei Sofisti: un pensiero post-eleatico

Tubinga, 29-30 aprile 1994, Platonisches Philosophieren, Eine Vortragsreihe zur Situation der Platonforschung zu Ehren von Hans Joachim Krämer Relazione: Dialettica e dottrina dei Principi nel “Parmenide” e nel “Filebo” di Platone

Milano, 2/9/16/23 maggio 1994, Centro di Metafisica e Dipartimento di filosofia dell’Università cattolica – 10 lezioni seminariali su Il Filebo di Platone

Parma, 6 dicembre 1994, Istituto di Filosofia dell’Università; Lezione su Il Platone di Tubinga-Milano, Ragioni teoriche e modelli operativi

* * * 1995 * * *

Genova, 23 febbraio 1995, Università di Genova – Dipartimento di Studi sulla storia del pensiero europeo “Michele Federico Sciacca”, Seminario Platonico Verso un Platone “Terzo” Partecipazione alla Tavola rotonda su Verso un Platone “Terzo” di Gian Carlo Duranti

Altamura, 19-20 dicembre 1995, Istituto italiano per gli studi filosofici, Liceo Classico Statale “Cagnazzi”, Per una didattica dei contenuti: Tre lezioni Analisi di dialoghi platonici (Simposio, Filebo/Politico)

Macerata, 28 febbraio – 1 marzo 1996, Università di Macerata – Dipartimento di filosofia e scienze umane, Convegno internazionale Il dibattito etico e politico in Grecia tra il V e il IV secolo Relazione: Realismo e utopismo nell’etica e nella politica platonica

Parma, 2 aprile 1996, Istituto di Filosofia dell’ Università; Lezione su La particolarità della lettura dei dialoghi di Platone. Riflessioni metodologiche su una nuova ermeneutica.

Castelvetrano, 26-29 aprile 1996, Società Filosofica Italiana, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, ecc., Convegno su Dalla physis di Empedocle al logos di Gorgia: percorso filosofico antico e prospettive contemporanee Relazione: Gorgia quale sofista di riferimento per Platone

Napoli, 20 maggio 1996, Istituto Italiano per gli Studi filosofici, dibattito con Néstor L. Cordero e Mario Vegetti per la Presentazione del libro di G. Casertano, Il nome della cosa, Loffredo Editore

Tubinga, 3 settembre 1996, Eberhard-Karls Universität – Philologisches Seminar Incontro tra Hans-George Gadamer e la scuola di Tubinga-Milano sul Nuovo paradigma ermeneutico alternativo

S. Agata dei Goti, 9-13 settembre 1996, Istituto Italiano per gli Studi filosofici, Seminario estivo di studi, 6 relazioni su L’etica degli antichi e il mondo moderno

Como, 9; 13; 14 dicembre 1996, Istituto Magistrale T. Ciceri – Istituto Italiano per gli Studi filosofici, Tre conferenze su Lo spirito greco; Platone, Etica e politica

* * * 1997 * * *

Viterbo, 21 febbraio 1997, Per una didattica dei contenuti, Istituto italiano per gli studi filosofici, Liceo Classico M. Buratti, Lezione su Il mistero platonico

Macerata, 26 -28 febbraio 1997, Dipartimento di Filosofia e Scienze umane, Convegno internazionale: Il dibattito etico e politico in Grecia tra il V e il IV secolo Relazione: Platone, la scelta di un filosofo “felice”

Manfredonia, 3-5 marzo 1997, Istituto italiano per gli studi filosofici, Liceo classico Aldo Moro, Per una didattica dei contenuti, tre lezioni su Il mistero platonico; Una metafisica chiusa e aperta; Utopismo e realismo nelle filosofie pratiche

Putignano, 6-7 marzo 1997, Istituto italiano per gli studi filosofici, Liceo Scientifico Statale, Per una didattica dei contenuti, due lezioni su Crisi filosofica e crisi sociale alla base del movimento sofistico; Il ruolo di Socrate e l’interpretazione platonica del movimento sofistico

Putignano, 6 marzo 1997, Sala Conferenze C.R.S.E.C., Conferenza cittadina su I greci e noi alle soglie del terzo millennio

Padova, 16 maggio 1997, Dipartimento di Filosofia, Seminario di studio Interpretazioni del “Sofista” di Platone nel Novecento Relazione: Verso il filosofo: dialettica e ontologia

Ascea, 28 luglio – 1 agosto 1997, Istituto Italiano per gli Studi filosofici, Seminario estivo di studi, 5 lezioni su Il ruolo storico della filosofia eleatica

Como, 12 gennaio 1997, Associazione Culturale Il Paguro, Corso: Che cosa può essere la cultura oggi? Relazione: La saggezza degli antichi

* * * 1998 * * *

Viterbo, 27 febbraio 1998, Istituto italiano per gli studi filosofici, Liceo Classico, Per una didattica dei contenuti, lezione su Il movimento sofistico

Viterbo, 27 febbraio 1998, Associazione Italiana di Cultura classica. Delegazione di Viterbo Conferenza: Etica e politica in Platone

Cagliari, 21-22 aprile 1998, Dipartimento di filosofia e teoria delle scienze umane, Convegno Internazionale Hegel e Platone Relazione: Hegel e il Parmenide (e il Filebo)

Napoli, 14-15 maggio 1998, Università degli Studi “Federico II”, Dipartimento di filosofia “A. Aliotta”, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Colloquio internazionale: La struttura del dialogo platonico Relazione: Tra polifonia e puzzle. Esempi di rilettura del “gioco” filosofico di Platone

Ascea, 20-24 luglio 1998, Istituto Italiano per gli Studi filosofici, Seminario estivo di studi, 5 lezioni su Amore è filosofo – Platone e la filosofia (Il mito della caverna; I dialoghi dell’amore: Il Simposio; I dialoghi dell’amore. Il Fedro; Il filosofo e la conoscenza dialettica: Parmenide, Filebo e Politico; Il filosofo-politico e la vita felice: Filebo e Politico)

Compiano (Parma), 1-3 ottobre 1998, Istituto italiano per gli Studi filosofici, Seminario estivo di studi, 4 lezioni su La filosofia politica di Platone, Il Politico (L’enigma della politica platonica; La dialettica e la politica; La legge e la costituzione; L’azione del vero politico).

* * * 1999 * * *

Padova, 13 gennaio 1999, Università di Padova, Seminario del Dottorato di ricerca in filosofia su Aristotele, De generatione et corruptione Relazione: De generatione et corruptione, I, 8

Milano, 1-5 marzo 1999, Istituto italiano per gli studi filosofici, Liceo classico Alessandro Manzoni, Per una didattica dei contenuti, due lezioni su Il mistero platonico; Una metafisica chiusa e aperta

Macerata, 17-19 marzo 1999, Dipartimento di Filosofia e Scienze umane, Convegno internazionale: Gigantomachia, Convergenze e divergenze tra Accademia e Peritato Relazione: Ontologia e materia: un confronto tra il Timeo di Platone e il De generatione et corruptione di Aristotele

Durham, 26 – 30 aprile 1999, Università di Durham, Tre lezioni su Platone e l’utopiaStruttura e finalità etico-politiche del Gorgia di PlatoneIl rapporto tra etica e politica nella Grecia classica: Platone e Aristotele

Como, 28-29 giugno 1999, Centro di cultura scientifica A Volta, Dipartimento di ingegneria ambientale e del rilevamento e Dipartimento di elettronica del Politecnico di Milano, Libero Istituto Universitario C. Cattaneo, Castellanza (VA), CNR, Istituto di Metrologia G. Colennetti di Torino, XVIII giornata della misurazione Relazione: Misure ed etica tra quantità e qualità

Palermo, 27 settembre – 2 ottobre 1999, Organizzazione AVIA-Palermo, Regione Siciliana, Provincia di Palermo, Città di palermo, Convegno: La retorica, da Gorgia al 2000 Relazione: L’approccio filosofico alla retorica in Gorgia

Córdoba (Argentina), 13-15 ottobre 1999, Universidad Nacional de Córdoba, Facultad de filosofia y humanidades, Escuela de Letras & Istituto Italiano de Cultura, Jornadas ítali-argentinas de estudios clásicos Lezioni su Perspectivas de Interprétatioon del los Diálogos tardíos de Platón – Qué es hacer “Historia de la filosofía antigua” hoy?

