Perché Nietzsche e la filosofia tutta sono cosa utile, segnalato in Amici di Emanuele Severino

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https://www.huffingtonpost.it/entry/in-difesa-del-pensiero-contro-la-banalita_it_5e74a7d8c5b6f5b7c54226bf?fbclid=IwAR0MuYQ8P_uNHocUpTLPUPsLzeqiuF4znrJMfeKoPa5LQBva4SW8ti9xt8Q

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(1) Amici di Emanuele Severino

Schopenhauer , Nietzsche, Freud: elementi per un confronto critico, di U. Galimberti, segnalato da Vasco Ursini in Amici di Emanuele Severino

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https://sigmund-daubmir.blogspot.com/2007/05/schopenhauer-nietzsche-freud-elementi.html?m=1&fbclid=IwAR3gwoD4fGXcF7Fs88lcG3GVVmz1X37BZCYWZaZIGBT2g2AXnIcBtEfLylM

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(2) Amici di Emanuele Severino

Intorno a Nietzsche, Gentile, Heidegger (Emanuele Severino)

 

Persiste il silenzio su uno dei tratti più importanti della cultura contemporanea. Da parte mia continuo a richiamare quanto sia decisivo il ‘nucleo essenziale’ del pensiero filosofico del nostro tempo. Sebbene possa sembrare inverosimile, tale nucleo è infatti ciò che ‘fa diventare reale’ la dominazione del mondo da parte della tecnica – destinata a questo dominio nonostante altre candidature, ad esempio quella capitalistica, politica, religiosa, anche se la tecno-scienza (ma non solo essa) non è ancora in grado di prestare autenticamente ascolto alla filosofia. Quel ‘nucleo’ mette in luce che ogni Limite assoluto all’agire dell’uomo, cioè ogni Essere e ogni Verità immutabile della tradizione metafisica, è ‘impossibile’; e dicendo questo non solo ‘autorizza’ la tecnica a oltrepassare ogni Limite, ma con tale autorizzazione le conferisce la ‘reale’ capacità di superarlo. Non si salta un fosso se non si sa di esserne capaci; questo nucleo dice alla tecnica che essa ne è capace.
Tra i pochi abitatori del ‘nucleo essenziale’ c’è sicuramente il pensiero di Nietzsche. Ma anche quello di Giovanni Gentile, la cui radicalità è ben superiore a quella di altre pur rilevanti figure filosofiche, di cui tuttavia continuamente si parla. Invece su Gentile il ‘silenzio’, in Italia, è preponderante (sebbene non totale, anche per merito di alcuni miei allievi). All’estero, poi, sia nella filosofia di lingua inglese, sia in qualle ‘continentale’, di Gentile, direi, non si conosce neppure il nome. La cosa è interessante, soprattutto in relazione al tema filosofia-tecnica a cui accennavo. Infatti, nonostante i luoghi comuni, la filosofia gentiliana è un potente ‘alleato’ della tecnica, sì che il silenzio su Gentile è un elemento ‘frenante’, “reazionario”, rispetto alla progressiva emancipazione planetaria della tecno-scienza. […] Qui vorrei però limitarmi – come ho cominciato a ire – al tema, molto più modesto, riguardante alcune conferme di tale silenzio e alcune implicazioni.
Per Gianni Vattimo, sostenitore della filosofia ermeneutica (Heidegger, Gadamer, ecc.), l'”antirealista”, cioè la critica alla “concezione metafisica della verità” sarebbe una scoperta di Heidegger (Della realtà, Garzanti, 2012, p. 100). Si tratta della critica alla definizione di “verità” come “corrispondenza” tra ‘intellectus e res’, tra l'”intelletto” e “la cosa”. In tutto il libro Gentile non è mai citato. Ma ben prima di Heidegger, e con maggiore nitore, Gentile aveva già mostrato (rendendo radicale l’idealismo) l’insostenibilità di quella definizione. In sostanza egli argomentava – per sapere se l’intelletto corrisponda alla cosa, intesa come “esterna” alla rappresentazione che l’intelletto ne ha, è necessario che il ‘pensiero’ confronti la rappresentazione dell’intelletto con la cosa: la quale, quindi, in quanto in tale confronto viene ad essere ‘conosaciuta’, non è “esterna” al pensiero, ma gli è “interna”. Ciò significa che il pensiero, per essere ‘vero’, non ha bisogno e non deve “corrispondere” ad alcuna cosa “esterna”. […] Per mostrare l’impossibilità di ‘ogni’ limite al divenire delle cose, occorre altro, che, ripeto, è sì presente in Nietzsche e Gentile (e in pochi altri, come Leopardi), ma non in Heidegger. […]
L’idealismo assoluto di Gentile è poi un assoluto realismo, perché il contenuto del pensiero non è una rappresentazione fenomenica della realtà esterna, ma la realtà in sé stessa. […] Per questo Gentile afferma che il pensiero non può essere trasceso e che è esso a ‘trascendere’ tutto ciò che si vorrebbe porre al di là di esso e come indipendente da esso. Questo trascendimento è la verità.

