la manipolazione dell’uomo da parte delle tecnologie genetiche non è differente, nella sua essenza, dalla manipolazione in cui consiste ogni forma di educazione e cultura, da  Emanuele Severino, “Il destino della tecnica”, 1998, pp. 35-36, tratto da gruppo FB Amici a cui piace Emanuele Severino

 

Non si comprende che la manipolazione dell’uomo da parte delle tecnologie genetiche non è differente, nella sua essenza, dalla manipolazione in cui consiste ogni forma di educazione e cultura. La coltivazione spirituale dell’uomo può trasformare l’individuo molto più radicalmente di qualsiasi manipolazione genetica; può spingerlo molto più lontano di ciò che la tradizione occidentale considera come la “condizione naturale” dell’uomo. Negando ogni inevitabilità e ogni necessità, il pensiero contemporaneo nega anche l’esistenza di quella forma di inevitabilità che è costituita dalla “natura” dell’uomo; sì che anche la trasformazione più radicale della realtà umana perde quel carattere di violenza che invece essa mantiene quando la si commisura alla “natura” più o meno profondamente trasgredita. Se non c’è pietra di paragone, non c’è trasgressione.

Emanuele Severino, “Il destino della tecnica”, 1998, pp. 35-36

Sorgente: (3) Amici a cui piace Emanuele Severino

Vasco Ursini, Il dilagante nichilismo, dal gruppo Amici a cui piace Emanuele Severino, 14 maggio 2017

Vasco Ursini, Il dilagante nichilismo

Emanuele Severino ci ha spiegato, in tutta la sua corposa e sistematica opera, che noi pensiamo e viviamo le cose come se fossero un niente. “L’Occidente pensa che le cose sono niente: il senso della cosa, che guida la storia dell’Occidente, è la nientità delle cose. L’essenza della civiltà europea è il nichilismo, poiché il senso fondamentale del nichilismo è il rendere niente le cose, la persuasione che l’ente sia niente, ed è l’agire guidato e stabilito da questa persuasione”.
Da Parmenide in poi, ci dice Severino, l’Occidente resta entro l’orizzonte del nichilismo. Nichilistiche sono dunque tutte le civiltà del pianeta, tutti i popoli e le religioni, le istituzioni sociali, le masse e gli individui che restano legati alla fede nel divenire. Tale fede nel divenire perviene, con la tecnica, alla sua forma più alta e alla sua diffusione più ampia. Non solo il pensiero, ma anche l’agire dell’uomo sono guidati dalla convinzione nichilistica che le cose sono niente nel senso che si ritiene che esse provengono dal niente e ritornano nel niente. E dunque possono essere prodotte e distrutte. La tecnica è proprio questo: essa infatti pensa che le cose possono essere prodotte dal niente e distrutte fino a farle ridiventare niente. Mentre nel passato il creare e il distruggere le cose era attribuito a Dio, nell’era contemporanea è la tecnica a svolgere questo compito. E dunque la teologia è la prima forma di tecnica e la tecnica è l’ultima forma di teologia. Alla pagina 197 de ‘La terra e l’essenza dell’uomo’ (Adelphi, Milano 1982) Severino scrive: ” Dio e la tecnica moderna sono le due fondamentali espressioni del nichilismo metafisico“.

Sorgente: Amici a cui piace Emanuele Severino

Emanuele Severino: la tecnica, che si serve di strumenti sempre più potenti e avanzati come ad esempio i computer, è destinata al dominio. Un dominio che, se l’uomo non sarà in grado di compiere le scelte giuste, potrebbe rivelarsi catastrofico- intervista in Tech – quotidiano.net

 

estratti dalla intervista:

“La vita umana incomincia a cambiare radicalmente da quando le grandi forze che oggi si servono della tecnica, capitalismo in testa, capiscono che la tecnica guidata dalla scienza moderna è il mezzo più potente e che quindi va potenziato anche a scapito degli scopi che tali forze si prefiggono di realizzare. L’intelligenza artificiale è un capitolo di questa vicenda”

“«Ancora oggi l’uomo ha bisogno della tecnica. Proprio per questo, e ovviamente mi limito anche qui come nelle altre mie risposte a enunciare le tesi, lo scopo della tecnica, cioè l’aumento indefinito della potenza, è destinato a diventare lo scopo dell’umanità. In questa situazione, la tecnica ha bisogno dell’attività umana, nella misura in cui però è questa attività a diventare il mezzo di cui la tecnica si serve. L’imperativo kantiano di non trattare mai l’uomo soltanto come mezzo perde ogni forza».”

