Sean Carroll, Dall’eternità a qui. La ricerca della teoria ultima del tempo, Adelphi edizioni, pag. 486, 2011. Indice del libro

Antologia del TEMPO che resta

Indice


    Prologo                                              11

    PARTE PRIMA - IL TEMPO, L'ESPERIENZA E L'UNIVERSO

 1. Il passato è ricordo presente                        19
 2. La mano pesante dell'entropia                        36
 3. L'inizio e la fine del tempo                         54

    PARTE SECONDA - IL TEMPO NELL'UNIVERSO DI EINSTEIN

 4. Il tempo è personale                                 79
 5. Il tempo è flessibile                                95
 6. In tondo nel tempo                                  107

    PARTE TERZA - ENTROPIA E FRECCIA DEL TEMPO

 7. Il tempo a ritroso                                  135
 8. Entropia e disordine                                160
 9. Informazione e vita                                 196
10. Incubi ricorrenti                                   219
11. Il tempo dei quanti                                 244

    PARTE QUARTA - DALLA CUCINA AL MULTIVERSO

12. Buchi neri: i confini del tempo                     275
13. La vita dell'universo                               303
14. Inflazione e multiverso                             332
15. La storia futura                                    357
16. Epilogo                                             385

    Appendice: matematica                               395

    Note                                                401
    Bibliografia                                        447
    Ringraziamenti                                      465
    Indice analitico                                    467

vai a  TecaLibri: Sean Carroll: Dall’eternità a qui.

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Carlo Rovelli, Arrovellarsi sul TEMPO – Rai 3 Radio Scienza

Antologia del TEMPO che resta

Il suo ultimo libro, L’ordine del tempo, continua ad essere tradotto in tutto il mondo. Ma il fisico Carlo Rovelli, visiting researcher al Perimeter Institute for theoretical physics di Waterloo in Canada, non ha smesso di ragionare intorno agli interrogativi sulla natura fisica del tempo, al confine tra scienza e filosofia. Oggi, in una sorta di lezione radiofonica, ci porta con sé alla ricerca di una risposta alla domanda: perché il passato lascia una traccia e il futuro invece no?

vai a

RADIO3 SCIENZA Arrovellarsi sul tempo – Rai Radio 3 – RaiPlay Radio

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Concetto di tempo nel pensiero di Emanuele Severino

Vasco Ursini‎ a Amici di Emanuele Severino
19 aprile alle ore 23:01 ·
Concetto di “tempo” nel pensiero di Emanuele Severino

Per Severino l’errore capitale della metafisica, la sua “follia estrema” consiste nel pensare e vivere le cose come niente. La “non follia” è lo sguardo capace di scorgere ciò che sembra il pensiero più semplice: l”opposizione dell’essere al niente. Tale opposizione è l’eternità di ogni ente, il destino di ogni essente. Dunque l’essente, per Severino, si colloca “al di fuori dell’illusione del tempo”. Infatti scrive: “Rivolgendosi al destino dell’essere, la filosofia futura non è il sopraggiungere di ciò che, ancora, è un niente, ma è l”apparire di ciò che è da sempre e per sempre, il pensiero del destino dell’essere. La filosofia futura è quindi l’apparire di un ‘senso del tempo’ – e quindi del passato, del presente e del futuro – essenzialmente diverso da quello che domina lungo la storia dell’Occidente”.
Severino con ciò riconduce l”antitesi Essere-Nulla, caratteristica della metafisica classica, alla più originaria antitesi Eternità-Tempo affermando come “ogni essente (in ogni sua forma) è ed è impossibile che non sia. “Ogni essente è eterno’. Questo è il destino dell’essente”. Solo l’eterno può divenire nel senso che può svelarsi e nascondersi secondo necessità

via (6) Concetto di tempo nel pensiero di Emanuele Severino – Ricerca di Facebook

mappa cognitiva di Paolo Masiero: Stephen HAWKINS, Breve storia del tempo. Dal Big Bang ai Buchi Neri, in pagina twitter

Antologia del TEMPO che resta

da:

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ANDREOLI VITTORINO, Homo stupidus stupidus. L’agonia di una civiltà, Rizzoli editore, 2018. Indice del libro

Il 2019 è ormai passato. Dunque è morto. È appena apparso il 2020 che, imperterrito, continua a portare in vita, ma solo per poco tempo, un altro giorno dopo che il precedente è morto …. di Luciano Tomagè.

Vasco Ursini

Il 2019 è ormai passato. Dunque è morto. È appena apparso il 2020 che, imperterrito, continua a portare in vita, ma solo per poco tempo, un altro giorno dopo che il precedente è morto. E così accade per un anno. Poi, da capo, ricomincia questo sempre uguale alternarsi degli anni. I mortali assistono più o meno attentamente a questo spettacolo. Alcuni di loro poi hanno l’accortezza di comprendere che ad animare questo spettacolo da protagonisti, prima o poi, saranno loro stessi. Inevitabilmente!

“Eh.. Così va il mondo nella Terra isolata”, ha commentato Luciano Tomagè.

 

in

(1) Amici di Emanuele Severino

Fine d’anno, Jorge Luis Borges (Fervore di Buenos Aires, 1923)

 

Né la minuzia simbolica
di sostituire un tre con un due
né quella metafora inutile
che convoca un attimo che muore e un altro che sorge
né il compimento di un processo astronomico
sconcertano e scavano
l’altopiano di questa notte
e ci obbligano ad attendere
i dodici e irreparabili rintocchi.
La causa vera
è il sospetto generale e confuso
dell’enigma del Tempo;
è lo stupore davanti al miracolo
che malgrado gli infiniti azzardi,
che malgrado siamo
le gocce del fiume di Eraclito,
perduri qualcosa in noi:
immobile.

Jorge Luis Borges (Fervore di Buenos Aires, 1923)

Einstein e Heisenberg, in E. Severino, La potenza dell’errare, Rizzoli, Milano 2013, pp.188-189

 

Si ritiene tuttora che la teoria ‘generale’ della relatività di Einstein e la fisica quantistica di Heisenberg si contrappongono mantenendosi ‘entrambi’ all’interno del senso greco-occidentale dell'”essere” e del “nulla”: per il “determinismo” di Einstein le forme di energia escono dal proprio esser nulla e vi ritornano seguendo un percorso inevitabile (“determinato”) e quindi prevedibile: per Heisenberg tale percorso non è né inevitabile né prevedibile; ma anche per lui le forme di energia escono e rientrano nel proprio nulla. Non è un caso che egli abbia ricondotto il concetto di “onde di probabilità” al concetto aristotelico di ‘dynamis’, “potenza”, cioè alla ‘possibilità’ reale (non alla necessità) che uno stato del mondo sia seguito da un cert’altro stato). Freud ebbe a scrivere, di Einstein, col quale ebbe peraltro rapporti cordiali: “Capisce di psicologia quanto io capisco di fisica”. Eppure si capiscono benissimo sul fondamento ultimo, cioè sulla caducità delle cose del mondo, che oggi è data comunque per scontata.

(E. Severino, La potenza dell’errare, Rizzoli, Milano 2013, pp.188-189)