Roma, 21-23 ottobre 1999, VIII Convegno Culturale di “Studium”, d’intesa con Istituto della Enciclopedia Italiana e Associazione “Agorà” di Brescia, Corporeità e pensiero Relazione: Anima in Platone e Aristotele

Napoli, 13-17 dicembre 1999, Istituto Italiano per gli Studi filosofici, cinque lezioni su Scienza del limite e delle differenze: La filosofia di Platone (Il “mistero” platonico; La tecnica di scrittura platonica; Una metafisica aperta e chiusa; La vita felice: l’etica; La vita felice: la politica)

Marcianise (CE), 16 dicembre 1999, Istituto italiano per gli studi filosofici, Liceo Scientifico F. Quercia, Per una didattica dei contenuti, Lezione su Platone: filosofia e politica

* * * 2000 * * *

Macerata, 23-25 febbraio 2000, Dipartimento di Filosofia e Scienze umane, Convegno internazionale: Non solo dialettica, non solo logica, La questione del metodo in Platone e Aristotele Relazione: Pervasività e complessità della dialettica platonica I

Campus Gaflei, Liechtenstein, 7-10 Settembre 2000, International Plato Centre at the International Academy of Philosophy- International Plato Society, An International Colloquium New Images of Plato: Dialogues on Plato, The Idea of the Good – Ein Internationales Symposium Die neuen Platonbilder: Dialoge über Platon, Die Idee des Guten Relazione: Sul Bene. Materiali per una lettura unitaria dei dialoghi e delle testimonianze indirette

* * * 2001 * * *

Imola, 12 gennaio 2001, Università aperta, Corso n° 20: Filosofia, Parole chiave Conferenza: Mito e ragione, I greci di fronte al male

Bomba (Chieti), 29-30 marzo 2001, Scuola Europea di Alta Formazione Filosofica Bertrando Spaventa, Seminario sul Fedro di Platone Relazione: Unità polifonica del Fedro

Macerata, 4 – 6 aprile 2001, Dipartimento di Filosofia e Scienze umane, Convegno Internazionale Non solo dialettica, non solo logica, La questione del metodo in Platone e Aristotele Relazione: Pervasività e complessità della dialettica platonica II

Catania, 31 maggio – 2 giugno 2001, Dipartimento di Scienze Umane – Centro di Ricerca sul Neoplatonismo, Colloquio Internazionale: Il Parmenide di Platone e la sua tradizione Relazione: L’Unità del Parmenide e il suo intento protrettico

Gerusalemme, 5-10 agosto 2001; International Plato Society; VI Symposium Platonicum: Le Leggi Trevor Saunders Memorial Lecture: La struttura delle Leggi e la filosofia politica di Platone

Sorrento, 25-28 settembre 2001, Istituto Italiano per gli Studi filosofici, Scuola di alta formazione in filosofia, 4 lezioni Felicità e piacere in Platone ed Aristotele

Venezia, 29 novembre – 1 dicembre 2001, Dipartimento di filosofia e Teoria delle scienze, Convegno internazionale Plato Physicus, L’immagine del cosmo nel Timeo Relazione: Il problema della generazione nel Timeo

* * * 2002 * * *

Pisa, 29-31 gennaio 2002, Dipartimento di filosofia, cinque lezioni Lecturae PlatonisIl Sofista di Platone (Come leggere Platone: questioni di metodoLe diairesi del SofistaLa visione metafisica e la gigantomachiaL’ontologiaValore e limiti del Sofista)

Milano, 3 marzo 2002, Filosofia sui Navigli Conferenza: La filosofia del limite in Platone

Bomba (Chieti), 15-16 maggio 2002, , Scuola Europea di Alta Formazione Filosofica Bertrando Spaventa – Istituto Italiano Per gli Studi Filosofici, Convegno: Processi mentali e funzioni sensoriali fino al “De anima e Parva Naturalia” Relazione: Divino e umano, l’anima in Aristotele e Platone.

Napoli, 27-30 settembre 2002, Università degli Studi “Federico II”, Dipartimento di filosofia “A. Aliotta”, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Società Filosofica Italiana, Convegno Internazionale: Il Protagora di Platone: struttura e problematiche Relazione: Socrate è forse un edonista?

* * * 2003 * * *

Piacenza, 29 gennaio – 1 febbraio 2003, International Plato Society (IPS) – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee – Sezione Pensiero Antico- CNR – Università di Macerata – Università di Trieste, con il patrocinio di Comune di Piacenza – Assessorato alla cultura, Provincia di Piacenza – Assessorato alla Cultura, Regione Emilia-Romagna, Convegno Internazionale: Plato Ethicus. La filosofia è vita – Philosophy is life – Philosophie ist Leben – La philosophie c’est la vie – Filosofia es vida Relazione: Il bello e il buono della virtù

Salerno, 10-11 aprile 2003, Università degli Studi, Dipartimento di Scienze dell’Antichità e Dipartimento di Filosofia, CNR, Gymnasia filosofica: L’esercizio dialettico nel Parmenide di Platone Relazione: Categorie fondamentali e strutture portanti della dialettica platonica

Milano, 4 maggio 2003 , Filosofia sui Navigli Conferenza: Platone, la virtù che loda il piacere

Milano, 14 novembre 2003, ASTUFILO, Università degku Studi di Milano, Convegno: L’ontologia di Platone: il Parmenide e il Sofista. Relazione: Non è l’ontologia il vero cuore del Parmenide e del Sofista

* * * 2004 * * *

Como, 6 febbraio 2004, Centro Comasco di Egittologia “Francesco Ballerini”, Aula Magna del Collegio Gallio Conferenza: Platone e l’Egitto

Milano, 30 maggio 2004, Filosofia sui Navigli Conferenza: Chi è il buon maestro secondo Platone

Würzburg, 26-31 luglio 2004, VII Symposium Platonicum, Gorgia-Menone Relazione: Socrate e Gorgia di fronte alla virtù

Milano, 18 ottobre 2004, Teatro Dal Verme, Università Vita-Salute San Raffaele, Teatro Franco Parenti/Pier Lombardo Culture, Bompiani: Platone e l’Europa Incontro con M. Cacciari, H. Krämer, M. Migliori, R. Radice, G. Reale, T. Szlezák, M. Vegetti

Cesano Maderno, 19 ottobre 2004, Università Vita-Salute San Raffaele, Convegno: La nuova interpretazione di Platone della Scuola di Tubinga-Milano Relazione su: Platone e la dialettica

Lecce, 17 novembre 2004, Università degli studi, Corso di laurea di Filosofia e scienze umane e morali, Seminari di storia della filosofia antica, La scienza dell’essere fra Platone e Aristotele: Relazione su: Essere e divenire, realtà e apparenza

* * * 2005 * * *

Lecco, 18 febbraio 2005, Associazione Italiana Cultura Classica Introduzione alla lettura del Simposio di Platone

Viterbo, 23 aprile 2005, Liceo Classico M. Buratti – Associazione Italiana Cultura Classica Platone: proposte per una vita felice

Como, 26 aprile 2005, Università Insubria, Associazione “l’Aquila”, Assessorato all’Università del Comune di Como Cura dell’anima. L’intreccio tra etica e politica in Platone

Macerata, 13 ottobre 2005, Università di Macerata, Dipartimento di filosofia, Giornata di studio Tatto e contatto, tra verità e pratica Corporeità e relazione

Milano, 16 ottobre 2005 , Filosofia sui Navigli Conferenza: Letture platoniche: Il Simposio

Jesi, 7 dicembre 2005, Liceo Scientifico Da Vinci – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Il titolo: La filosofia del limite in Platone

* * * 2006 * * *

Lecco, 26 gennaio 2006, Associazione Italiana Cultura Classica Conferenza: Chi è il buon maestro secondo Platone

Como, 1-4 febbraio 2006 – International Plato Society (IPS) – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – Università di Chieti, Università di Macerata, Università di Pisa, Università di Trieste, Università cattolica di Milano, con il patrocinio del Comune di Como, della Provincia di Como, della Regione Lombardia, Convegno internazionale: Interiorità e anima, Inner Life and soul, Innerlichkeit und Seele, Interioridad y Alma: Psychè in Platone Relazione: Ma c’è “interiorità” nei dialoghi?

Macerata –8 marzo 2006 – Liceo Scientifico Conferenza: A che cosa serve la filosofia? La risposta di Platone

Pavia, 16-17 marzo 2006, Università, Dipartimento di filosofia, Convegno: L’anima in Platone e Aristotele, Relazione: L’anima mortale e immortale tra funzione e ontologia

Milano, 28 marzo 2006, Università Milano-Bicocca, Dipartimento di Scienze umane per la formazione “Riccardo Massa”, Giornata di studio. Vita spirituale e conoscenza di sé, Relazione: Platone e il senso del limite umano: virtù e felicità

Trieste, 25-27 maggio 2006, XVI seminario Nazionale di Filosofia antica, Work in progress, Università di Trieste, Relazione Una filosofia matura nei dialoghi “giovanili” di Platone?