«Le reti telematico-informatiche sono ancora dei mezzi di cui si servono le forze dell’economia capitalistica. Sono soprattutto tali forze a contendersi il cosiddetto cyberspazio. Ma la loro conflittualità, o ‘concorrenza’, le spinge a occupare aree sempre più ampie di tale spazio. Ossia a potenziare sempre di più il controllo di questa forma emergente dell’apparato tecnico. Anche qui: lo scopo di quelle forze è di far conoscere i loro prodotti e imporsi sul mercato, ma questo scopo è destinato a essere sostituito da quell’altro scopo ovvero dall’incremento della potenza del mezzo tecnico che fa conoscere tali forze; e in questa sostituzione il messaggio centrale è appunto la capacità della tecnica di guidare il mondo. Ma, dicevo, la tecnica non ha l’ultima parola…»

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Sorgente: “Le nuove tecnologie come Lucifero”. Il filosofo Severino: siamo a un bivio – Tech – quotidiano.net

Emanuele Severino, Tecnica, padrona delle superpotenze, in Corriere della Sera 16 febbraio 2017

Il dibattito sui limiti dello sviluppo resta nel quadro del capitalismo e non considera il contesto storico-culturale

Due interpretazioni del mondo si sono contrapposte negli ultimi decenni. Una sostiene che la produzione industriale sta distruggendo la Terra e che procedendo di questo passo la catastrofe non è lontana; l’altra lo nega in base alla convinzione che le energie alternative saranno in grado di sventare questa minaccia. La prima rivendica il carattere scientifico della propria diagnosi; l’altra lo nega. D’altra parte l’atto di nascita della prima è il celebre rapporto I limiti dello sviluppo (1972), commissionato dal Club di Roma al Massachusetts Institute of Technology (Mit), ossia a uno dei maggiori centri di ricerca tecno-scientifica. (Gli autori ebbero in seguito a rivedere i loro risultati, ma la sostanza del rapporto è rimasta la stessa. Lo si è constatato nei successivi aggiornamenti. Tra gli ultimi, 2052: scenari globali per i prossimi quarant’anni, 2013, e il nuovo rapporto 2013 Il pianeta saccheggiato di Ugo Bardi). Queste due contrapposte interpretazioni hanno tuttavia in comune alcuni tratti di grande rilievo. Ne indico due.

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Sorgente: Corriere della Sera

Emanuele Severino, L’attualità di Parmenide, l’illusione del divenire, gli orizzonti della scienza moderna – intervista di Gianluca Barbera in IlGiornale.it, 15.3.2017

L’attualità di Parmenide, l’illusione del divenire, gli orizzonti della scienza moderna: il filosofo spiega i fondamenti del suo pensiero e come le convinzioni false che dominano la storia siano alla base della crisi di oggi

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Sorgente: “Tecnica e follia Vi racconto l’eterno tramonto dell’Occidente” – IlGiornale.it

Emanuele Severino, Oltre i miti. Darwin Einstein Freud. Che errori grandiosi – Corriere della Sera 24 maggio 2010

