Mentre la cultura contemporanea ritiene che Dio sia qualcosa di eccessivo …, E. Severino, Pensieri sul cristianesimo, Rizzoli, Milano 1995, p. 253

Mentre la cultura contemporanea ritiene che Dio sia qualcosa di eccessivo, un'iperbole che la realtà non può contenere, si tratta invece di comprendere che Dio è "troppo poco", e cioè è esso stesso l'immagine prodotta da un pensiero tragicamente modesto, arrendevole e disperato di fronte al nulla da cui Dio trae e in cui respinge … Leggi tutto Mentre la cultura contemporanea ritiene che Dio sia qualcosa di eccessivo …, E. Severino, Pensieri sul cristianesimo, Rizzoli, Milano 1995, p. 253

Ma chi siamo veramente noi ?, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, pp. 83-84

Emanuele Severino ci pone la seguente questione: "noi" siamo autenticamente noi stessi - ossia in noi l'esser sé appare nel suo puro esser sé, per ciò che esso è, dunque nel suo non essere avvolto dalla contraddizione - in quanto noi siamo il luogo originario della contraddizione, oppure noi siamo autenticamente, veramente noi stessi là … Leggi tutto Ma chi siamo veramente noi ?, Emanuele Severino, Oltre l’uomo e oltre Dio, pp. 83-84

Le due forme di nichilismo, in E. Severino, Educare al pensiero, Editrice La Scuola, Brescia 2012, p. 74

L'Occidente è il susseguirsi di due forme di nichilismo. Sono il nichilismo in cui consiste l'epistéme della "verità" e il nichilismo come distruzione dell'epistéme. Due sensi del nichilismo. Il nichilismo che sulla base della presunta evidenza del divenire costruisce la dimensione degli dèi, degl Immutabili, o del Dio; e il nichilismo che sulla stessa base … Leggi tutto Le due forme di nichilismo, in E. Severino, Educare al pensiero, Editrice La Scuola, Brescia 2012, p. 74

La volontà è violenza, in E. Severino, Oltre il linguaggio, Adelphi, Milano 1992, p. 26 e p. 33

Se la violenza è la volontà che vuole l'impossibile, e se la volontà è essenzialmente un volere che qualcosa diventi altro da sé, allora - poiché il divenire altro da sé è qualcosa di impossibile (giacché l'impossibile è innanzitutto l'essere altro da sé) - la volontà è, 'in quanto tale', il volere l'impossibile, e cioè … Leggi tutto La volontà è violenza, in E. Severino, Oltre il linguaggio, Adelphi, Milano 1992, p. 26 e p. 33

L’apparire del sopraggiungente, Emanuele Severino, Dike, pag.142, ” Tutto insieme “

Il sopraggiungente può apparire solo se il "prima" su cui il sopraggiungente sopraggiunge continua ad apparire quando sopraggiunge il "poi" (altrimenti il "poi" non potrebbe apparire come un "poi"). Ciò significa che il " prima" appare insieme al "poi". E la struttura originaria è, in modo formale, l'apparire della totalità del " prima" e del … Leggi tutto L’apparire del sopraggiungente, Emanuele Severino, Dike, pag.142, ” Tutto insieme “

Per affermare che l’essere è non c’è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione”: ciò significa … citazioni da E. Severino, “La struttura originaria”, cap.2

<<"Per affermare che l'essere è non c'è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione": ciò significa : "Che l'essere sia è per sé noto". Per sé noto: cioè noto non per altro. Se ciò per cui l'essere è noto è lo stesso essere che è noto, che l'essere sia è immediatamente noto o presente. … Leggi tutto Per affermare che l’essere è non c’è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione”: ciò significa … citazioni da E. Severino, “La struttura originaria”, cap.2

Le due anime che sono nel nostro petto, (E. Severino, Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 210-211).

Avevo promesso che avrei mostrato come Emanuele Severino "governa" le due anime che sono ovviamente anche nel suo petto. Ecco come le "governa" (Vasco Ursini): Anche se "io" sono una volontà di testimoniare il destino, io credo 'di più e più spesso' nelle cose in cui comunemente si crede che non nel "destino della verità" … Leggi tutto Le due anime che sono nel nostro petto, (E. Severino, Intorno al senso del nulla, Adelphi, Milano 2013, pp. 210-211).

Postmoderno e violenza, Emanuele Severino, Téchne. “Le radici della violenza” (1979)

« Larghi strati della nostra cultura si trovano ancora nella situazione patetica di voler dar vita, insieme, a una raffinata coscienza critica del carattere problematico di ogni sapere umano, e a una condanna morale del nazismo – o dello sfruttamento capitalistico, o della dittatura sovietica […]. Ma chi non preferisce il modo di vivere delle … Leggi tutto Postmoderno e violenza, Emanuele Severino, Téchne. “Le radici della violenza” (1979)

I due inconsci dell’Occidente: il nichilismo e la Gioia, (E. Severino, Gli abitatori del tempo, p. 7)

Ho molto spesso parlato di questi due inconsci che poi sono le "due anime che abitano nel nostro petto": l'inconscio, più superficiale, del nichilismo e quello, molto più profondo, del destino della verità. Si può leggere l'Occidente in due modi: appoggiandosi alla fede nell'evidenza originaria del divenire posizionandosi così nel nichilismo o partendo dall'essenza del … Leggi tutto I due inconsci dell’Occidente: il nichilismo e la Gioia, (E. Severino, Gli abitatori del tempo, p. 7)

“Ogni esser “uomo” è un ricordare . E quindi in ogni uomo il suo ricordare è il suo ricordo eterno degli eterni – dove eterni sono, appunto, sia le cose ricordate, sia il ricordante”, in Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia, Rizzoli, 2011, pagine 136/137

La Necessità: Tutto ciò che accade deve accadere, Emanuele Severino, Destino della necessità. Adelphi, Milano 1999, p. 98.