Falconara Marittima, 21 e 25 luglio 2006, Amministrazione Comunale, Parole al vento, due Incontri: Platone filosofo del limite; Platone: strategie della felicità

Savigliano, 19 ottobre 2006, FestivalStoria, Imputato alzatevi, Il processo nei secoli, Dibattito: Il processo a Socrate ovvero I limiti della democrazia, con L. Rossetti e M. Sassi.

* * * 2007 * * *

Como – 16 gennaio 2007 – Visioni sul sapere – Riflessioni IV ciclo – Lezione: Platone, apprezzare il piacere, ovvero contro l’edonismo

Madrid, 9 febbraio 2007, Instituto de Estudios clasicos sobre la societad y la politica “Lucio Anneo Seneca”, con R. Gutierrez, Relazione su: Platone maestro e la scrittura della filosofia.

Siracusa, 10-11 maggio 2007, Facoltà di Lettere e filosofia, Colloquio nazionale su Le emozioni negli antichi filosofi greci, Relazione: Platone a teatro, tra attore e spettatore

Lecco, 25 maggio 2007, Associazione Italiana Cultura Classica Il concetto di anima: tra le massime “invenzioni” del mondo greco”.

Dublin, 23-28 luglio 2007, VIII Symposium Platonicum, Filebo Relazione: La dottrine dei principi e l’unità del Filebo

Siracusa, 29 novembre – 1 dicembre 2007, Istituto Mediterraneo Studi Universitari, Primo Simposio Internazionale di Studi Platonici, Eros e Polis in Platone, Relazione: Polis e Protologia nella Repubblica.

* * * 2008 * * *

Milano, 6 aprile 2008, Filosofia sui Navigli Conferenza: L’invenzione del concetto di anima

Gazzada (VA), 8 maggio 2008, Associazione per lo sviluppo degli Studi di Banca e Borsa, Convegno: Alle radici della nostra cultura Relazione su Platone, una razionalità consapevole non rinunciataria: metafisica e limite umano

Roma, Pontificia Universitas Antonianum, 13 maggio 2008, Discussione della tesi dottorale di Agustín Hernández Vidales OFM: La felicità umana nel Filebo di Platone: 64 C 1 – 65 A 6, un’indicazione verso il divino

San Paulo (Brazil), Pontificia Università Cattolica di S. Paolo, Convegno internazionale su A Amizade, 19-22 maggio 2008: Relazione su: Polivalenza strutturale della philia in Platone.

Barcellona, Reunió cientifica de l’área mediterrània de la IPS, 27-29 ottobre 2008, Convegno: “Estructures formals i forma literària en el Teetet, El Sofista i El Politic”. Relazione: Una strana trilogia per un Filosofo non scritto.

* * * 2009 * * *

Macerata, 18-19 febbraio 2009, convegno su Azione/passione e misura, Concetti chiave del pensiero platonico e aristotelico, con Prof.ssa Linda Napolitano (Università di Verona), Prof. Marcelo Perine (P. Università di San Paolo – Brasile), Dott.ssa Lucia Palpacelli (Università di Macerata), Dott.ssa Arianna Fermani (Università di Macerata), Relazione: Dalla metretica dei primi dialoghi alle due metretiche del Politico

Macerata – 31 marzo 2009, Liceo Scientifico, Conferenza sul Simposio di Platone

Lecco, 3 aprile 2009, Associazione Italiana Cultura Classica Conferenza: Platone e la politica: realismo utopico

Milano, 5 aprile 2009, Filosofia sui Navigli Conferenza: Platone, una utopia rispettosa della legge

Milano, 6 aprile 2009, Aperitivi filosofici Conferenza: Cercare una vita felice secondo Platone

Viterbo, 22 maggio 2009, Liceo Ginnasio “Mariano Buratti” – Università degli Studi della Tuscia Convivium Viterbiense, Filosofia e filologia: tre contributi su Platone; Relazione: I consigli di Platone per essere felici.

Brasilia, 24 agosto 2009, Seminario Auditorio della Rettoria dell´Università di Brasilia. Relazione: Il libro X della Repubblica, come esempio di come scrive Platone

Uberlandia (Brasile), 25-28 agosto 2009, X Simposio Internacional da Sociedade Brasileira de Platonistas – VI Seminario Internacional Archai: A Repubblica de Platao, Relazione: L’unità della Repubblica come esempio della natura particolare della scrittura platonica.

Macerata, 29 ottobre 2009, Scienze della formazione, Convegno su I contrari nei processi cognitivi, Comunicazione su La relazione di contrarietà nel pensiero antico e nella formalizzazione aristotelica, in collaborazione con Lucia Palpacelli e Marina Bernardini.

Macerata, 11-12 novembre 2009, Quarto Seminario di studi aristotelici: Forme della razionalità in Aristotele, con Enrico Berti (Università di Padova), Maurizio Migliori, Lucia Palpacelli, Fabian Miè (Università di Cordoba – Argentina), Arianna Fermani. Relazione: La nozione di eikos in Platone.

* * * 2010 * * *

Como, 9 aprile 2010, Liceo Scientifico Giovio, Conferenza: Attualità di Platone e Aristotele

Tubingen, 14-16 luglio 2010, Hermeneutik und Prinzipiendenken. Von Platon über Aristoteles zu Plotin. Colloquium zum 70. Geburstag von Thomas A. Szlezák, Relazione: Il Filebo e il Timeo come esempio del progetto “educativo” di Platone, scrittore di filosofia.

Tokyo, Keio University, 2-7 agosto 2010, IX Symposium Platonicum, Plato’s Politeia, Relazione: Complessità e unità della Repubblica. Il sostrato teoretico.

Brasilia, Università statale, 22-23 novembre 2010, 4 lezioni su Platone: 1. Pars destruens: stranezze “intollerabili”; 2. Parte construens: “insegnare” filosofia con il “gioco” scritto; 3. Tecniche necessarie per utilizzare la testimonianza aristotelica; 4. La filosofia platonica come dialettica.

Rio de Janeiro, 24-26 novembre 2010, I. Simpósio Internacional “As doutrinas nâo-escritas de Platâo, Sociedad Brasileira de Platonistas, Relazione: La filosofia non si impara! Platone vero maestro e lo scritto come “allusione protrettica”.

* * * 2011 * * *

Napoli, 26-27 maggio 2011, Università Suor Orsola Benincasa – Centro di Ricerca sulle Istituzioni Europee – Collegium Politicum, Colloquio sulle Leggi di Platone

Relazione: La (non) utopia platonica e il ruolo delle leggi in un modello politico binario

Maringà (Paranà, Brasile), 21 settembre 2011, Università statale di Maringà, X Jornadas de estudos antigos e medievia .II Jornadas internacional de estudos antigos e medievia Conferenza di apertura Ética platônica e o papel da medida racional.

Buenos Aires, 22-23 settembre 2011, Università Statale di Buenos Aires, Istituto di filosofia, Sección de Filosofia antigua, 2 conferenze Come scrive platone; Tecniche di lettura della testimonianza aristotelica su Platone

Lima, 26 e 28 settembre 2011, Pontificia Università Cattolica di Lima, 2 conferenze Come scrive Platone; La filosofia platonica come dialettica

Ancona, 11-12 ottobre 2011, Istituto Italiano per gli Studi filosofici di Napoli – Università Politecnica delle Marche, Scuola estiva di Alta formazione filosofica di Ancona, XV anno, Aula magna del Rettorato, 2 conferenze: Attualità di Platone

Assisi, 24-27 novembre 2011, 51 Seminario di Filosofia, Biblioteca Pro Civitate Cristiana. Per un’altra politica nel segno dell’uomo. Conferenza: La politica degli “antichi” – Platone: necessità e pericoli dell’utopia

* * * 2012 * * *

Civitanova Marche, 2 febbraio 2012 – Liceo Scientifico – Conferenza su Cercare una vita felice con Platone

Cantù, 10 febbraio 2012, Liceo Scientifico – Lezione di due ore su Come scrive Platone

Cantù, 18 febbraio 2012, Liceo Classico – Lezione di un’ora su Come scrive Platone

Macerata, 29 febbraio 2012, Dipartimento di filosofia, Seminario: Esperienza vissuta e forme della razionalità Relazione: Esperienze del male e forme della dismisura in Platone

Milano, 10 maggio 2012, Università Cattolica del Sacro Cuore, Seminario di studi: Il pensiero antico si dice in molti modi. Alcuni esempi della sua polifonia Relazione: Platone: Il piacere è buono, ma i piaceri sono (quasi tutti) cattivi.

