L'”entificazione del nulla” e la “nullificazione dell’essente”, testo di Vasco Ursini in Amici di Emanuele Severino

L'”entificazione del nulla”

È opportuno innanzitutto ricordare che Heidegger tratta il concetto di “nihil absolutum” come qualcosa di relativamente banale, su cui non vale la pena di riflettere. Per lui il tema decisivo è quello dell’identità di “Sein” e di “Nichts”. Rifacendosi in qualche modo al neoplatonismo, egli pensa che la luce dell'”Essere” non è i colori degli “essenti”, e dunque è nulla dei “colori”, ossia è il nulla degli “essenti”.
Convinto che il discorso essenziale sia questo, intorno all’essere che si ritrae per lasciar essere gli essenti, ossia intorno alla luce che non si mostra tra i colori che essa lascia vedere, Heidegger trascura il concetto di “nihil absolutum”, che d’altra parte – come ho già scritto in un precedente post – è essenziale al suo discorso nella misura che esso esclude che tanto l’essere quanto l’essente siano un “nihil absolutum”. Egli, cioè, ci dice che quando
parla del nulla non si riferisce al “nihil absolutum” ma alla “Gelassenheit”, cioè al “lasciar essere, che in quanto lasciare non é nulla di ciò che è lasciato
Occorre contrapporre a questa posizione di Heidegger la seguente: il senso del “nihil absolutum” è decisivo. Ma è solo al di fuori della Follia essenziale che è possibile tener ferma l’opposizione tra l’essente e il nulla.
Ed è possibile vedere che l’episteme cancella la differenza di essere e di niente. Negli scritti severiniani si mostra che l’episteme, nonostante le sue intenzioni, trasforma il nulla ( che è necessariamente richiesto dall’esistenza del divenire, quale è inteso dall’Occidente, e dunque innanzitutto dall’episteme) in un essente. L’episteme entifica il nulla.
Si mostra pure in quegli scritti che tale entificazione compete soltanto all’episteme e non anche a quella distruzione inevitabile dell’episteme, che si compie nel sottosuolo essenziale della filosofia contemporanea.

La nullificazione dell’essente

L’entificazione del nulla, che è propria dell’episteme, non va confusa con la nullificazione dell’essente che è la Follia dell’intero Occidente e ormai del Pianeta.
La nullificazione dell’essente è la Follia essenziale che, pensando che gli essenti escono dal nulla e vi ritornano, è per ciò stesso la persuasione che l’essente in quanto essente è nulla.

via Amici di Emanuele Severino

Un pensiero riguardo “L'”entificazione del nulla” e la “nullificazione dell’essente”, testo di Vasco Ursini in Amici di Emanuele Severino

  1. Al Nulla non si può pensare senza fargli un regalo:quanto meno gli si regala il nome che ne fa già qualcosa, traendolo dalla sfera dell’indistinguibile alla quale appartiene. Alla lingua capita spesso di dover mettersi in condizione di pensare l’impensabile,di dover trattare come possibile ed esistente l’impossibile e l’inesistente ,perchè solo così può dare espressione compiuta ai concetti opposti. Uno dei suoi lati più oscuri e importanti! (Friedrich Hebbel 1860)

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