Emanuele Severino citazioni su: POIESIS; LUOGO DI DOMINIO; TEMPO; ENTE

Antologia del TEMPO che resta

1. PlatoneSimposio, pf. 205: Ogni atto per cui una cosa passa dal non essere all’essere: creazione (poiesis, pro-duzione, portare alla presenza):

2. “l’elemento decisivo del pensiero greco è l’apertura del mondo inteso come luogo dove le cose escono e ritornano nel nulla, quindi come luogo di dominio” (E. Severino, Intervista, “Lotta Continua”, 09.03.1980);

3. “Il concetto fondamentale di tempo, anche se la scienza e la cultura occidentali non se ne rendono perfettamente conto, è quello in cui ’le cose hanno a che fare con il senso dell’essere e del niente’ illuminato dall’ontologia greca. Il tempo è la nientificazione delle cose: il loro uscire e ritornare dal niente (E. Severino,cit.);

4. “Per gli abitatori del tempo … l’ente è ciò che esce e ritorna nel niente. Quando non ne era ancora uscito era un niente; quando vi ritorna è daccapo un niente. Ma solo…

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Sull’interpretare , Emanuele Severino,Testimoniando il destino, Milano, Adelphi 2019, pp. 41-42

Che l'interpretare esista è incontrovertibile perché esso è un contenuto che appare nella struttura originaria, ma l'interpretare non è un sapere incontrovertibile (che cioè si fonda sulla struttura originaria): esso è la terra isolata dalla struttura originaria e da ciò che su di essa si fonda. L'interpretare è l'isolamento della terra e tale isolamento è … Leggi tutto Sull’interpretare , Emanuele Severino,Testimoniando il destino, Milano, Adelphi 2019, pp. 41-42

L’illusione di capire e di approvare la verità, Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni, Rizzoli, Milano 2011, p. 100

L' "uomo" si illude di capire e perfino di approvare la verità, e addirittura di capire e di farsi sostenitore del destino della verità. In questa illusione mi trovavo e tuttora mi trovo (e vi si trova qualsiasi altrui esser "uomo" che creda di capire e di approvare il Contenuto del destino). Non è l' … Leggi tutto L’illusione di capire e di approvare la verità, Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni, Rizzoli, Milano 2011, p. 100

Mentre la cultura contemporanea ritiene che Dio sia qualcosa di eccessivo …, E. Severino, Pensieri sul cristianesimo, Rizzoli, Milano 1995, p. 253

Mentre la cultura contemporanea ritiene che Dio sia qualcosa di eccessivo, un'iperbole che la realtà non può contenere, si tratta invece di comprendere che Dio è "troppo poco", e cioè è esso stesso l'immagine prodotta da un pensiero tragicamente modesto, arrendevole e disperato di fronte al nulla da cui Dio trae e in cui respinge … Leggi tutto Mentre la cultura contemporanea ritiene che Dio sia qualcosa di eccessivo …, E. Severino, Pensieri sul cristianesimo, Rizzoli, Milano 1995, p. 253

Ma chi siamo veramente noi ?, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, pp. 83-84

Emanuele Severino ci pone la seguente questione: "noi" siamo autenticamente noi stessi - ossia in noi l'esser sé appare nel suo puro esser sé, per ciò che esso è, dunque nel suo non essere avvolto dalla contraddizione - in quanto noi siamo il luogo originario della contraddizione, oppure noi siamo autenticamente, veramente noi stessi là … Leggi tutto Ma chi siamo veramente noi ?, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, pp. 83-84

Le due forme di nichilismo, in E. Severino, Educare al pensiero, Editrice La Scuola, Brescia 2012, p. 74

L'Occidente è il susseguirsi di due forme di nichilismo. Sono il nichilismo in cui consiste l'epistéme della "verità" e il nichilismo come distruzione dell'epistéme. Due sensi del nichilismo. Il nichilismo che sulla base della presunta evidenza del divenire costruisce la dimensione degli dèi, degl Immutabili, o del Dio; e il nichilismo che sulla stessa base … Leggi tutto Le due forme di nichilismo, in E. Severino, Educare al pensiero, Editrice La Scuola, Brescia 2012, p. 74

La volontà è violenza, in E. Severino, Oltre il linguaggio, Adelphi, Milano 1992, p. 26 e p. 33

Se la violenza è la volontà che vuole l'impossibile, e se la volontà è essenzialmente un volere che qualcosa diventi altro da sé, allora - poiché il divenire altro da sé è qualcosa di impossibile (giacché l'impossibile è innanzitutto l'essere altro da sé) - la volontà è, 'in quanto tale', il volere l'impossibile, e cioè … Leggi tutto La volontà è violenza, in E. Severino, Oltre il linguaggio, Adelphi, Milano 1992, p. 26 e p. 33

L’apparire del sopraggiungente, Emanuele Severino, Dike, pag.142, ” Tutto insieme “

Il sopraggiungente può apparire solo se il "prima" su cui il sopraggiungente sopraggiunge continua ad apparire quando sopraggiunge il "poi" (altrimenti il "poi" non potrebbe apparire come un "poi"). Ciò significa che il " prima" appare insieme al "poi". E la struttura originaria è, in modo formale, l'apparire della totalità del " prima" e del … Leggi tutto L’apparire del sopraggiungente, Emanuele Severino, Dike, pag.142, ” Tutto insieme “

Per affermare che l’essere è non c’è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione”: ciò significa … citazioni da E. Severino, “La struttura originaria”, cap.2

<<"Per affermare che l'essere è non c'è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione": ciò significa : "Che l'essere sia è per sé noto". Per sé noto: cioè noto non per altro. Se ciò per cui l'essere è noto è lo stesso essere che è noto, che l'essere sia è immediatamente noto o presente. … Leggi tutto Per affermare che l’essere è non c’è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione”: ciò significa … citazioni da E. Severino, “La struttura originaria”, cap.2

Le due anime che sono nel nostro petto, (E. Severino, Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 210-211).