Coimbra, 14-16 giugno 2012, UI&D Linguagem, Interpretaçao e filosofia da UC, UI&D Centro de estudios clássicos e Humanísticos da UC, Secção Ibérica da International Plato Society, Congresso Internacional O Parménides de Platão. Relazione: Le tesi del Parmenide come esercizio protrettico: alcuni esempi.

* * * 2013 * * *

Anno Accademico 2012/2013 – Milano, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Corso di Laurea in Filosofia, Facoltà di Filosofia, Semestre Primo e Secondo, Insegnamento di Esercitazioni per Storia della filosofia antica e medievale.

Civitanova Marche, 18 aprile 2013 – Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci– Conferenza su Oralità e scrittura in Platone

Como, 27 maggio 2013, AICC (Ass. Italiana Cultura Classica), Liceo Volta, Il Simposio di Platone, Elogio di Eros

Macerata, 5 giugno 2013, Università, Aula A, Relazione su Contro gli eccessi ermeneutici: un ritorno all’antico.

Jesi, 12 giugno 2013, Associazione Politica Jesiamo, Conferenza: L’utopia antiutopica in Platone.

Pisa, 15 luglio 2013, X Symposium Platonicum, Il Simposio, Relazione: Il ruolo e l’importanza della dimensione esperienziale ed empirica nel Simposio

Praga, 14-16 novembre 2013, IX Symposium Platonicum Pragense on the theme of Plato’s Philebus, organizzato da: Czech Plato Society; Institute of Philosophy, Academy of Sciences of the Czech Republick; University Centre for the Study of Classical and Medieval Intellectual Tradition; Institute of Philosophy and Religious Studies; Faculty of Arts, Charles University in Prague; Relazione: Plato’s appreciation of the empirical dimension as fulfilment of Socrates’ ethics on the good and happy life, which is also pleasant.

Tolentino, 16 dicembre 2013, Istituto d’Istruzione Superiore “F. Filelfo”, Lezione: La visione platonica della realtà: un’emergenza di ordine in un mare di disordine

* * * 2014 * * *

Siracusa, 10-11 gennaio 2014, Premio di Filosofia “Viaggio a Siracusa”, Collegio Siciliano di Filosofia, Istituto Italiano per gli Studi filosofici, Fondazione Edoardo Garrone, Università degli Studi di Catania, C.U.M.O. Università di Noto, Università degli studi di Enna “Kore”, Convegno: La Nottola di Minerva e l’inafferrabilità del presente, Relazione: Platone, I limiti della conoscenza e l’affermazione della verità.

Cantù, 24 febbraio 2014, Liceo Fermi, Conferenza su La felicità in Platone

Macerata, 26 febbraio 2014, Corso seminariale del Dottorato su Natura e interpretazione, Intervento su Natura e limite con Carla Canullo

Macerata, 12-13 marzo, Convegno su Vero e falso nella filosofia greca, Relazione su Platone e la dimensione umana del vero.

Civitanova Marche, 27 marzo 2014, Liceo Scientifico, Conferenza su La felicità in Platone

Alzate Brianza, 7 aprile 2014, Ciclo di conferenze Vivere filosoficamente il tempo della crisi; Relazione: Il contributo degli antichi

Urbino, 9 maggio 2014, Istituto di Scienze religiose “Italo Mancini”, Conferenza su Dialogare con Platone

Roma, 22 maggio 2014, Pontificia Università Antonianum, Giornata di studio Platone e la crisi dell’Occidente, 2 relazioni su L’attualità di Platone nella crisi dell’Occidente

Bologna, 24 Maggio, Mens-a 2014, Dare ristoro. Bologna, l’intelligenza ospitale, Relazione su: Cosa ristora nel Simposio?

Macerata, 11 giugno 2014, Dipartimento di Studi Umanistici, Storia e filosofia, Incontri e contaminazioni, Paradigmi in questione, Riflessioni e discussioni con M. Migliori, V. Lavenia, L. Scuccimarra

Macerata, 22 ottobre 2014, Dipartimento di Studi Umanistici, Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi, La filosofia e la città, I caffè filosofici, Dibattito con G. Alliney su La libertà non è star sopra un albero

Macerata, 19-21 novembre 2014, Convegno su Assoluto e relativo. Relativismo o gioco complesso di relazioni stabili e instabili?, Relazione su La dialettica di Platone e Mao

* * * 2015 * * *

Milano, 20 gennaio 2015, Università Vita-Salute San Raffaele, Facoltà di Filosofia, Giornata di Studio Giovanni Reale e la contemporaneità della saggezza classica, Relazione: Il Platone di Tubinga e la sua diffusione in Italia

Macerata, 5 febbraio 2015, Seminario Introduttivo Corso Dottorato Human Sciences XXX ciclo, Relazione su un’interpretazione (il più possibile) oggettiva

Como, 7 febbraio 2015, Circolo Cultura ed Arte, L’amore da Platone ad Internet

Civitanova Marche, 10 febbraio 2015 – Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci – Conferenza su Platone e la politica: l’antiutopia utopica

Locride, 18-19 febbraio 2015, “logos” Scuola di Alta Formazione in Filosofia “Mario Alcaro” III edizione, Organizzata da Scholé in collaborazione con Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli Centro per la Filosofia Italiana: Dialettica e dialogo in Platone in 4 licei, “Euclide” a Bova, “Zaleuco” a Locri, “Ivo Oliveti” a Locri, “P. Mazzone” a Roccella.

Marina di Gioiosa Jonica, 18 febbraio 2015, incontro pubblico sul tema: La saggezza degli antichi

Recanati, Itis, 19 marzo 2015, Lezione su Imparare a ragionare

Erba, Rotary Club, 26 marzo 2015, Relazione su Che cosa sazia nel Simposio

Vertemate, 22 aprile 2015, Libera mente, Conferenza su Morale e religione (i). Quale etica con o senza Dio?

Lecco, 24 aprile 2015, Corso di formazione per insegnanti della scuola primaria e secondaria, Dalla scuola smarrita alla scuola della promessa, Intervento su Un incontro.

Macerata, 28 aprile 2015, Un. di Macerata, Un. di Camerino, Istituto Comprensivo “E. Mestieri” di Macerata, Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata, Explorer LAB, Incontri ravvicinati con la matematica e le scienze, Galleria Antichi Forni, Relazione su Scientificità della scienza e paradigmi.

Roma, 19 maggio 2015, Pontificia Università Antonianum, Aristotele, lo Stagirita, il Filosofo, Relazione su Ruolo e natura della metafisica nel sistema aristotelico.

Como, 20 settembre 2015, Casa della musica, Ex Chiesa di San Francesco, A due voci, dialoghi di musica e filosofia, Dibattito con Diego Fusaro su Tra arte e matematica. Le riflessioni di due autori tipicamente occidentali, Platone ed Hegel.

Venezia, 5 ottobre 2015, Dipartimento di filosofia e Beni culturali, Seminario di filosofia teoretica, Seminario aperto di pratiche filosofiche, Dibattito con S. Maso, G.L. Paltrinieri, D. Spanio su Senza dualismo. Nuovi percorsi nella filosofia di Platone

Aix-en-Provence, 9-11 ottobre 2015, Sezione mediterranea dell’International Plato Society, Institut d’Histoire de la philosophie, Università di Aix-Marsiglia, Centre d’études sur la pensée antique “kairos kai logos”, Convegno La Vérité. Platon et les sophistes, Relazione. Contro i delusi: i vari piani della “verità” in Platone

Macerata, 27-28 ottobre 2015, Dipartimento di studi umanistici, Sezione filosofia e scienze umane, VI colloquio di etica, I luoghi e gli altri, Relazione: La polis tra inclusione ed esclusione

Riazzino-Locarno (CH), 3 novembre 2015, Associazione Orizzonti Filosofici, Caffè Filosofico, Conferenza su:Oralità e scrittura

Macerata, 4-5 novembre 2015, Dipartimento di studi umanistici, Sezione Filosofia e scienze umane, Convegno Neanche i filosofi riescono a parlare di nulla. Linguaggio e ontologia nella filosofia antica, Relazione su Platone. Del non essere “in quanto non essere” dico, ma non parlo

Milano, 24 novembre 2015, Palazzo Bocconi, Circolo della Stampa, Lions Club Milano Ai Cenacoli, Incontro su: Che cosa sazia nel Simposio

L’Aquila, 1 dicembre 2015, Dipartimento di Scienze Umane, L’ontologia antica e la filosofia contemporanea di Gilles Deleuze (proff. Rocco Ronchi e Angela Longo); Relazione su La stabilità dell’instabile in Platone.