Capire Nietzsche, citazione da Emanuele Severino, L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999

Vasco Ursini

Capire Nietzsche

Non ci si è mai resi conto (a parte qualche spunto, nemmeno nei miei scritti) che anche la dottrina dell’eterno ritorno di tutte le cose ha lo stesso intento della dottrina della morte di Dio: escludere, in nome dell’evidenza della creatività dell’uomo e del divenire, ogni Essere immutabile che, con la sua esistenza, smentirebbe e ridurrebbe a semplice apparenza tale evidenza. Una dottrina dell’eterno ritorno che, lungi dall’essere un corpo estraneo nel pensiero di Nietzsche, appartiene alla voce essenziale dell’Occidente e anzi le aggiunge un timbro di straordinaria potenza. Riguarda il tempo; e propriamente il passato.

(Emanuele Severino, L’anello del ritorno, Adelphi, Milano 1999).

Vasco Ursini, Il 1900 è l’anno della morte di Nietzsche

Vasco Ursini ha aggiornato il suo stato.

Il 1900 è l’anno della morte di Nietzsche, filosofo destinato a scuotere il pensiero di un’intera epoca. Sigmund Freud nello stesso anno pubblica “L’interpretazione dei sogni”, testo che segna, con le sue rivoluzionarie tesi, l’inizio della psicoanalisi. Il concetto più innovativo di Freud è l’inconscio. Tale concetto influenzerà il pensiero filosofico successivo e, più in generale, tutte le forme della cultura mondiale. La scoperta dell’inconscio induce gli uomini a comprendere di non essere più “padroni in casa propria”, a scoprire che la loro esistenza non si decide all’interno della coscienza e della volontà, ma si articola ad un livello sotterraneo sul quale essi non hanno totale controllo.

Lasciamo parlare ancora Nietzsche, in La volontà di potenza

Vasco Ursini

Lasciamo parlare ancora Nietzsche:

“Chi prende qui la parola, invece, finora non ha fatto altro che meditare: come un filosofo e solitario per istinto, che trova il suo tornaconto nel restare appartato, nel rimanere estraneo, nella pazienza, nell’indugio, nel rimanere indietro; come uno spirito che rischia e che sperimenta, che già una volta si è perduto in ogni labirinto del futuro; come uno spirito di uccello profetico, che ‘guarda all’indietro’, quando racconta quello che avverrà; come il primo perfetto nichilista d’Europa, che però ha già vissuto in se stesso fino alla fine il nichilismo – che lo ha dietro di sé, sotto di sé, fuori di sé …”.

