“Il tramonto della luna”, l’ultima poesia scritta da Giacomo Leopardi

“Il tramonto della luna”, l’ultima poesia di Giacomo Leopardi “Il tramonto della luna” è l’ultimo componimento che Giacomo Leopardi scrisse nel 1837 poco prima di morirevai a“Il tramonto della luna”, l’ultima poesia scritta da Giacomo Leopardi

Così cantano i morti, all’inizio del “Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie”, G. Leopardi, il “Coro di morti”

Così cantano i morti, all'inizio del "Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie": Sola nel mondo eterna, a cui si volve ogni creata cosa, in te, morte, si posa nostra ignuda natura; lieta no, ma sicura dall'antico dolor. Profonda notte nella confusa mente il pensier grave oscura; alla speme, al desìo, l'arido spirto lena … Leggi tutto Così cantano i morti, all’inizio del “Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie”, G. Leopardi, il “Coro di morti”

L’inconsistenza del mondo. In viaggio attraverso l’illusione, il nulla, la meraviglia – in gazzettafilosofica!

L'inconsistenza del mondo. In viaggio attraverso l'illusione, il nulla, la meraviglia   Giacomo Leopardi e Friedrich Nietzsche nel farci vibrare l'animo e tremare i polsi hanno raggiunto una delle vette di quel percorso radicale della filosofia moderna in cui ancora ci troviamo, sospesi nel multiverso della nostra coscienza, la quale da spazi nichilistici annuncia: “aspettatevi … Leggi tutto L’inconsistenza del mondo. In viaggio attraverso l’illusione, il nulla, la meraviglia – in gazzettafilosofica!

“Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” di Giacomo Leopardi

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna? Sorgi la sera, e vai, contemplando i deserti; indi ti posi. Ancor non sei tu paga di riandare i sempiterni calli? ancor non prendi a schivo, ancora sei vaga di mirar queste valli? Somiglia alla tua vita la vita del pastore. Sorge in sul … Leggi tutto “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” di Giacomo Leopardi

Vasco Ursini: L’immensità dei versi leopardiani

Coro di morti nello studio di Federico Ruysch Sola nel mondo eterna, a cui si volve ogni creata cosa, in te, morte, si posa nostra ignuda natura; lieta no, ma sicura dell'antico dolor. Profonda notte nella confusa mente il pensier grave oscura; alla speme, al desio, l'arido spirto lena mancar si sente: così d'affanno e … Leggi tutto Vasco Ursini: L’immensità dei versi leopardiani

Due verità che gli uomini generalmente non crederanno mai, G. Leopardi, Zibaldone di pensieri, XXV

Due verità che gli uomini generalmente non crederanno mai: l'una di non saper nulla, l'altra di non esser nulla. Aggiungi la terza, che ha molta dipendenza dalla seconda: di non aver nulla a sperare dopo la morte. (G. Leopardi, Zibaldone di pensieri, XXV)

Il più solido piacere di questa vita è il piacer vano delle illusioni, G. Leopardo, Zibaldone di pensieri, I

Il più solido piacere di questa vita è il piacer vano delle illusioni. Io considero le illusioni come cosa in certo modo reale stante ch'elle sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana, e date dalla natura a tutti quanti gli uomini, in maniera che non è lecito spregiarle come sogni di uno solo, ma … Leggi tutto Il più solido piacere di questa vita è il piacer vano delle illusioni, G. Leopardo, Zibaldone di pensieri, I

G. Leopardi, nonostante “l’infinita vanità del tutto”, la notte, si porta alle falde del Vesuvio e sedendo sul “flutto indurato” della lava si volge alle stelle, , La ginestra, vv. 158-166

G. Leopardi, nonostante "l'infinita vanità del tutto", la notte, si porta alle falde del Vesuvio e sedendo sul "flutto indurato" della lava si volge alle stelle: Sovente in queste rive, che, desolate, a bruno veste il flutto indurato, e par che ondeggi, seggo la notte; e su la mesta landa in purissimo azzurro veggo dall'alto … Leggi tutto G. Leopardi, nonostante “l’infinita vanità del tutto”, la notte, si porta alle falde del Vesuvio e sedendo sul “flutto indurato” della lava si volge alle stelle, , La ginestra, vv. 158-166

Che fummo? (G. Leopardi, Il “Coro dei morti”)

Che fummo? Che fu quel punto acerbo che di vita ebbe nome? Cosa arcana e stupenda oggi è la vita al pensier nostro, e tale qual de' vivi al pensiero l'ignota morte appar. Come da morte vivendo rifuggìa, così rifugge dalla fiamma vitale nostra ignuda natura; lieta no ma sicura, però ch'esser beato nega ai … Leggi tutto Che fummo? (G. Leopardi, Il “Coro dei morti”)

Leopardi, lo scienziato che vide l’infinito – ilGiornale.it

Leopardi, lo scienziato che vide l'infinito 13 Luglio 2021 - 06:00 Pubblicati due testi giovanili che svelano quanto la storia naturale influì nella formazione del poeta Massimiliano Parente vai a Leopardi, lo scienziato che vide l'infinito - ilGiornale.it

O graziosa luna, io mi rammento …, Giacomo Leopardi, ALLA LUNA, recitata da Carmelo Bene

Antologia del TEMPO che resta

  • Carmelo Bene Leopardi Alla luna: 

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, né cangia stile,
0 mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l’affanno duri!

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Vasco Ursini, State calmi. Ce ne vuole di pensiero per superare, negandolo, quello di Giacomo Leopardi …

State calmi. Ce ne vuole di pensiero per superare, negandolo, quello di Giacomo Leopardi Che io sappia, un solo filosofo ha provato e continua a provare di negare il nichilismo leopardiano e, più in generale, ogni forma di nichilismo. Con quali esiti? Il tentativo di negare il nichilismo leopardiano è un atto eroico, i cui … Leggi tutto Vasco Ursini, State calmi. Ce ne vuole di pensiero per superare, negandolo, quello di Giacomo Leopardi …

Leopardi sulla verità, di Vasco Ursini

Per Leopardi, la verità - l' "arido vero" - è "l'annientamento e l'annientabilità di ogni cosa", e quindi "la verità non è il rimedio ma, all'opposto, la radice dell'angoscia". Per chi, tuttavia, ardisce a sollevare, come fa il "genio", gli "occhi mortali incontro alla verità, l'unica possibile forma di rimedio è l'unione della verità, ossia … Leggi tutto Leopardi sulla verità, di Vasco Ursini

Il 14 giugno 1837 moriva Giacomo Leopardi – Lo vogliamo ricordare con quella che riteniamo la sua più bella poesia: “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” | Elogio alla follia

VAI AIl 14 giugno 1837 moriva Giacomo Leopardi - Lo vogliamo ricordare con quella che riteniamo la sua più bella poesia: “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” | Elogio alla follia