Macerata, 16 dicembre 2015, Dipartimento di studi umanistici, Sezione Filosofia e scienze umane, Lectio Magistralis: Far ricerca in Storia della filosofia, con Filippo Mignini.

* * * 2016 * * *

Tolentino, 16 febbraio 2016, Istituto d’Istruzione Superiore “F. Filelfo”, Lezione: La felicità in Platone

Catanzaro, 25 febbraio 2016, Liceo scientifico, Lezione: Socrate-Platone e la polis

Locri, 26 febbraio 2016, Liceo classico, Lezione: Socrate-Platone e la polis

Como, 22 marzo 2016, Liceo Scientifico Linguistico Paolo Giovio, Percorso di filosofia della cittadinanza, Lezione su Il pensiero critico e la filosofia.

Fiorenzuola, 29 marzo 2016, Libera università della Terza età, Grecia, la più bella patria d’Europa, Conferenza su Alle origine del nostro pensare.

Roma, 8 aprile 2016, Università la Sapienza, Dipartimento di Filosofia, Dottorato di ricerca in filosofia e storia della filosofia, Lezione su Uso e senso del passato in Platone.

Bonn, 27 maggio 2016, Collegium Politicum, Univ. Di Bonn, Convegno Universalism, Cosmopolitism and the Ius Gentium in Ancient Political Thought, Relazione: The Statesman explains adequately the role of laws in Plato

Bologna, 11 giugno 2016, Mens-a 2016, GustArte, il gusto delle arti e dei saperi, Relazione: Questione di gusto e di ingredienti, Platone, Fedro.

Roma, 7 giugno 2016, Syzethesis Associazione filosofica, Un. La Sapienza, Nomos, Ethos, Philia. Il senso dell’essere umano. Relazione: Nomos, Ethos, Philia. O tutti e tre o nessuno.

Riazzino-Locarno (CH), 4 ottobre 2016, Associazione Orizzonti Filosofici, Caffè Filosofico, Conferenza su: Progetto Uomo. Zoon Politikon – Animale politico

Macerata, 17-19 ottobre 2016, Scuola di studi superiori Giacomo Leopardi, Seminario Interclasse di 10 ore su La polivalenza strutturale delle coordinate categoriali su “vero e falso”

Brescia, 3 novembre 2016, Coop. Cattolico-democratica di cultura – Padri Filippini della Pace, Sala Bevilacqua, Conferenza su Il carro alato: eros e bellezza nel Fedro

Brescia, 4 novembre 2016, Coop. Cattolico-democratica di cultura – Liceo Carlini, Aula Magna, Conferenza su Platone e l’amore per la sapienza

Macerata, 2 dicembre 2016, Università di Macerata           e Università di Chieti, Convegno Sistema, sistematico, sistematico. Chiarimenti per un concetto ambiguo, Relazione: Platone: Cosa rende stabile l’instabile?

Milano, 12 dicembre 2016, Università cattolica di Milano, Dipartimento di filosofia, Dipartimento di Scienze religiose, Progetto di Ricerca “Crisi dell’Eurocentrismo e futuro dell’umanesimo europeo, Prospettive storico-culturali, religiose, giuridiche ed economico-sociali,  – Presentazione del libro di Marcelo PERINE, Platone non era malato. Il pensiero platonico dai dialoghi socratici alla dialettica (Vita e Pensiero, 2016),  Intervengono Marialuisa GATTI, Università Cattolica del Sacro Cuore, Maurizio MIGLIORI, Università di Macerata, Gian Luca POTESTÀ, Università Cattolica del Sacro Cuore, Marco RIZZI, Università Cattolica del Sacro Cuore

Macerata, 14 dicembre 2016, Dipartimento di Studi Umanistici, Sezione di Filosofia e Scienze umane, Presentazione del volume Aristotele, Organon, Bompiani 2016, con G. Alliney, F. Orilia, A. Fermani, L. Palpacelli.

* * * 2017 * * *

Singapore, 25 gennaio 2017, Humanities, Arts and Social Sciences, Singapore University of Technology and Design (SUTD), Conferenza: Platonic Philosophy as Dialectic.

Singapore, 26 gennaio 2017, Yale-NUS, Conferenza: How Plato writes.

Macerata, 22 febbraio 2017, SFI, Sezione di Filosofia e Scienze Umane, Conferenza: Gli Antichi e il Multifocal Approach

Recanati, 23 marzo 2017, Liceo Classico e scientifico, Lezione: Platone, un pensatore non astratto

Ancona, 30 marzo 2017, Festival del pensiero plurale, Le parole della filosofia. Relazione: Liberazione, Platone, un pensiero della dialettica

Civitanova Marche, 11 aprile 2017, Liceo Leonardo Da Vinci e Sfi Ancona-Macerata, Seminario di studi platonici con B. Centrone, Platone e la dialettica: la scienza più grande, la scienza degli uomini liberi (Sofista, 253C).

Milano, 8 maggio 2017, Università Cattolica, Dipartimento di filosofia, Conferenza: L’approccio multifocale nella filosofia antica.

Barcelona, 26 maggio 2017, Collegium Politicum, Univ. Di Barcelona, Convegno Pain and Punishment in Ancient Thought, Relazione Multifocal approach: la polivalenza valoriale e funzionale della pena nei dialoghi di Platone

Alghero, 29 settembre 2017, Università di Sassari, Convegno The soul/Body Problem. Ancient Models and Contemporary Debates, Relazione Il modello dialettico/sistemico di Platone: sempre complesso, mai unidirezionale.

via Portale docenti ‐ Università di Macerata: Maurizio Migliori


DA  prof. MAURIZIO MIGLIORI, Pubblicazioni, in Portale docenti della Università di Macerata – ANTOLOGIA del TEMPO che resta

IL PENSIERO FILOSOFICO DI EMANUELE SEVERINO, citazioni in tema di: destino, divenire, eternità, gloria, nichilismo, parmenide, terra, nel sito http://ases.psy.unipd.it

Il motivo dominante del discorso filosofico di Severino viene per la prima volta formulato nel saggio del 1956 La metafisica classica e Aristotele:

….

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 Pensiero – Emanuele Severino

dia-logando: i pensatori più influenti dell’antichità. Video e Audio interventi di WALTER CAVINI, docente di storia della Filosofia Antica presso l’Università degli Studi di Bologna. In pagina youtube del Centro Studi ASIA: puntate 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 33, 34, 35, 36, 38, 39, 2011

Il significato di Filosofia nella Grecia antica:

L’evento filosofico:

Quando nasce la filosofia? :

La meraviglia filosofica:

Le prime domande filosofiche :

Il ruolo del mito nella antica Grecia:

I metodi di filosofare degli antichi:

I pensatori più influenti dell’antichità:

Il procedere filosofico:

Confronto tra scienza e materialismo filosofico:

Arché in Anassimandro e negli altri presocratici:

Parmenide parte 1/3:

Parmenide parte 2/3:

Parmenide parte 3/3:

Il Tutto a partire dalla differenza:

Platone e il parricidio – Parte 1/2

 

Il parricidio e una possibile replica – Parte 2/2:

Parmenide: il pensiero e l`essere – Video in Rai Filosofia

Emanuele Severino (Brescia, 1929), ordinario di filosofia teoretica all`Università di Venezia, parla dell`analogia tra l`ananke parmenidea e la concezione deterministica di Einstein, secondo cui, come fotogrammi in una bobina, gli eventi del cosmo sono tutti contemporaneamente presenti all`essere, il quale respinge da sé tanto il non-essere-ancora del futuro quanto il non-essere-più del passato.