(Nietzsche, La volontà di potenza

via (1) Amici di Emanuele Severino

Sentiamo Nietzsche, in La volontà di potenza

 

Sentiamo Nietzsche:

“Ciò che narro è la storia dei prossimi due secoli. Descrivo ciò che verrà, ciò che non potrà avvenire in modo diverso: l’avvento del nichilismo. Questa storia può essere raccontata già ora; poiché qui è al lavoro la necessità stessa. Questo futuro già parla in cento segni, questo destino si annuncia dappertutto; per questa musica del futuro tutte le orecchie già sono tese. Tutta la nostra cultura europea già da lungo tempo si muove con la tortura della tensione, che cresce di decennio in decennio, come se andasse verso una catastrofe: inquieta, violenta, precipitosa: come un fiume, che vuole arrivare alla fine, che non si ricorda più, che ha paura di ricordare”.

(Nietzsche, La volontà di potenza).

via (1) Amici di Emanuele Severino

Rovesciare gli idoli – così io chiamo gli ideali – ecco il mio compito, di F. Nietzsche – Ecce Homo

“Poiché prevedo che fra breve dovrò presentarmi all’umanità col più grave problema che le sia mai stato posto, mi pare indispensabile dire chi sono. […] Io non sono affatto un orco, un mostro di immoralità: sono il contrario di quella specie d’uomo che finora è stata onorata come virtuosa.[…] Sono un discepolo del filosofo Dioniso, preferirei essere un satiro piuttosto che un santo. […]

L’ultima cosa che io mi sognerei di promettere sarebbe di migliorare l’umanità. Io non innalzo nuovi idoli; gli antichi forse potrebbero imparare da me che cosa significhi avere i piedi d’argilla.

Rovesciare gli idoli – così io chiamo gli ideali – ecco il mio compito. […] Chi sa respirare l’aria che circola nei miei scritti, sa che è l’aria delle grandi altezze, che è un’aria fine. […] La filosofia nel senso in cui finora l’ho interpretata e vissuta io, è libera vita tra i ghiacci, in alta montagna, è la ricerca di tutto ciò che vi è di strano e di enigmatico nell’esistenza, di tutto ciò che finora era inibito dalla morale.”💕
F. Nietzsche – Ecce Homo

LETTURE/ Oltrepassare la “cosa”: la sconfitta poetica di Nietzsche

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https://www.ilsussidiario.net/…/letture-oltrepassa…/1908707/ILSUSSIDIARIO.NET

LETTURE/ Oltrepassare la “cosa”: la sconfitta poetica di Nietzsche

Feltrinelli ha raccolto in volume tutti i testi poetici di Nietzsche. Si avvalse della “finzione” per non essere limitato dal logos, ma fu sconfitto

Il 1900 è l’anno della morte di Nietzsche, testo di Vasco Ursini

Vasco Ursini ha aggiornato il suo stato.12 settembre 2016

Il 1900 è l’anno della morte di Nietzsche, filosofo destinato a scuotere il pensiero di un’intera epoca.

Sigmund Freud nello stesso anno pubblica “L’interpretazione dei sogni”, testo che segna, con le sue rivoluzionarie tesi, l’inizio della psicoanalisi.

Il concetto più innovativo di Freud è l’inconscio. Tale concetto influenzerà il pensiero filosofico successivo e, più in generale, tutte le forme della cultura mondiale. La scoperta dell’inconscio induce gli uomini a comprendere di non essere più “padroni in casa propria”, a scoprire che la loro esistenza non si decide all’interno della coscienza e della volontà, ma si articola ad un livello sotterraneo sul quale essi non hanno totale controllo

Giuseppina Catone, Vattimo e Severino sulle tracce del nichilismo nietzscheano, tesi, 282 pagine

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https://www.tesisenred.net/bitstream/handle/10803/399923/GIUSEPPINA%20CATONE_TESI.pdf?sequence=1&isAllowed=y&fbclid=IwAR1G_cDsbo48os2aLNGky7oph-lp4_2Bwy5Npe2TVkNnOdr3BjtAnXk7XZ0