GIANFRANCO CORDI’, AL DI LA’ DEL BENE E DEL MALE. Riflessione su Friedrich Nietzsche e sull’espansione dell’universo, febbraio 2018

Antologia del TEMPO che resta

AL DI LA’ DEL BENE E DEL MALE

Riflessione su Friedrich Nietzsche e sull’espansione dell’universo

 

L’Universo si sta espandendo. Esso diventa ogni momento più grande. Questa era stata la domanda che un Woody Allen bambino si poneva in un film di qualche anno fa. La domanda era quello di un bambino che veniva portato dallo psichiatra perché era depresso. Perché sei depresso, piccolo? Chiedeva lo psichiatra. E Woody Allen bambino rispondeva: perché l’universo si sta espandendo e quindi noi moriremo tutti.

Tecnicamente che cosa vuol dire che l’universo si sta espandendo? Hubble ci ha insegnato che le galassie si stanno allontanando l’una dall’altra. Ma questo cosa cambia dal punto di vista della nostra vita? Questo fatto vuole semplicemente dire che viviamo in un Pianeta che si sta espandendo – insieme a tutto l’Universo.

L’Universo è tutto: io mi sto espandendo, questa sedia si sta espandendo, la Terra si sta…

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GIANFRANCO CORDI’ (docente di storia e filosofia), L’IMPERFETTIBILE. Ovvero: come salvarsi la vita!, novembre 2018

Antologia del TEMPO che resta

«Il capitano Achab non torna più dal viaggio contro l’impossibile» canta Roberto Vecchioni in Canzone per Sergio contenuta nell’album Samarcanda (Philips, 1977). Mentre Attilio Meliadò, filosofo di Reggio Calabria, ha pubblicato nel 2001 un libro dal titolo Comunità dell’irreparabile. Saggio di metapolitica del Terzo (Franco Angeli). Dal canto suo Maurizio Ferraris nel Manifesto del Nuovo Realismo (Laterza, 2012) introduce il concetto dell’inemendabile: ciò che non può essere cancellato. Per Jacques Derrida (nel libro Marx & sons. Politica, spettralità, decostruzione, Mimesis, 2002) la giustizia rappresenta l’indecostruibile. L’impossibile ovvero ciòche non può essere possibile, l’irreparabile, ciò che non può essere aggiustato, l’inemendabile, ovvero ciò che non può essere emendato e l’indecostruibile, ovvero ciò che non può essere decostruito sono tutte figure di un unico elemento (del discorso filosofico): l’imperfettibile. Ovvero: ciò che non può essere ulteriormente reso perfetto. Se la perfezione è…

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Gianfranco Cordì analizza DIKE di Emanuele Severino, da TELLUS folio, 2015

Antologia del TEMPO che resta

parte finale:

il frammento di Anassimandro si trova «al culmine» di questa «coscienza»: esso mostra la necessità che díkesia la morte che riconduce all’ápeiron. Ma il destino è necessario: è necessario che ogni essente sia sé stesso e null’altro di differente da sé stesso. Díke rimette a posto questa necessità sanando il contrasto del diventar altro (in cui sono caduti gli essenti a causa della separazione): ogni cosa adesso è quello che è, le cose sono quello che sono, gli essenti sono eterni e quindi identici a sé stessi e privi di ogni contraddizione in quanto uniti da quella «e» che li congiunge e li fa stare insieme pur essendo contrari. «L’Occidente pensa, nel frammento di Anassimandro, il tratto decisivo a cui resterà poi sempre fedele, che cioè il dolore … è prodotto dalla “realtà” del diventar altro, la quale è a sua volta prodotta…

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