Emanuele Severino. La filosofia di Leopardi. La distruzione della tradizione occidentale – video lezione in Rai Cultura/storia della filosofia

Emanuele Severino spiega la rilevanza filosofica della poetica leopardiana. Mentre Platone era convinto che "i poeti mentono molto", e ciò costituiva per lui motivo per scacciarli dalla città, Leopardi, pur nutrendo la stessa convinzione, è persuaso che non ci può essere vita senza poesia. La poesia è l'erede della festa arcaica, cioè del momento in cui l'uomo … Leggi tutto Emanuele Severino. La filosofia di Leopardi. La distruzione della tradizione occidentale – video lezione in Rai Cultura/storia della filosofia

Il canto di Leopardi rivolgendosi alla ginestra, cioè a se stesso, dice …

Vasco Ursini‎ a Amici di Emanuele Severino 5 luglio 2018 ·  Il canto di Leopardi rivolgendosi alla ginestra, cioè a se stesso, dice: [...] e quasi i danni altrui commiserando, al cielo di dolcissimo odor mandi un profumo, che il deserto consola.

Vasco Ursini: State calmi. Ce ne vuole di pensiero per superare, negandolo, quello di Giacomo Leopardi

Vasco Ursini State calmi. Ce ne vuole di pensiero per superare, negandolo, quello di Giacomo Leopardi Che io sappia, un solo filosofo ha provato e continua a provare di negare il nichilismo leopardiano e, più in generale, ogni forma di nichilismo. Con quali esiti? Il tentativo di negare il nichilismo leopardiano è un atto eroico, … Leggi tutto Vasco Ursini: State calmi. Ce ne vuole di pensiero per superare, negandolo, quello di Giacomo Leopardi

Per Leopardi la “cosa che non è cosa” vuol dire: che le cose esistenti sono nulla, perché vengono dal nulla e sono destinate a tornare nel nulla. Dunque …. vai al testo di Vasco Ursini

Vasco Ursini 27 giugno 2018 Per Leopardi la "cosa che non è cosa" vuol dire: che le cose esistenti sono nulla, perché vengono dal nulla e sono destinate a tornare nel nulla. Dunque anche le cose esistenti sono nulla, proprio perché sono destinate a tornare nel nulla da cui provengono. Ecco dunque spiegata la frase … Leggi tutto Per Leopardi la “cosa che non è cosa” vuol dire: che le cose esistenti sono nulla, perché vengono dal nulla e sono destinate a tornare nel nulla. Dunque …. vai al testo di Vasco Ursini

Per Leopardi, la verità – “l’arido vero” – è l’annientamento e l’annientabilità di ogni cosa …

Per Leopardi, la verità - "l'arido vero" - è l'annientamento e l'annientabilità di ogni cosa. La verità non è il rimedio ma, all'opposto, la radice dell'angoscia. Per chi, alla fine dell'età della tecnica, ardisce sollevare "gli occhi mortali" incontro alla verità - per il "genio" - l'unica possibile forma di rimedio è l'unione della verità … Leggi tutto Per Leopardi, la verità – “l’arido vero” – è l’annientamento e l’annientabilità di ogni cosa …

Giacomo Leopardi – Il pensiero filosofico e poetico del recanatese nelle letture della nuova ontologia estetica e di Emanuele Severino – a cura di Giorgio Linguaglossa

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

Congresso di Vienna

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Giacomo Leopardi nella lettura della «nuova ontologia estetica»

Non c’è dubbio che il pensiero e la poesia di Leopardi siano usciti fuori dell’orizzonte di lettura delle ultime quattro decadi della cultura poetica italiana. La poesia italiana si è mostrata reticente e restia ad affrontare l’eredità poetica del recanatese e a ricollegarla alla sua filosofia critica; il recanatese è così diventato un grande estraneo, uno scomodo e ingombrante poeta pensatore, ad avviso di Severino il più grande pensatore degli ultimi due secoli. Addirittura, di recente una poetessa alla moda lo ha inserito tra i poeti «minori».
La «nuova ontologia estetica» ritiene invece che occorre al più presto rimettere Leopardi nel posto che gli spetta, come il primo e più grande poeta pensatore europeo che pensa la crisi come ente dileguantesi nel nulla, l’unico ente dotato di autocoscienza. La nuova poesia europea dunque parte da Leopardi…

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Casa Leopardi apre al pubblico da lunedì 15 aprile 2019 l’installazione multimediale “Io nel pensier mi fingo”, un favoloso viaggio negli spazi fisici e mentali del poeta. In ilcittadinodirecanati.it

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Il giardino della sofferenza nello “Zibaldone” di Giacomo Leopardi – dal sito WeSchool

