Leopardi, lo scienziato che vide l’infinito – ilGiornale.it

Leopardi, lo scienziato che vide l’infinito 13 Luglio 2021 – 06:00 Pubblicati due testi giovanili che svelano quanto la storia naturale influì nella formazione del poeta Massimiliano Parente

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O graziosa luna, io mi rammento …, Giacomo Leopardi, ALLA LUNA, recitata da Carmelo Bene

Antologia del TEMPO che resta

  • Carmelo Bene Leopardi Alla luna: 

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, né cangia stile,
0 mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l’affanno duri!

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Vasco Ursini, State calmi. Ce ne vuole di pensiero per superare, negandolo, quello di Giacomo Leopardi …

State calmi. Ce ne vuole di pensiero per superare, negandolo, quello di Giacomo Leopardi

Che io sappia, un solo filosofo ha provato e continua a provare di negare il nichilismo leopardiano e, più in generale, ogni forma di nichilismo. Con quali esiti? Il tentativo di negare il nichilismo leopardiano è un atto eroico, i cui esiti attendono ancora di essere validati da ulteriori approfondite riflessioni.

Non è assolutamente semplice andare oltre il pensiero leopardiano, che interpreta il dilagante nichilismo come nessun altro filosofo di ieri e di oggi riesce a fare. Il discorso si fa sempre più arduo.

Ciò che conta è continuare a tenerlo in vita, continuando a riflettere, dando fondamento rigoroso a tutto quanto si continua a aggiungere a quel discorso

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Leopardi sulla verità, di Vasco Ursini

Per Leopardi, la verità – l’ “arido vero” – è “l’annientamento e l’annientabilità di ogni cosa”, e quindi “la verità non è il rimedio ma, all’opposto, la radice dell’angoscia”. Per chi, tuttavia, ardisce a sollevare, come fa il “genio”, gli “occhi mortali incontro alla verità, l’unica possibile forma di rimedio è l’unione della verità, ossia della visione del nulla annientante, alla poesia, cioè all’ultima illusione che consente di reggere lo spettacolo terribile della verità

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(2) Amici di Emanuele Severino : https://m.facebook.com/story.php | Facebook

Il 14 giugno 1837 moriva Giacomo Leopardi – Lo vogliamo ricordare con quella che riteniamo la sua più bella poesia: “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” | Elogio alla follia

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Il 14 giugno 1837 moriva Giacomo Leopardi – Lo vogliamo ricordare con quella che riteniamo la sua più bella poesia: “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” | Elogio alla follia

“Leopardi, Gentile, Severino” con gli interventi di: Paolo Barbieri, Luigi Capitano, Massimo Donà e Giulio Goggi, video di ASES – Associazione Studi Severino, 16 aprile 2021

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 www.emanueleseverino.it

Giacomo LEOPARDI, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani, a cura di Vincenzo Guarracino | La Nave di Teseo, 2021

Giacomo LEOPARDI, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani, a cura di Vincenzo Guarracino | La Nave di Teseo, 2021

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Giacomo LEOPARDI, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani, a cura di Vincenzo Guarracino | La Nave di Teseo, 2021 – Antologia del TEMPO che resta

Giacomo Leopardi – Il pensiero filosofico e poetico del recanatese nelle letture della nuova ontologia estetica e di Emanuele Severino – a cura di Giorgio Linguaglossa | in L’Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

Giacomo Leopardi – Il pensiero filosofico e poetico del recanatese nelle letture della nuova ontologia estetica e di Emanuele Severino – a cura di Giorgio Linguaglossa

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Giacomo Leopardi – Il pensiero filosofico e poetico del recanatese nelle letture della nuova ontologia estetica e di Emanuele Severino – a cura di Giorgio Linguaglossa | L’Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

FOLIN Alberto, Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell’infinito, Marsilio editori, 2019. Indice del libro

FOLIN Alberto, Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell’infinito, Marsilio editori, 2019. Indice del libro

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FOLIN Alberto, Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell’infinito, Marsilio editori, 2019. Indice del libro – Antologia del TEMPO che resta

da ALÉTHEIA: In somma, il principio delle cose, e di Dio stesso, è il nulla, Giacomo Leopardi, Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura (Zibaldone di pensieri), 1341-1342

https://www.facebook.com/groups/995555343856790/permalink/3629381257140839

«In somma, il principio delle cose, e di Dio stesso, è il nulla. Giacché nessuna cosa è assolutamente necessaria, cioè non v’è ragione assoluta perch’ella non possa non essere, o non essere in quel tal modo ec. E tutte le cose sono possibili, cioè non v’è ragione assoluta perché una cosa qualunque, non possa essere, o essere in questo o quel modo ec. E non v’è divario alcuno assoluto fra tutte le possibilità, né differenza assoluta fra tutte le bontà e perfezioni possibili… Un primo ed universale principio delle cose, o non esiste, né mai fu, o se esiste o esistè, non lo possiamo in niun modo conoscere, non avendo noi né potendo avere in menomo dato per giudicare delle cose avanti le cose, e conoscerle al di là del puro fatto reale. […] La necessità di essere, o di essere in un tal modo, e di essere indipendentemente da ogni cagione, è perfezione relativa alle nostre opinioni ec. Certo è che distrutte le forme platoniche preesistenti alle cose, è distrutto Iddio».

Giacomo Leopardi, Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura (Zibaldone di pensieri), 1341-1342, Luglio 1821.