Ancora sul linguaggio, Emanuele Severino, Testimoniando il destino, Adelphi, Milano 2019, pp.24-25

All' 'interno' della totalità dell'interpretare - all'interno cioè dell'isolamento della terra dal destino -, il linguaggio che testimonia la terra isolata contrasta il linguaggio che testimonia il destino. (Un contrasto interno all'isolamento della terra, appunto: da distinguere pertanto dal contrasto tra il destino e tale isolamento. Come si mostra in altri miei scritti (cfr. ad … Leggi tutto Ancora sul linguaggio, Emanuele Severino, Testimoniando il destino, Adelphi, Milano 2019, pp.24-25

sulle «posizioni ultime in generale rispetto alla vita», in Emanuele Severino – “L’intima mano”, pp. 53 – 54

La nostra epoca si trova nell'« impossibilità di conciliare e risolvere l'antagonismo tra le posizioni ultime in generale rispetto alla vita» e nella «necessità di decidere per l'una o per l'altra». Questa affermazione è di Max Weber; ma esprime il punto di vista oggi dominante (esprime cioè la coscienza che la nostra epoca ha per … Leggi tutto sulle «posizioni ultime in generale rispetto alla vita», in Emanuele Severino – “L’intima mano”, pp. 53 – 54

Vasco Ursini: Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo … (‘Discussioni intorno al senso della verità’, p. 80)

Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo, cioè non è qualcosa di cui l'individuo sia l'autore, e che ogni "io" della terra isolata, in quanto non è l'apparire del destino della verità non può capire, non … Leggi tutto Vasco Ursini: Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo … (‘Discussioni intorno al senso della verità’, p. 80)

EMANUELE SEVERINO, L’APPARIRE DELLA MORTE, da: Emanuele Severino, Sul divenire Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi Editore, Napoli2014, pp. 22-28

Come per tutti i mortali anche per Biagio de Giovanni c'è "qualcosa di ineluttabile" "nella condizione mortale dell'uomo", cioè la morte, "la prova inconfutabile", "l'irrefutabile cogenza" che "l'ente uomo nasce dal nulla e va nel nulla" - con l'inaccettabile risultato che ciò che chiamo 'destino' "si scontra con il fatto che l'uomo muore" (Biagio de … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO, L’APPARIRE DELLA MORTE, da: Emanuele Severino, Sul divenire Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi Editore, Napoli2014, pp. 22-28

“Attendono gli uomini quando sian morti cose che essi non sperano né suppongono”

"Attendono gli uomini quando sian morti cose che essi non sperano né suppongono". Al monito della "notte" di Eraclito rimbomba come un contraccolpo il monito del "giorno" di Severino: attendono gli uomini quando sian "vivi" cose che essi non sperano né suppongono. (Renato Rizzi, La radice delle forme, introduzione a E. Severino, Scuola e tecnica, … Leggi tutto “Attendono gli uomini quando sian morti cose che essi non sperano né suppongono”

La nostalgia dell’uomo, EMANUELE SEVERINO (1929 – 2020), “Dike”, Adelphi, Milano 2015 (prima edizione), Parte Terza, III riguardando il percorso’, 10. ‘La terra che salva’, pp. 362 – 363

“ Da un lato, [il mortale] teme la terra che salva perché vede in essa il non continuar più della vita, cioè della volontà, cioè di sé stesso. E infatti, con l’avvento della terra che salva, la vita è ‹compiuta› e anche se tutto ciò che essa è stata è eternamente conservato essa tuttavia non … Leggi tutto La nostalgia dell’uomo, EMANUELE SEVERINO (1929 – 2020), “Dike”, Adelphi, Milano 2015 (prima edizione), Parte Terza, III riguardando il percorso’, 10. ‘La terra che salva’, pp. 362 – 363

IL DESTINO DELL’ESSERE, citazione da E. Severino, Il muro di pietra, Rizzoli, Milano 2006, pp. 169-170