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Parmenide: il pensiero e l`essere – Rai Filosofia

“RITORNARE A PARMENIDE” : “Nietzsche riteneva di essere il solo filosofo che in due millenni e mezzo fosse riuscito a sottrarsi alla plumbea seduzione di Parmenide … . Ma il rapporto tra la filosofia – e, anzi, la cultura e la civiltà stessa dell’Occidente – e Parmenide è estremamente più complesso e ambiguo, citazione da: Emanuele Severino, Sortite. Piccoli scritti sui rimedi (e la Gioia), Rizzoli, Milano 1994, pp. 273 – 278

 

Nietzsche riteneva di essere il solo filosofo che in due millenni e mezzo fosse riuscito a sottrarsi alla plumbea seduzione di Parmenide – il pensatore di Elea che Platone chiamava ” venerando e terribile “. Ma il rapporto tra la filosofia – e, anzi, la cultura e la civiltà stessa dell’Occidente – e Parmenide è estremamente più complesso e ambiguo. Siamo forse dinanzi al nodo e all’enigma più profondo della nostra storia. Tanto che potremmo azzardarci ad affermare che il messaggio di Parmenide è più decisivo di quello di Buddha e di Cristo, e della stessa scienza moderna.
Ma che cosa dice? Non sembra una domanda particolarmente complessa: si limita a chiedere che cosa ha affermato Parmenide. Eppure è già estremamente difficile darle una risposta. Anzitutto, perché di Parmenide ci sono giunti solo pochi frammenti citati nelle opere di antichi autori. E si tratta di versi, scritti nella lingua greca di cinque secoli prima di Cristo. Inoltre – e proprio all’opposto di quanto potrebbe sembrare – il problema dell’interpretazione dei frammenti è complicato dal fatto che lungo l’intera storia del pensiero filosofico, dai discepoli di Parmenide a Platone, da Aristotele a Tommaso d’Aquino a Hegel (e si può aggiungere anche il nome di Heidegger) il pensiero di Parmenide è stato interpretato in modo sostanzialmente omogeneo: per questo pensiero, che per la prima volta nella storia dell’uomo si rivolge a un senso radicalmente nuovo dell’ “essere”, l’ “essere” non è le cose, gli enti, ma, se si vuole usare una similitudine, è come la luce rispetto alle cose colorate; una luce, tuttavia, così accecante che non le illumina, ma le arde e le dissolve. Ossia il mondo è illusione e solo la pura luce dell’ “essere” è. Eternamente.
Parmenide non si limita ad affermare questa tesi: con lui incomincia quel procedimento del pensiero che poi verrà chiamato “dimostrazione”. Appunto per questo tutta la filosofia dopo Parmenide vuole salvare il mondo dalla distruzione, pepetrata dal pensiero parmenideo. E Platone riterrà indispensabile il “parricidio”, ciè l’uccisione del padre Parmenide.
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A partire dal secolo scorso ci si rende sempre più conto della complessità del Poema di Parmenide: fino a che punto la luce dell’ “essere” illumina le cose e fino a che punto le annienta? Quasi trent’anni fa ho pubblicato uno scritto, il cui titolo, ‘Ritornare a Parmenide’, allude al compito primario della filosofia, in cui è coinvolto il destino stesso della nostra civiltà. Non si tratta però di essere nuovi parmenidei, ma di ripetere in modo esenzialmente diverso il “parricidio”. Si tratta di riusicire per davvero ad andare oltre Parmenide – il Parmenide che lungo l’intera storia della filosofia si presenta con un volto sostanzialmente costante. E perché parlare di “ritorno”? Perché Parmenide indica qualcosa di essenziale, che lungo la storia dell’occidente è andato perduto: l’eternità dell’ “essere”. Per Parmenide, eterno è l’ “essere”, inteso come pura luce. Si tratta invece di comprendere che eterno è tutto ciò che è, tutti i colori illuminati.
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Nei miei scritti, “ritornare a Parmenide” significa che è necessario ‘ripetere il parricidio’ mediante il quale Platone procede oltre Parmenide. La forza straordinaria del pensiero di Parmenide minaccia l’esistenza del mondo. Platone – e Aristotele – intendono salvare il mondo da Parmenide. Ma il modo in cui essi operano tale salvazione – e in essa consiste appunto il “parricidio” – mantiene viva l’essenza di ciò che in Parmenide porta alla negazione del mondo: l’essenza del nichilismo. Parmenide ha un’importanza unica nella storia dell’uomo,perché è, insieme, il padre del nichilismo e colui che indica la direzione lungo la quale il nichilismo può essere oltrepassato. L’oltrepassamento del nichilismo è la salvazione autentica del mondo. Per Parmenide ciò che è eterno è l’essere, ma non le cose concrete del mondo: esse, per lui, sono niente. Platone e Aristotele intendono salvare le cose dal niente. Ma le concepiscono come ciò che esce e ritorna nel niente. Solo apparentemente essi e l’intera cultura occidentale) procedono oltre Parmenide. L’oltrepassamento autentico di Parmenide richiede che l’eternità, l’impossibilità di non essere, non sia riferita semplicemente all’essere, ma a ogni determinazine, a ogni istante. Nessun istante è “il primo e l’ultimo”, perché ogni istante, nella concretezza del suo contenuto, è eterno e non è dunque mai travolto dall’annientamento della morte. Il che, certo, implica un’ermeneutica del divenire, radicalmente diversa da quella dominante nella cultura occidentale: il divenire, inteso come l’apparire e lo scomparire degli eterni astri dell’essere – ogni cosa, ogni situazione, ogni azione essendo un eterno astro dell’essere.
(Emanuele Severino, Sortite. Piccoli scritti sui rimedi (e la Gioia), Rizzoli, Milano 1994, pp. 273 – 278).

VASCO URSINI, IL PENSIERO, già pubblicato nel gruppo: Amici di Emanuele Severino, 14 febbraio 2019

Severino, come egli stesso ricorda in un’intervista, rammenta quando formulò le sue idee per la prima volta, quelle idee destinate a suscitare così tanto stupore. Aveva ventitrè anni, era già libero docente all’Università, e un giorno stava lavorando attorno al primo libro della “Fisica” di Aristotele, su nello studiolo, quando fu travolto da un’ondata d i pensieri nuovi:

fu come trovarsi in un vortice, in un maelström, e in basso apparve la terra. L’essere eterno mi si presentò in questo modo, aveva il carattere di questo fondo marino “.

Da lì ebbe inizio la sua avventura filosofica.

La filosofia di Emanuele Severino si innesta nel dibattito ontologico avviato da Heidegger e, tuttavia (a differenza di Heidegger), si propone un ritorno all’antico pensiero di Parmenide di Elea. Per Severino la questione principale da affrontare risale alla metafisica classica e riguarda la contraddizione o meno tra l’essere e il non essere o divenire .

Il filosofo affronta il problema tenendo presenti autori contemporanei quali Nietzsche e Heidegger. La tesi generale è che il peccato e l’errore dell’Occidente e del cristianesimo compreso consistono nell’essersi allontanato dal precetto parmenideo secondo il quale tra solo l’essere è e può essere pensato e definito . Scegliendo di non rispettare l’insegnamento di Parmenide e introducendo il divenire nel pensiero e nella storia, l’Occidente si è trovato in una situazione senza uscita che ha portato all’attuale dominio della ragione e della tecnica. Quindi bisogna ritornare a Parmenide . Il peccato originale dell’Occidente è avvenuto dopo Parmenide, quando il pensiero greco, invece di considerare soltanto l’essere, ha evocato il divenire inteso come la dimensione visibile dove le cose provengono dal niente e ritornano nel niente, dopo essersi trattenute provvisoriamente nell’essere. Il divenire diventa l’oscillazione delle cose tra l’essere e il niente: ma Severino, sull’onda dell’insegnamento parmenideo, nega l’esistenza stessa del divenire. L’impianto filosofico di Severino può essere così sinteticamente riassunto:
a) L’abbandono dell’essere parmenideo e la scelta del divenire provocano nell’umanità occidentale un sentimento di angoscia di fronte al niente, di nostalgia, di bisogno dell’essere.

b) L’Occidente con la logica del rimedio innalza gli immutabili per difendersi dal divenire che esso ha evocato, cioè costruisce le entità (Dio) e i valori (etici, naturali, ecc.) trascendenti e permanenti.

c) Al di sopra degli immutabili l’epistéme, cioè l’essenza originaria della filosofia, la volontà di conoscere stabilmente la verità del mondo. L’epistéme è la dimensione stabile del sapere, all’interno della quale vengono innalzati tutti gli immutabili dell’Occidente. La fede cristiana eredita i caratteri di stabilità dell’epistéme e si rivolge alle masse.

Severino prende le mosse dal pensiero del suo maestro Bontadini – fondatore della Neoscolastica milanese – ma presto se ne allontana: se per Bontadini nel mondo domina il divenire (come ci attestano i sensi stessi), l’unica via per ammettere qualcosa di eterno è Dio, inteso come ente immutabile ed imperituro. Ora Severino stravolge il discorso del suo maestro: giacchè nel mondo non vi è il divenire – esso è solo una doxa degli uomini, secondo l’insegnamento parmenideo -, non è necessario far riferimento ad un ente eterno e trascendente; il mondo stesso che ci appare dinanzi è eterno.