"L'ente che accade [ ... ] e il suo accadimento è un eterno: quindi è necessario che l'ente accada. Nemmeno la sintesi tra l'ente che accade e il suo accadere può non essere (ossia essere niente). Ma affermando che l'ente che entra nell'apparire sarebbe potuto non entrarvi (o che sarebbe potuto apparire l'ente che non … Leggi tutto La Necessità: Tutto ciò che accade deve accadere, Emanuele Severino, Destino della necessità. Adelphi, Milano 1999, p. 98.

Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo ….

Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo, cioè non è qualcosa di cui l'individuo sia l'autore, e che ogni "io" della terra isolata, in quanto non è l'apparire del destino della verità non può capire, non … Leggi tutto Ecco uno dei passi più sconcertanti del pensiero di Emanuele Severino in cui si afferma che la verità incontrovertibile non è il prodotto di un individuo ….

EMANUELE SEVERINO SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44

Si richiami - non più che un cenno, che però va forse incontro allo spirito delle domande di de Giovanni - che nella terra isolata la volontà 'crede' di avere la potenza di trarre gli essenti dal loro non essere e di risospingerveli, ossia 'crede' anche, in certi casi, di ottenerlo. E' soltanto un credere, … Leggi tutto EMANUELE SEVERINO SULLA POTENZA DELLA VOLONTA’, da: Emanuele Severino, Sul divenire – Dialogo con Biagio de Giovanni, Mucchi editore, Modena 2014, pp.43-44

Emanuele Severino, “… quando la vicenda terrena dell’uomo sarà giunta al proprio compimento, sarà necessario che ognuno faccia esperienza di tutte le esperienze altrui …”, in IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI di Emanuele Severino, Rizzoli, 2011, pag 11

Antologia del TEMPO che resta

… Poi, quando la vicenda terrena dell’uomo sarà giunta al proprio compimento, sarà necessario che ognuno faccia esperienza di tutte le esperienze altrui e che in ognuno appaia la Gioia infinita che ognuno è nel profondo. Essa oltrepassa ogni dolore sperimentato dall’uomo …

da IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI di Emanuele Severino, Rizzoli, 2011, pag 11

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Vasco Ursini: Il grande sogno Ascoltiamo Emanuele Severino in questo suo sguardo sull’uomo. Potremo, tra l’altro, constatare come il suo linguaggio si fa, a tratti, profondamente poetico

"Al centro di ciò che non può essere in alcun modo negato sta l'impossibilità che un qualsiasi essente (cose, eventi, stati della coscienza o della natura o di altro ancora) sia stato nulla e torni ad esserlo. Questa impossibilità è la necessità che ogni essente - dal più umbratile e irrilevante al più grande e … Leggi tutto Vasco Ursini: Il grande sogno Ascoltiamo Emanuele Severino in questo suo sguardo sull’uomo. Potremo, tra l’altro, constatare come il suo linguaggio si fa, a tratti, profondamente poetico

Considerazioni sulla differenza ontologica in Bontadini e Severino

BONTADINI «Nella concezione creazionistica – espressa nella formula: l’Immobile crea il mobile, “l’Ente crea l’esistente!” – la realtà del creato, ossia del diveniente, è tutta insidente, secondo il rapporto stesso di creazione, nell’atto creatore, tutta compresa in esso. Si deve pensare, cioè, che il creato non è nulla fuori dall’atto creatore, non sussiste indipendentemente da … Leggi tutto Considerazioni sulla differenza ontologica in Bontadini e Severino

UNA SCHEMATICA SINTESI DELLA POSIZIONE SEVERINIANA INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’ , E. Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS philosophica, Sesto Fiorentino 2009, pp. 21-22

1) l'opposizione, certo radicale, tra concezione tradizionale e concezione attuale della verità è sottesa da un 'comune' e decisivo tratto di fondo. 2)Esso è portato alla luce dal pensiero filosofico, ma è l'ambito in cui cresce non solo la cultura, ma l'intera civiltà dell'Occidente e ormai del Pianeta. 3) Tale tratto è, da un lato, … Leggi tutto UNA SCHEMATICA SINTESI DELLA POSIZIONE SEVERINIANA INTORNO AL SENSO DELLA VERITA’ , E. Severino, Discussioni intorno al senso della verità, Edizioni ETS philosophica, Sesto Fiorentino 2009, pp. 21-22

Parmenide e Severino, in La Follia dell’Angelo, Rizzoli, Milano 1997, pp. 82-83

Ritornare a Parmenide non significa riproporre il passato. Ripensare Parmenide significa piuttosto ritornare al bivio da cui si dipartono il sentiero dell'Occidente e il sentiero non percorso dove la verità non è potenza sul divenire. Nei miei scritti, ritornare a Parmenide significa oltrepassarlo in modo diverso da come è stato oltrepassato nel "parricidio" compiuto da … Leggi tutto Parmenide e Severino, in La Follia dell’Angelo, Rizzoli, Milano 1997, pp. 82-83