Domandare perché c'è qualcosa e non invece il niente significa affermare la possibilità che invece della totalità degli essenti, ossia di ciò che (in un modo o nell'altro) esiste, non fosse esistito nulla, e pertanto significa affermare la possibilità che tale totalità sia stata niente e torni ad esserlo. L'affermazione di questo possibilità non è … Leggi tutto IL DESTINO DELL’ESSERE, citazione da E. Severino, Il muro di pietra, Rizzoli, Milano 2006, pp. 169-170

La concezione “realistica” mostra la propria debolezza rispetto all’idealismo gentiliano

La concezione "realistica" mostra la propria debolezza rispetto all'idealismo gentiliano" Nonostante il suo attuale predominio sociale, la concezione“realistica” è destinata a mostrare la propria debolezza concettuale rispetto all’“idealismo”; ma non rispetto a qualsiasi forma di idealismo, sia pure grandiosa, bensì rispetto a quella forma specifica che è l’“attualismo” di Giovanni Gentile. Questa affermazione riesce sorprendente … Leggi tutto La concezione “realistica” mostra la propria debolezza rispetto all’idealismo gentiliano

Emanuele Severino, Non “si arriva” alla verità, né essa “arriva all’uomo”, in Verso la “fondazione ulteriore” dell’eternità dell’essente in quanto essente, sta in Dike, Adelphi, Milano 2015, pp. 169-171

Per un primo passo verso ciò che si è incominciato a chiamare "ulteriore fondazione" dell'eternità dell'essente in quanto essente, ci si riferisca a quell'essente che è lo stesso cerchio originario del destino, ossia alla dimensione che si costituisce come struttura originaria del destino della verità. Al destino della verità - alla verità autentica - 'non … Leggi tutto Emanuele Severino, Non “si arriva” alla verità, né essa “arriva all’uomo”, in Verso la “fondazione ulteriore” dell’eternità dell’essente in quanto essente, sta in Dike, Adelphi, Milano 2015, pp. 169-171

ARISTOTELE: “THAUMA”, in E. Severino, Scuola e tecnica, Università degli Studi di Parma, Facoltà di Architettura, 2005, pp. 30-32

Aristotele dice che la filosofia nasce dal 'thauma'. Comunemente si traduce questa antica parola greca con "meraviglia". E si va completamente fuori strada, perché 'thauma', nel suo significato originario significa "terrore", "angosciante stupore". Per che cosa? Per questa nostra esistenza, per la vita in cui ci troviamo e la cui durezza raggiunge tutti e tutti … Leggi tutto ARISTOTELE: “THAUMA”, in E. Severino, Scuola e tecnica, Università degli Studi di Parma, Facoltà di Architettura, 2005, pp. 30-32

NIETZSCHE E IL PASSATO, in E. Severino, “La potenza dell’errare”, pp. 118-120

"Il genio di Nietzsche sta nel rendersi conto che il rapporto tra la creatività dell'uomo e Dio è del tutto analogo al rapporto fra tale creatività e il passato. Come il Dio immoto, imperituro e sazio è immodificabile dalla volontà umana, così il passato si presenta all'uomo come immodificabile dalla sua volontà. Sul passato non … Leggi tutto NIETZSCHE E IL PASSATO, in E. Severino, “La potenza dell’errare”, pp. 118-120

Felicità e verità, in E. Severino, “Essenza del nichilismo”, Adelphi, p. 135

“Proprio perché la 'scienza' ha rinunciato ad essere verità, ogni livello di perfezione e di felicità, cui essa abbia a portare l'uomo, non può essere vissuto che come qualcosa di precario, che si può perdere da un momento all'altro. Quanto più è desiderabile la vita che la τέχνη può realizzare, tanto più insoddisfacente è ogni … Leggi tutto Felicità e verità, in E. Severino, “Essenza del nichilismo”, Adelphi, p. 135

Affermare che la verità appare all’uomo è …, Emanuele Severino in “L’identità del destino”, Milano, Rizzoli, 2009, p. 94