Ben si capisce come in virtù di queste sue posizioni Severino fu allontanato dalla cattolica di Milano. Accrescere il proprio potere sulle cose e sugli dèi: questo è sempre stato il desiderio più profondo degli uomini, i quali pensano che la potenza li renda capaci di vincere il dolore e la morte. Nel paradiso terrestre il serpente assicura che non si morirà mangiando il frutto proibito; anzi si diventerà come dèi, si avrà cioè la loro potenza. Tecniche, religioni, filosofia, arti, sono i grandi espedienti escogitati dall’uomo per diventare sempre più potente . La tecnica fondata sulla scienza moderna è ormai il più potente strumento di trasformazione del mondo. Ma il Luogo che contiene tutti i luoghi è la totalità dell’essere. La filosofia ha inteso indicarne il volto. Dapprima ha affermato l’esistenza di Dio, ossia dell’Essere immutabile che nessuna potenza umana può dominare. Poi la filosofia del nostro tempo ha mostrato che nessun Dio immutabile ed eterno può esistere. Cosicché, dapprima, ha avuto la strada sbarrata da Dio e dalle sue leggi; poi la filosofia ha liberato la strada da ogni ostacolo. Il cristianesimo, quindi, va incontro allo stesso destino della filosofia, con l’aggravante di mettere da parte lo spirito critico con cui la filosofia cerca di argomentare le ragioni della necessità degli immutabili che servono come difesa e riparo rispetto al divenire, e sono paragonabili alle creazioni della volontà di potenza di cui parla Nietzsche. Gli immutabili, prevedendo e controllando il divenire soffocano e minacciano la volontà di esistere, in modo più insopportabile della stessa minaccia del divenire. L’uomo ricorre allora, come ad un’ancora di salvezza, alla scienza e alla tecnica, affinché lo liberino da questa minaccia. La filosofia contemporanea tende a tramontare nel sapere scientifico, proprio perché essa è negazione e distruzione degli immutabili. A questo proposito, asserisce Severino:

La filosofia va necessariamente verso il proprio tramonto, cioè verso la scienza, che tuttavia è il modo in cui oggi la filosofia vive. […] Tutti possono vedere che la filosofia, su scala mondiale, declina nel sapere scientifico ” ( ” Che cosa fanno oggi i filosofi? “, Milano 1982).

Del resto, lo stesso Heidegger, cui Severino si ispira costantemente (pur auspicando un ritorno a Parmenide), aveva affermato, in ” Ormai solo un dio ci può salvare “: ” La filosofia è alla fine. […]Quella che è stata la funzione della filosofia fino ad oggi è stata ereditata dalle scienze. […] La filosofia si dissolve in singole scienze: la psicologia, la logica, la politologia “. Aristotele, così aperto verso le posizioni dei suoi predecessori, pur confutandole, di fronte alla filosofia di Parmenide si spazientisce e la bolla come una follia ( mania ).

L’esempio più caro a Severino, nell’argomentare la sua posizione parmenidea, è quello della legna che per l’azione del fuoco “diventa” cenere: nella tradizione occidentale, siamo soliti pensare che la legna si trasformi in cenere; quando scorgiamo la cenere, del resto, la associamo subito alla legna, convinti che da essa derivi. Siamo così portati a dire che è cenere da parte della legna; similmente, quando Socrate cresce in altezza, diciamo che è alto da parte di Socrate. Ma ciò non toglie che diciamo anche “Socrate è alto”: similmente, si dovrà per Severino affermare che la legna è cenere. E’ questa una follia per la tradizione occidentale: Platone stesso, nel “Teeteto”, spiegava come neanche nei sogni o nella follia fosse possibile predicare il contrario di una cosa, dicendo ad esempio che il cavallo è il toro, è il bue, ecc. Ugualmente, è assurdo, folle, predicare che la legna è la cenere: ma questo per una tradizione che è essa stessa folle e si è separata da Parmenide e che mescola indebitamente essere e non essere (la legna che finisce nel nulla, la cenere che dal nulla nasce).

Ma, secondo Severino, l’abbandono dell’essere parmenideo e la scelta del divenire è la follia dell’Occidente , il sentiero della notte, lo spazio originario in cui sono venuti a muoversi e ad articolarsi non solo le forme della cultura occidentale, ma anche le sue istituzioni sociali e politiche. Di fronte all’ angoscia del divenire , l’Occidente, rispondendo alla logica del rimedio, ha evocato è gli immutabili (Dio, le leggi della natura, la dialettica, il libero mercato, le leggi etiche o politiche, ecc.).

La civiltà della tecnica domina il mondo. All’inizio della nostra civiltà Dio, il Primo Tecnico, crea il mondo dal nulla e può sospingerlo nel nulla. Oggi, la tecnica, ultimo dio, ricrea il mondo e ha la possibilità di annientarlo. Nella sua opera Severino intende mettere in questione la fede nel divenire entro cui l’Occidente si muove, nella convinzione che l’uomo vada alla ricerca del rimedio contro l’angoscia che esso provoca. Il divenire è una follia.

Riecheggiando Nietzsche, si tratta di comprendere che non solo non può esistere alcun Dio immutabile ed eterno, ma che il divenire non è un percorso rettilineo e irreversibile ma un circolo che eternamente ritorna su di sé (immaginiamo una pellicola cinematografica su cui le stesse immagini girano in eterno). Chi è capace di scorgere la necessità di questo circolo è il “superuomo”, il quale possiede la volontà più potente di ogni altra. Sapendo che la strada è circolare si è infatti essenzialmente più potenti, nel procedere e nell’agire, di chi, ignorandolo, e credendo che il percorso sia rettilineo, va continuamente fuori strada.

E allora, chiediamoci, la tecnica guidata dalla scienza moderna, proprio la tecnica, che oggi si presenta come produttrice della potenza suprema dell’uomo, può permettersi di ignorare che il corso degli eventi del mondo ha un carattere circolare? Può ignorare il tratto fondamentale del mondo?

Una tecnica che lo ignori non è forse impotente rispetto alla tecnica che lo conosce e pone questa conoscenza al proprio fondamento? E in tal modo non ci si deve forse preparare ad ammettere quella che ci sembrava l’affermazione più paradossale, cioè che la dottrina dell’eterno ritorno solleva la tecnica al culmine delle proprie possibilità? Severino può apparire paradossale, anche assurdo, inconcepibile, perché sostiene che tutto è eterno, non solo ogni uomo e ogni cosa, ma anche ogni momento di vita, ogni sentimento, ogni aspetto della realtà, e quindi niente scompare, niente muore: l’eternità è la sua passione, la sua vocazione. Tutti da millenni credono che le cose e gli uomini nascono dal nulla e nel nulla ritornano: Severino stesso dice che ” nascere vuole dire […] uscire dal niente; morire vuol dire tornare nel niente: il vivente è ciò che esce dal niente e torna nel niente ” ( ” Che cosa fanno oggi i filosofi? “, Milano 1982).

Tuttavia per Severino tutto è eterno. Non basta: solo in superficie si crede che le cose vengano dal nulla e che nel nulla alla fine precipitino, perché nel profondo siamo convinti che quel breve segmento di luce che è la vita è esso stesso nulla. E’ il nichilismo. E’ l’ omicidio primario , l’uccisione dell’essere. Ma è una contraddizione: ciò che è non può non essere, né può essere stato o potrà mai essere nulla. Una contraddizione che è la follia dell’Occidente, e ormai di tutta la terra. Una ferita che necessita di numerosi conforti, dalla religione all’arte, tutti affreschi sul buio, tentativi di nascondere, medicare il nulla che ci fa orrore. Per fortuna ci attende la Non Follia , l’apparire dell’eternità di tutte le cose. Noi siamo eterni e mortali perché l’eterno entra ed esce dall’apparire. La morte è l’assentarsi dell’eterno .

Abbiamo tutti nel sangue il nichilismo. Ci crediamo mendicanti quando invece siamo re. Come dice Orazio, ” pulvis et umbra sumus ” (“siamo polvere e ombra”): l’uomo diventa polvere, ma anche la polvere è eterna. Si può forse esorcizzare la morte aiutandosi con le religioni o con le filosofie, si può anche credere che tutto finisca in un grande silenzio, simile a quello che precede la nascita. La scienza riesce a prolungare la vecchiaia, i piaceri che ricerchiamo avidamente stordiscono le preoccupazioni accumulate dai giorni, la bellezza ci aiuta a disprezzare gli insopportabili ragionamenti dei mediocri.

