Umberto Galimberti sul pensiero di Emanuele Severino, da “Il tramonto dell’Occidente”, parte XIII “L’essenza del nichilismo e il senso del tramonto”, pp. 560-561

 

“Il profilo è alto e le obiezioni che nascono dagli “abitatori del tempo” non raggiungono e non contrastano la verità dell’essere indicata da Severino, perché sono figlie della persuasione, sono espressioni che non sporgono dal suo ambito e non la mettono in gioco.

Per questo il pensiero di Severino è soggetto ai più svariati fraintendimenti, perché la lettura avviene perlopiù a livello di contenuti dove solitamente si concentrano le attese, mentre il discorso si muove prima dell’evento contenutistico, là dove la forma ha già in qualche modo giocato in anticipo tutti i contenuti prima del loro accadimento, prima della trama domanda e risposta dove solitamente si concentra la folla. In questa folla incontriamo non tanto e non solo gli uomini della strada, ma gli uomini della religione, gli uomini della politica, gli uomini della scienza, gli uomini della filosofia (…)

Chi come i sostenitori del “pensiero debole”, colloca Severino dalla parte dell’episteme e lo inquadra come ultimo difensore del “pensiero forte” non ha compreso che per Severino l’episteme è il primo tentativo fallimentare di controllare l’ente con un sapere immutabile (…)

Emanuele Severino è senz’altro un filosofo inattuale ma la sua inattualita’ è ben più radicale di quella prevista e inaugurata da Nietzsche (…)

Non si tratta infatti del nichilismo che attende la civiltà occidentale al suo tramonto, ma del nichilismo che la inaugura e la rende possibile (…)

scrive Severino, se “l’alienazione della verità è così profonda che, ormai, le parole dell’alienazione possono suonare identiche alle parole in cui resta testimoniata la verità”, allora è doveroso conoscere fino in fondo il linguaggio dell’alienazione, per non soccombere al suo fascino e rimanerne così catturati.>>

(U. Galimberti, “Il tramonto dell’Occidente”, parte XIII “L’essenza del nichilismo e il senso del tramonto”, pp. 560-561)

La generazione del nichilismo, con Umberto Galimberti, video pubblicato da Festivaletteratura il 9 set 2018

“Al nichilismo passivo della rassegnazione, non sono pochi i giovani che sostituiscono il nichilismo attivo di chi, prendendo le mosse proprio da quel desolante scenario, e non da consolanti speranze o inutili attese, inventa il proprio futuro”. Umberto Galimberti (La parola ai giovani) presta ascolto a dubbi, speranze, idee di una generazione che ha fretta di realizzare i propri sogni a costo di sacrificare i sentimenti e le emozioni

UMBERTO GALIMBERTI, Una voce proveniente dalla “terra isolata”. In: DAVIDE SPANIO (a cura di), Il destino dell’essere. Dialogo con Emanuele Severino, Morcelliana, 2014. Volume sul Convegno: Il destino dell’essere. Dialogo con (e intorno al pensiero di) EMANUELE SEVERINO, Venezia 29-30 maggio 2012. Pagine 199-204

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Cusano Nicoletta (a cura di), La filosofia futura. Libertà, azione, tecnica, Mimesis, 2014. Saggi di: Francesco Berto, Massimiliano Cabella, Adalberto Coltelluccio, Nicoletta Cusano, Umberto Galimberti, Giulio Goggi, Federico Perelda, Emanuele Severino, Francesco Totaro

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