Davanti alla filosofia molti scienziati alzano le spalle. Dato il modo in cui essa, per lo più, è loro presente, hanno ragione. Soprattutto se non sa essere altro che una riflessione sui risultati della scienza o ha la pretesa di insegnarle che cosa debba fare. Ma i concetti fondamentali della scienza sono inevitabilmente filosofici: in un senso ben più radicale di quello a cui si allude quando ad esempio, per la profondità delle categorie filosofiche coinvolte, si paragona il dibattito tra Einstein e Niels Bohr a quello tra Leibniz e Newton (M. Jammer, The Philosophy of Quantum Mechanics, Wiley, 1974). E se il fisico Leonard Susskind, nel suo libro La guerra dei buchi neri (Adelphi), scrive di non essere «molto interessato a quel che dicono i filosofi su come funziona la scienza», tuttavia la sua «guerra», combattuta contro il collega Stephen Hawking, riguarda il tema a cui la filosofia si è rivolta sin dagli inizi e che sta al fondamento di tutti gli altri. Per Hawking i «buchi neri» presenti nell’universo sono voragini in cui vanno definitivamente distrutte le cose che vi precipitano. Susskind vede in questa tesi la violazione del primo principio della termodinamica, per il quale la quantità totale di energia dell’universo rimane costante nella trasformazione delle sue forme. Ora la «costanza» dell’energia è il suo continuare a «essere»; e l’«incostanza» delle sue forme è il loro venire a «essere» e il loro ridiventare «non essere», «nulla». Certo, il fisico si disinteressa del senso dell’«essere» e del «nulla», ma il primo principio della termodinamica non può disinteressarsene: lo ha dentro di sé, ne è animato. All’interno di quest’anima, a cui la filosofia si rivolge sin dall’inizio, cresce la scienza.

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Sorgente: Oltre i miti. Darwin Einstein Freud. Che errori grandiosi – Corriere della Sera

Emanuele Severino sulla TECNICA

LA TECNICA

Ho sempre detto che la tecnica può essere intesa in due modi: 1) nel senso ingenuo, semplicistico, riduzionistico, militaristico con cui la tecnica è guardata dai tecnici e dagli scienziati; 2) nel modo autentico, adeguato, dove la tecnica sente la voce di quella filosofia degli ultimi due secoli che le dice “tu puoi avanzare all’infinito perché non ci sono limiti”.

Allora una tecnica così ha un volto enormemente più alto e nobile che non la tecnica come un assemblaggio di strumenti. Perché in questo trascendimento infinito di ogni situazione posseduta e conquistata, c’è del religioso. Spetta difatti alla religione la possibilità di vedere in ogni volto divino un idolo, di non accontentarsi, di andare oltre. Una tecnica di questo tipo non è la bieca tecnocrazia che si risolve in una serie di strategie di “problem solving” contingente. Essa prefigura una dimensione superiore e perviene a quel paradiso della tecnica che, come continuo a dire, è destinato a presentarsi come un inferno quando ci si rende conto che esso non dispone di verità. Lo stesso accade quando si è felici e si teme soprattutto di perdere la felicità. Questo per dire che il paradiso della tecnica non è l’ultimo tempo dell’uomo. Nel mio libro “Oltrepassare” voglio dimostrare che il valore della necessità testimonia l’esistenza del destino e rappresenta la confutazione più radicale del nichilismo. Io ritengo indispensabile che quel linguaggio divenga oggi il linguaggio dei popoli. Ecco, voglio immaginare un futuro in cui la civiltà della tecnica si appresterà a tramontare per lasciare il passo a un nuovo linguaggio dei popoli che sia capace di testimoniare il valore del destino.(Emanuele Severino)

Emanuele Severino, LA FILOSOFIA NEL MONDO D’OGGI – citazione proposta in Storia della Filosofia – AM. [Severino, E. Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano, 1982, pp. 135-136]

La filosofia è il futuro inevitabile dell’umanità. Il presente è la téchneossia l’insieme delle attivita con le quali l’uomo va libe­randosi dal dolore e dal limite. La ‘scienza’ (che è il più potente strumento di cui oggi dispone la téchne) deve i propri succes­si all’aver abbandonato le categorie dell’antica epistème e cioe alla rinunzia a porsi come verità assoluta e incontrovertibile. Non solo la ‘scienza’ può oggi proporsi di costruire l’uomo, ma può proporsi di togliere all’uomo ogni limitazione e costruire addirittura Dio, che in altri tempi veniva inteso come l’oggetto proprio del contemplare. Ma, proprio perché la ‘scienza’ ha rinunciato ad essere verità, ogni livello di perfezione e di felicità, cui essa abbia a portare l’uomo, non può essere vissuto che come qualcosa di precario, che si può perdere da un momento all’altro. .

[Severino, E. Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano, 1982, pp. 135-136]

Sorgente: La filosofia nel mondo d’oggi – Storia della Filosofia – AM