Un frammento di Eraclito recita: ” attendono gli uomini, quando sono morti, cose che essi non sperano né suppongono “. Quali spettacoli si mostrano, se si mostrano, dopo la morte? La morte ha un significato che sta al di là di ciò che si intende comunemente con questo termine. Sta al di là della stessa contrapposizione tra morte e immortalità. L’Occidente, la cui preistoria è l’Oriente, la intende invece come annientamento, salvando in alcuni casi l’anima o la coscienza che continuerebbero ad avere una loro vita. Severino cerca di dimostrare che la persuasione che una qualsiasi cosa o evento (uomo, pianta, stella, situazione, istante) possa annientarsi, e annientato sia niente, è Follia essenziale. È la Follia più profonda che possa manifestarsi non soltanto nel mondo umano, ma nel Tutto. In diverse forme la Follia domina la storia della Terra; al di fuori della Follia appare l’eternità di ogni cosa e di ogni evento. La morte appartiene alla manifestazione degli eterni, è un evento interno a tale manifestazione. Essa non ci travolge, ma è una parte del nostro esistere. È una condizione necessaria della felicità.

Noi siamo destinati alla felicità che è l’oltrepassamento di tutte le contraddizioni e non un premio concesso. È necessità. È inevitabile che dopo il tramonto della vita e della morte, della volontà e dell’abulia l’uomo sia felice. In tale prospettiva, Dio non è il demiurgo ma l’apparire infinito degli eterni, è essenzialmente diverso da quello della tradizione religiosa e filosofica. Dio non sta in un altro mondo: nel profondo noi siamo l’oltrepassamento della totalità delle contraddizioni.

Non è facile cogliere il suo messaggio, il suo linguaggio inusuale. Il mondo è troppo concreto per permettersi il lusso di strapparsi dalla pelle gli accidenti della giornata, che stanno addosso agli uomini come dei fastidiosi pidocchi, che ci tormentano come questi parassiti e che divorano le nostre vite succhiandoci il tempo e il sangue. In virtù di queste sue idee (e, più in generale, dell’intero suo impianto filosofico), Severino fu allontanato dall’università Cattolica nel 1969: ” mi resi conto che il mio discorso conteneva il no più radicale alla tradizione metafisica dell’Occidente e dell’Oriente. Non era rivolto specificamente contro la religione cristiana “. Ma l’educazione cattolica ricevuta da Severino non è mai completamente svanita, anche dopo l’elaborazione della sua filosofia: certo, egli mette da parte la nozione di Dio, ma non quella di Verità, cardinale nella tradizione cristiana. ” La Verità prende il posto di Dio, che è rimedio dell’angoscia contro il nulla. Dio è all’interno della follia, del nichilismo, del credere che le cose muoiono “.

Per Severino la tecnica non è ancella delle forze che governano il mondo, ma è essa stessa a governare i destini dell’umanità. La tecnica prosegue il proprio cammino sapendo che non incontrerà alcuno ostacolo e alcun limite invalicabile. La filosofia contemporanea l’ ha resa completamente libera, l’ ha sollevata al culmine delle sue possibilità. Ascoltando la voce della filosofia del nostro tempo, la tecnica può assumere ora un’andatura del tutto diversa ed essenzialmente più incisiva. Il mezzo (la tecnica, le nuove tecnologie, le reti telematico-informatiche) sta diventando lo scopo, il fine della comunicazione. Così la celebre frase di Mac Luhan, ” il medium è il messaggio “, alla luce di questa riflessione diviene immediatamente comprensibile: il mezzo della comunicazione forma e trasforma i messaggi che veicola, e sovente, nell’ epoca postmoderna, diventa il fine del comunicare stesso, lasciando sullo sfondo concetti e idee.

Il concetto stesso di etica sta cambiando drasticamente, l’etica sta diventando tecnica, ossia la potenza e la capacità di trasmettere e diffondere informazioni. L’etica così come è stata pensata da Aristotele e da altri illustri filosofi, sta lasciando il posto al dominio della tecnica. Il pensiero postmoderno è figlio di un processo lungo due secoli durante i quali il concetto di verità è stato smontato, specie nel suo legame col divino. Dio è morto e con lui la verità, lasciando il posto, si potrebbe aggiungere, a relativismi, possibilismi e revisionismi di ogni sorta. In questa prospettiva storico-cosmica, Severino colloca la situazione italiana, meno liberata rispetto ad altre. In Italia il tramonto della filosofia nella scienza avviene più lentamente che altrove, soprattutto perché nel nostro paese esistono il centro del cattolicesimo mondiale e il più forte partito comunista del mondo occidentale, due istituzioni che, in modi specifici, contribuiscono a tenere in vita il senso tradizionale della filosofia, cioè la filosofia come epistéme, luogo dell’evocazione degli immutabili.

E’ molto rilevante il titolo di un’opera di Severino, composta nel 1985: ” Il parricidio mancato “; il parricidio in questione sarebbe quello commesso da Platone (come il filosofo ateniese stesso afferma) ai danni di Parmenide, padre della filosofia dell’essere. Ora Severino, che si riaggancia al pensiero dell’antico ontologo, vuol mettere in luce come, in realtà, si sia trattato di un “parricidio mancato”: la filosofia di Parmenide è ancora viva e vegeta ed è ad essa che Severino intende riallacciarsi. Parmenide infatti, secondo Severino, mette in luce per la prima volta il senso radicale della contrapposizione tra l’essere e il niente e chiarisce quindi il senso assoluto di questi due enti, comprendendo filosoficamente ciò che prima non era stato possibile chiarire dal mito. I primi pensatori iniziarono a capire che l’essere poteva essere visto come il Tutto al di là del quale non vi era nulla: infatti il niente non è qualcosa che possa venire conosciuto o del quale si possa parlare. Parmenide è importante perché approfondisce ed interpreta il concetto di essere. Infatti se il non essere non è, non può inframmezzarsi all’essere e dividerlo in parti; né può essere qualcosa da cui l’essere sorga o in cui si dissolva. In questa argomentazione di Parmenide, viene utilizzato il fondamentale principio logico detto di “non-contraddizione”, secondo il quale non vengono accettati contemporaneamente di una stessa realtà un carattere ed il suo contrario. Infatti, Parmenide fa notare che è logicamente contraddittorio affermare che il non essere ci sia, che il nulla esista, perché il non essere è il contrario dell’essere e affermare della stessa realtà un carattere e il carattere contrario è un errore logico: un nonsenso. Il divenire dell’essere è quindi un’opinione senza verità, un’apparenza illusoria di cui si convincono i mortali, che seguono il percorso della non-verità , ovvero di ciò che è apparenza. Con il medesimo ragionamento Parmenide ammette che l’essere non è mai nato, né mai morirà, cioè è eterno. Per affermare infatti che sia nato, bisognerebbe ammettere che ci fosse stato qualcosa da cui è stato generato, ma siccome l’essere è unico, ciò è logicamente contraddittorio. Per la stessa ragione non possiamo accettare il fatto che l’essere si muova, perché per farlo dovrebbe passare da un luogo ad un altro e muoversi in un elemento, lo spazio vuoto, il non essere, che permetta lo spostamento e ciò è logicamente contraddittorio.

Severino riflettendo su Parmenide e sulla storia della filosofia occidentale, che ha posto al suo centro il divenire, la follia che domina il mondo, giunge ad affermare che tutto è eterno . Tutto è eterno significa che ogni momento della realtà è , ossia non esce e non ritorna nel nulla, significa che anche alle cose e alle vicende più umili e impalpabili compete il trionfo che si è soliti riservare a Dio. Eterni sono ogni nostro sentimento e pensiero, ogni forma e sfumatura del mondo, ogni gesto degli uomini. E anche tutto ciò che appare in ogni giorno e in ogni istante: il primo fuoco acceso dall’uomo, il pianto di Gesù appena nato, l’oscillare della lampada davanti agli occhi di Galileo, Hiroshima viva ed il suo cadavere. Eterni ogni speranza ed ogni istante del mondo, con tutti i contenuti che stanno nell’istante, eterna la coscienza che vede le cose e la loro eternità e vede la follia della persuasione che le cose escano dal niente e vi ritornino.

Ma dissertare di filosofia non è produttivo, dice Severino: infatti, ” parlare di filosofia uccide la filosofia, perché non si vede la profonda vena d’oro e vien fuori uno spettro, un mito nel migliore dei casi, un discorso strano di un intellettuale un po’ squilibrato “.


da

Amici di Emanuele Severino