In questi due passi del 1826 tratti dallo Zibaldone viene presentata la visione negativa della realtà del poeta: tutto è male, perché il principio del male alberga in tutte le cose; e tutti sono destinati alla sofferenza. Questo concetto viene espresso attraverso una metaforica descrizione di un giardino, detto del "dolore" (o della "sofferenza", concetti assi vicini tra loro … Leggi tutto Il giardino della sofferenza nello “Zibaldone” di Giacomo Leopardi – dal sito WeSchool

Zibaldone di Giacomo Leopardi – scheda in Wikipedia

Lo Zibaldone, o col titolo completo Zibaldone di pensieri, è un diario personale che raccoglie una grande quantità di appunti scritti tra il mese di luglio/agosto 1817 e dicembre 1832 da Giacomo Leopardi, per un totale di 4526 pagine vai alla intera scheda Zibaldone - Wikipedia

LA FILOSOFIA DI LEOPARDI È LA FILOSOFIA DELL’OCCIDENTE, da Emanuele Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24

"Se la civiltà occidentale vuol essere coerente alla propria essenza, deve riconoscere che la propria filosofia è la filosofia di Leopardi. L'autentica filosofia dell'Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi. [...] Raramente il pensiero occidentale si porta ad una trasparenza eguagliabile a quella che si … Leggi tutto LA FILOSOFIA DI LEOPARDI È LA FILOSOFIA DELL’OCCIDENTE, da Emanuele Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24

GIACOMO LEOPARDI, LA GINESTRA (1836). Lettura di Carmelo Bene e un commento (purtroppo breve e troppo spezzettato) di Emanuele Severino (2010)

ANTOLOGIA del TEMPO che resta

Carmelo Bene recita LA GINESTRA: 
Καὶ ἠγάπησαν οἱ ἄνθρωποι μᾶλλον τὸ σκότος ἢ τὸ φῶς
E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.
Giovanni,  III, 19

Qui su l’arida schiena
del formidabil monte
sterminator Vesevo,
la qual null’altro allegra arbor nè fiore,
tuoi cespi solitari intorno spargi,
odorata ginestra,
contenta dei deserti. Anco ti vidi
de’ tuoi steli abbellir l’erme contrade
che cingon la cittade
la qual fu donna de’ mortali un tempo,
e del perduto impero
par che col grave e taciturno aspetto
faccian fede e ricordo al passeggero.
Or ti riveggo in questo suol, di tristi
lochi e dal mondo abbandonati amante,
e d’afflitte fortune ognor compagna.
Questi campi cosparsi
di ceneri infeconde, e ricoperti
dell’impietrata lava,
che sotto i passi al peregrin risona;
dove s’annida e si contorce al sole
la serpe, e dove al noto
cavernoso covil torna il coniglio;
fur liete ville e…

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Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia? citazioni di Emanuele Severino proposte da Vasco Ursini

  Negli iniziali "pensieri" dello 'Zibaldone' poesia e filosofia sono due cose essenzialmente diverse. "La filosofia è la visone della verità, cioè della nullità delle cose; la poesia è l'illusione che volta le spalle alla verità e unisce l'uomo all'"infinito". Ma successivamente Leopardi capisce che, nell'età della scienza e della tecnica, all'uomo non è più consentita alcuna illusione in relazione al nulla che … Leggi tutto Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia? citazioni di Emanuele Severino proposte da Vasco Ursini

Recanati celebra il bicentenario dell’Infinito di Leopardi, in 16 dicembre 2018, in www.finestresullarte.info

Un flusso continuo di eventi ed appuntamenti imperdibili e l’esposizione straordinaria a Villa Colloredo Mels del manoscritto vissano de L’Infinito a 200 anni dalla sua composizione. Così Recanati si prepara a celebrare il bicentenario dalla stesura di uno dei più celebri componimenti della storia della poesia firmato da Giacomo Leopardi. Infinito Leopardi è un progetto promosso dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario de L’Infinito di Giacomo … Leggi tutto Recanati celebra il bicentenario dell’Infinito di Leopardi, in 16 dicembre 2018, in www.finestresullarte.info

“Infinito Leopardi”: celebrazioni di un anno a Recanati , dicembre 2018

Poesia e arte insieme per le celebrazioni del bicentenario dalla stesura deL’Infinito: un evento lungo un anno tra mostre, spettacoli, conferenze, pubblicazioni, anche rivolte alle nuove generazioni, per sollecitare la necessità di tornare al “pensiero leopardiano”.Il cuore del progetto è rappresentato dall’esposizione straordinaria a VillaColloredo Mels del manoscritto vissano del celebre componimento. Un flusso continuo … Leggi tutto “Infinito Leopardi”: celebrazioni di un anno a Recanati , dicembre 2018