. "Affermare che la verità appare all'uomo è un modo di negare la verità. Perché lo sguardo umano, a cui la verità appare, è uno sguardo che, in quanto distinto dalla verità, è non verità. Dire «la verità appare all'uomo» significa dire «la non verità pensa la verità» - e quindi non può pensare la … Leggi tutto Affermare che la verità appare all’uomo è …, Emanuele Severino in “L’identità del destino”, Milano, Rizzoli, 2009, p. 94

Oggi il pensiero filosofico tende semplicemente a sedersi sulle tombe in cui la grande filosofia del nostro tempo è riuscita a rinchiudere il senso greco-tradizionale della verità e di Dio, E. Severino, Tecnica e architettura, Raffaele Cortina Editore, Milano 2003, pp. 36-38

Oggi il pensiero filosofico tende semplicemente a sedersi sulle tombe in cui la grande filosofia del nostro tempo è riuscita a rinchiudere il senso greco-tradizionale della verità e di Dio. E raramente la grande filosofia del nostro tempo coincide con i pensatori che oggi riempiono gli scritti filosofici. Grande filosofia del nostro tempo è innanzitutto … Leggi tutto Oggi il pensiero filosofico tende semplicemente a sedersi sulle tombe in cui la grande filosofia del nostro tempo è riuscita a rinchiudere il senso greco-tradizionale della verità e di Dio, E. Severino, Tecnica e architettura, Raffaele Cortina Editore, Milano 2003, pp. 36-38

sulla questione se “l’uomo sia libero o no”: Emanuele Severino, Libertà e destino, in Pensieri sul cristianesimo, Rizzoli, 1995, pp. 200-204

da Amici di Emanuele Severino nell'ambito dell'intero pensiero contemporaneo | Facebook Alle molte domande che mi sono pervenute sulla questione se "l'uomo sia libero o no", rispondo con questo illuminante scritto di Emanuele Severino, "Libertà e destino" Sarebbe potuto esistere un mondo più felice, invece di quello che conosciamo? diverso da quello che è esistito? … Leggi tutto sulla questione se “l’uomo sia libero o no”: Emanuele Severino, Libertà e destino, in Pensieri sul cristianesimo, Rizzoli, 1995, pp. 200-204

Dialogo con Emanuele Severino sulla testimonianza della verità (da La legna e la cenere)

(D: domanda. R: risposta). D: Chi può dare testimonianza della verità? R: Innanzitutto, non è l'individuo che testimonia, cioè pensa esplicitamente la verità. Se fosse l'individuo a testimoniare la verità, allora la testimonianza sarebbe per definizione individuale, cioè ridotta allo spazio, al tempo e ai limiti dell'individuo. Bisogna vedere l'errore del concetto che "Io vado … Leggi tutto Dialogo con Emanuele Severino sulla testimonianza della verità (da La legna e la cenere)

Dialogo con Emanuele Severino

(D: Domanda; R: Risposta) D: L'Incontrovertibile è dicibile? R: Certamente. Questo però non vuol dire che il dire sia un riuscire a esprimere. D: O un riuscire a comprendere. R: O un riuscire a comprendere, certo: non si può dire che il linguaggio porti nella parola la trasparenza dell'Incontrovertibile. Il linguaggio, anzi, arrischia l'Incontrovertibile nell'equivoco. … Leggi tutto Dialogo con Emanuele Severino

Capire Nietzsche, in Emanuele Severino, L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999

Non ci si è mai resi conto (a parte qualche spunto, nemmeno nei miei scritti) che anche la dottrina dell'eterno ritorno di tutte le cose ha lo stesso intento della dottrina della morte di Dio: escludere, in nome dell'evidenza della creatività dell'uomo e del divenire, ogni Essere immutabile che, con la sua esistenza, smentirebbe e … Leggi tutto Capire Nietzsche, in Emanuele Severino, L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999