Avevo promesso che avrei mostrato come Emanuele Severino "governa" le due anime che sono ovviamente anche nel suo petto. Ecco come le "governa" (Vasco Ursini): Anche se "io" sono una volontà di testimoniare il destino, io credo 'di più e più spesso' nelle cose in cui comunemente si crede che non nel "destino della verità" … Leggi tutto Le due anime che sono nel nostro petto, (E. Severino, Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 210-211).

Postmoderno e violenza, Emanuele Severino, Téchne. “Le radici della violenza” (1979)

« Larghi strati della nostra cultura si trovano ancora nella situazione patetica di voler dar vita, insieme, a una raffinata coscienza critica del carattere problematico di ogni sapere umano, e a una condanna morale del nazismo – o dello sfruttamento capitalistico, o della dittatura sovietica […]. Ma chi non preferisce il modo di vivere delle … Leggi tutto Postmoderno e violenza, Emanuele Severino, Téchne. “Le radici della violenza” (1979)

I due inconsci dell’Occidente: il nichilismo e la Gioia, (E. Severino, Gli abitatori del tempo, p. 7)

Ho molto spesso parlato di questi due inconsci che poi sono le "due anime che abitano nel nostro petto": l'inconscio, più superficiale, del nichilismo e quello, molto più profondo, del destino della verità. Si può leggere l'Occidente in due modi: appoggiandosi alla fede nell'evidenza originaria del divenire posizionandosi così nel nichilismo o partendo dall'essenza del … Leggi tutto I due inconsci dell’Occidente: il nichilismo e la Gioia, (E. Severino, Gli abitatori del tempo, p. 7)

“Ogni esser “uomo” è un ricordare . E quindi in ogni uomo il suo ricordare è il suo ricordo eterno degli eterni – dove eterni sono, appunto, sia le cose ricordate, sia il ricordante”, in Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia, Rizzoli, 2011, pagine 136/137

La Necessità: Tutto ciò che accade deve accadere, Emanuele Severino, Destino della necessità. Adelphi, Milano 1999, p. 98.

"L'ente che accade [ ... ] e il suo accadimento è un eterno: quindi è necessario che l'ente accada. Nemmeno la sintesi tra l'ente che accade e il suo accadere può non essere (ossia essere niente). Ma affermando che l'ente che entra nell'apparire sarebbe potuto non entrarvi (o che sarebbe potuto apparire l'ente che non … Leggi tutto La Necessità: Tutto ciò che accade deve accadere, Emanuele Severino, Destino della necessità. Adelphi, Milano 1999, p. 98.

Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo ….

Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo, cioè non è qualcosa di cui l'individuo sia l'autore, e che ogni "io" della terra isolata, in quanto non è l'apparire del destino della verità non può capire, non … Leggi tutto Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo ….

EMANUELE SEVERINO SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44

Si richiami - non più che un cenno, che però va forse incontro allo spirito delle domande di de Giovanni - che nella terra isolata la volontà 'crede' di avere la potenza di trarre gli essenti dal loro non essere e di risospingerveli, ossia 'crede' anche, in certi casi, di ottenerlo. E' soltanto un credere, … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44

Emanuele Severino, “… quando la vicenda terrena dell’uomo sarà giunta al proprio compimento, sarà necessario che ognuno faccia esperienza di tutte le esperienze altrui …”, in IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI di Emanuele Severino, Rizzoli, 2011, pag 11

Antologia del TEMPO che resta

… Poi, quando la vicenda terrena dell’uomo sarà giunta al proprio compimento, sarà necessario che ognuno faccia esperienza di tutte le esperienze altrui e che in ognuno appaia la Gioia infinita che ognuno è nel profondo. Essa oltrepassa ogni dolore sperimentato dall’uomo …

da IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI di Emanuele Severino, Rizzoli, 2011, pag 11

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Vasco Ursini: Il grande sogno Ascoltiamo Emanuele Severino in questo suo sguardo sull’uomo. Potremo, tra l’altro, constatare come il suo linguaggio si fa, a tratti, profondamente poetico

"Al centro di ciò che non può essere in alcun modo negato sta l'impossibilità che un qualsiasi essente (cose, eventi, stati della coscienza o della natura o di altro ancora) sia stato nulla e torni ad esserlo. Questa impossibilità è la necessità che ogni essente - dal più umbratile e irrilevante al più grande e … Leggi tutto Vasco Ursini: Il grande sogno Ascoltiamo Emanuele Severino in questo suo sguardo sull’uomo. Potremo, tra l’altro, constatare come il suo linguaggio si fa, a tratti, profondamente poetico