THAUMA: l’analisi etimologica di EMANUELE SEVERINO

THAUMA: l’analisi etimologica di EMANUELE SEVERINO

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THAUMA: l’analisi etimologica di EMANUELE SEVERINO – Antologia del TEMPO che resta

FONTI DI STUDIO:

Emanuele Severino, Il giogo. Alle origini della ragione: Eschilo, Adelphi, 1989

FILOSOFIA STORIA DEL PENSIERO OCCIDENTALE, Emanuele Severino, Curcio editore 1988, 6 Volumi

FILOSOFIA STORIA DEL PENSIERO OCCIDENTALE, E. Severino, A. Curcio 1988, 6 Voll.

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FILOSOFIA STORIA DEL PENSIERO OCCIDENTALE, E Severino, A Curcio 1988, 6 Voll – Annunci Milano

informazioni in rete su questa pubblicazione del 1988:

https://tinyurl.com/zpu7e2y3

Emanuele SEVERINO, Il futuro della filosofia, con scritti di: Riccardo Rita; Luigi Lentini; Mario Ruggenini; Umberto Galimberti; Luigi Tarca, Curcio editore, gennaio 2021. Indice del Libro

“A un anno dalla morte di questo gigante del pensiero, abbiamo selezionato alcuni saggi che erano stati a loro volta indirizzati e scelti da Severino per una pubblicazione enciclopedica dal titolo Storia del pensiero occidentale da lui curata e diretta” (dalla introduzione di Riccardo Rita)

Gennaro SASSO, Nota a “Convivio” III VI 7-8 , in Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori editore, 2005, pagine 519-530

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Umberto REGINA, Identità, divenire e ripetizione dell’esistere del singolo in Kierkegaard , in Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori editore, 2005, pagine 507-518

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Vittorio POSSENTI, Perchè c’è qualcosa invece che niente ? , in Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori editore, 2005, pagine 491-506

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FOLIN Alberto, Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell’infinito, Marsilio editori, 2019. Indice del libro

FOLIN Alberto, Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell’infinito, Marsilio editori, 2019. Indice del libro

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FOLIN Alberto, Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell’infinito, Marsilio editori, 2019. Indice del libro – Antologia del TEMPO che resta

Lo voglio dire con convinzione assoluta: dire, come ha detto Heidegger, che “solo Dio ci può salvare” è una verità assoluta , specialmente se si corregge il verbo in “ci potrebbe salvare” … di Vasco Ursini

Vasco Ursini

Lo voglio dire con convinzione assoluta: dire, come ha detto Heidegger, che “solo Dio ci può salvare” è una verità assoluta, specialmente se si corregge il verbo in “ci potrebbe salvare”, per il fatto che il Dio personale e trascendente che abbiamo immaginato non c’è, né c’è mai stato. Dunque i “sacerdoti della verità innegabile, che bollano come contraddizione quell’espressione heideggeriana e come impedimento della sua collocazione nel famigerato “sottosuolo del pensiero filosofico”, devono cambiare mestiere.

Scriptor in fabula. Come si scrive un romanzo, secondo Umberto Eco – in Linkiesta.it

Scriptor in fabula. Come si scrive un romanzo, secondo Umberto Eco

Umberto Eco Nella sua biografia intellettuale pubblicata, insieme ad altri saggi, da La Nave di Teseo, il celebre intellettuale traccia un percorso della sua esperienza e delle sue scoperte, compreso il metodo seguito per costruire i suoi libri

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Come si scrive un romanzo, secondo Umberto Eco – Linkiesta.it

Wittgenstein e la bontà della filosofia – in Benvenuti su gazzettafilosofica!

Wittgenstein e la bontà della filosofia   Un paio di mesi fa è stato riedito l’insieme di appunti di carattere personale di Wittgenstein, risalenti agli anni 1930-32 e 1936-37 e pubblicati per la prima volta nel 1996 con il titolo Movimenti del pensiero.   di Michele Ragno

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Wittgenstein e la bontà della filosofia – Benvenuti su gazzettafilosofica!

L’oltrepassare, in Emanuele Severino, Lezioni milanesi Il nichilismo e la terra, Mimesis edizioni, pp. 161-162

Un primo senso dell’oltrepassare è il comparire e lo scomparire degli eterni. Un secondo senso dell’oltrepassare è il nostro aver già da sempre oltrepassato il nostro essere umano. Avevamo introdotto l’osservazione per cui ognuno di noi non solo è già da sempre oltre l’uomo, ma oltre qualsiasi forma che il dio ha assunto lungo la storia dei mortali. Il terzo senso dell’oltrepassare è il tema della Gloria. […]I titoli degli ultimi due incontri sono “apparire” e “terra”. […] “Apparire”, che non è “apparenza”, è il manifestarsi di ciò che è. Non è apparenza, quindi non è neanche fenomeno. “Fenomeno”, pensiamo a Kant, è l’immagine soggettiva che non può essere confusa sulla realtà, la cosa in sé (Ding an sich), come ciò che esiste indipendentemente dall’esser uomo e dalla coscienza che può averne. L”apparire non è l’apparenza o il fenomeno, perché il fenomeno è questo che appare, questo mondo che appare. Questo mondo che appare è il ‘cogitatum’ di cui parlava Cartesio. Quando Cartesio dice “cogito” e “cogitatum”, si riferisce a ciò che appare, che si manifesta. La differenza rispetto alla filosofia premoderna è che questo che appare è, insieme, ciò che esiste indipendentemente dalla coscienza umana.

(Emanuele Severino, Lezioni milanesi Il nichilismo e la terra, Mimesis edizioni, pp. 161-162).

Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus – in Wikipedia

La locuzione latina Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus (“la rosa primigenia esiste solo nel nome, possediamo soltanto nudi nomi”) è una variazione dal verso I, 952 del poema in esametri De contemptu mundi di Bernardo di Cluny, da non confondere con l’omonima opera in prosa del cardinal Lotario di Segni, futuro papa Innocenzo III. Essa deve la sua fortuna a Umberto Eco che ne ha fatto l’ultima frase del suo romanzo Il nome della rosa …

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Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus – Wikipedia

Mi inoltrerò presto in questo deserto amplissimo …, Umberto Eco, “Il nome della rosa” (1980)

Gazzetta filosofica

 “Mi inoltrerò presto in questo deserto amplissimo, perfettamente piano e incommensurabile, in cui il cuore veramente pio soccombe beato. Sprofonderò nella tenebra divina, in un silenzio muto e in una unione ineffabile, e in questo sprofondarsi andrà perduta ogni eguaglianza e ogni disuguaglianza, e in quell’abisso il mio spirito perderà se stesso, e non conoscerà né l’uguale né il disuguale, né altro: e saranno dimenticate tutte le differenze, sarò nel fondamento semplice, nel deserto silenzioso dove mai si vide diversità, nell’intimo dove nessuno si trova nel proprio luogo. Cadrò nella divinità silenziosa e disabitata dove non c’è opera né immagine.Fa freddo nello scriptorium, il pollice mi duole. Lascio questa scrittura, non so per chi, non so più intorno a che cosa: stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.”― Umberto Eco, “Il nome della rosa” (1980)

Giorgio PENZO, Nichilismo positivo, in Le parole dell’Essere. Per Emanuele Severino, a cura di Arnaldo Petterlini, Giorgio Brianese, Giulio Goggi, Bruno Mondadori editore, 2005, pagine 467-478

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