La filosofia di Leopardi – video lezione di Emanuele Severino in Rai Letteratura

Emanuele Severino spiega la rilevanza filosofica della poetica leopardiana: "Leopardi può ben considerarsi uno dei maggiori pensatori della filosofia contemporanea. Ha infatti posto anticipatamente le basi di quella distruzione della tradizione occidentale che sarà poi continuata e sviluppata - ma non resa più radicale - da Nietzsche, Wittgenstein ed Heidegger". vai a http://www.letteratura.rai.it/embed/la-filosofia-di-leopardi/25808/default.aspx

Perché nasce la filosofia? Lo spiega Emanuele Severino parlando di Leopardi, video da Sapiens Sapiens, 10 settembre 2018

Sapiens Sapiens Pubblicato il 10 set 2018 Da dove nasce la filosofia? Quali sono le radici del bisogno di filosofare? Perché ad un certo punto i miti non bastano più? A queste domande risponde Emanuele Severino, uno dei massimi filosofi di sempre https://youtu.be/AjZhciKvt7s

Quando il Novecento riscoprì la filosofia di Giacomo Leopardi, da L’Avvenire, 9 settembre 2018

.... A proposito del pensiero di Leopardi, l’editore Nino Aragno ha appena pubblicato due eccellenti, appassionanti e lucidissimi volumetti a cura di Raoul Bruni, docente di letteratura italiana all’Università Cardinale Stefan Wyszynski di Varsavia: gli autori sono entrambi filosofi italiani della prima metà del Novecento, Giuseppe Rensi (1871-1941) e Adriano Tilgher(18871941). L’interesse di queste pubblicazioni è duplice. Riguarda Leopardi filosofo, … Leggi tutto Quando il Novecento riscoprì la filosofia di Giacomo Leopardi, da L’Avvenire, 9 settembre 2018

Leopardi come pensatore del nulla – dell’opacità e dell’inconsistenza della realtà imprigionata nell’eterna gabbia del nascere e del morire – va ben oltre la filosofia di Schopenhauer: anticipando il nichilismo di Nietzsche, apre la strada dell’intera filosofia del nostro tempo. Retro di copertina del libro: E. Severino, Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, Bur, Milano 2005

Vasco Ursini Leopardi come pensatore del nulla - dell'opacità e dell'inconsistenza della realtà imprigionata nell'eterna gabbia del nascere e del morire - va ben oltre la filosofia di Schopenhauer: anticipando il nichilismo di Nietzsche, apre la strada dell'intera filosofia del nostro tempo. Leopardi vede il futuro essenziale dell'Occidente: l'approssimarsi del paradiso della civiltà della tecnica e l'inevitabilità del suo fallimento. Per Leopardi la poesia rappresenta l'ultima illusione di salvezza offerta … Leggi tutto Leopardi come pensatore del nulla – dell’opacità e dell’inconsistenza della realtà imprigionata nell’eterna gabbia del nascere e del morire – va ben oltre la filosofia di Schopenhauer: anticipando il nichilismo di Nietzsche, apre la strada dell’intera filosofia del nostro tempo. Retro di copertina del libro: E. Severino, Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, Bur, Milano 2005

“La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l’accusano; ma di sua natura esclude la misantropia” … , Giacomo LEOPARDI, Zibaldone

La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l'accusano; ma di sua natura esclude la misantropia, di sua natura tende a sanare, a spegnere quel mal umore, quell'odio, non sistematico, ma pur vero odio, che tanti e tanti, i quali non sono … Leggi tutto “La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l’accusano; ma di sua natura esclude la misantropia” … , Giacomo LEOPARDI, Zibaldone

Le opere di genio, Giacomo Leopardi, Zibaldone, 259-261

  Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della via, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia a un'anima grande, che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia [ ... … Leggi tutto Le opere di genio, Giacomo Leopardi, Zibaldone, 259-261

Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia?tratto dal gruppo Amici di Emanuele Severino

Vasco Ursini 9 settembre 2017   Negli iniziali "pensieri" dello 'Zibaldone' poesia e filosofia sono due cose essenzialmente diverse. "La filosofia è la visone della verità, cioè della nullità delle cose; la poesia è l'illusione che volta le spalle alla verità e unisce l'uomo all'"infinito". Ma successivamente Leopardi capisce che, nell'età della scienza e della … Leggi tutto Entro la dimensione nichilistica dell’Occidente non si può non essere “leopardiani”. Ma qual’è in Leopardi la forma del rapporto tra filosofia e poesia?tratto dal gruppo Amici di Emanuele Severino