“Il tramonto della luna”, l’ultima poesia scritta da Giacomo Leopardi

“Il tramonto della luna”, l’ultima poesia di Giacomo Leopardi “Il tramonto della luna” è l’ultimo componimento che Giacomo Leopardi scrisse nel 1837 poco prima di morirevai a“Il tramonto della luna”, l’ultima poesia scritta da Giacomo Leopardi

Considerazioni sulla differenza ontologica in Bontadini e Severino

BONTADINI «Nella concezione creazionistica – espressa nella formula: l’Immobile crea il mobile, “l’Ente crea l’esistente!” – la realtà del creato, ossia del diveniente, è tutta insidente, secondo il rapporto stesso di creazione, nell’atto creatore, tutta compresa in esso. Si deve pensare, cioè, che il creato non è nulla fuori dall’atto creatore, non sussiste indipendentemente da … Leggi tutto Considerazioni sulla differenza ontologica in Bontadini e Severino

Vasco Ursini, Riflessioni sul tempo

Il presente non si ferma che per una sfuggente frazione di tempo dunque non si lascia guardare, toccare. È inafferrabile. Sprofonda nel passato attimo dopo attimo. Si può soltanto ricordarlo e riviverlo. Ma nel ricordo esso non è più ciò che era quando è apparso, perché ormai è intriso e in qualche modo sfigurato da … Leggi tutto Vasco Ursini, Riflessioni sul tempo

VASCO uRSINI, I silenzi

Se non fossimo spinti dalla irrefrenabile volontà dì potenza, dopo tanto parlare senza soluzione di continuità, potremmo rifugiarci nei "silenzi" tentando di non indugiare troppo sui sentimenti che dal profondo dell'anima inevitabilmente vanno a depositarsi nel pensiero, così che si deve prendere atto che il "silenzio assoluto" non esiste. Il tacere, tuttavia, lo smettere di … Leggi tutto VASCO uRSINI, I silenzi

Così cantano i morti, all’inizio del “Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie”, G. Leopardi, il “Coro di morti”

Così cantano i morti, all'inizio del "Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie": Sola nel mondo eterna, a cui si volve ogni creata cosa, in te, morte, si posa nostra ignuda natura; lieta no, ma sicura dall'antico dolor. Profonda notte nella confusa mente il pensier grave oscura; alla speme, al desìo, l'arido spirto lena … Leggi tutto Così cantano i morti, all’inizio del “Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie”, G. Leopardi, il “Coro di morti”

L’inafferabile senso dell’essere

Che senso ha questo "Essere" e perché c'è, e non piuttosto il Nulla? Come tutto ciò ha avuto inizio, o come e perché c'è da sempre. Se così è, che senso ha che tutte le cose che sono vanno nel nulla: da tutto ciò che sono state non sono più nulla. E la morte, chi … Leggi tutto L’inafferabile senso dell’essere

Parmenide e Severino, in La Follia dell’Angelo, Rizzoli, Milano 1997, pp. 82-83

Ritornare a Parmenide non significa riproporre il passato. Ripensare Parmenide significa piuttosto ritornare al bivio da cui si dipartono il sentiero dell'Occidente e il sentiero non percorso dove la verità non è potenza sul divenire. Nei miei scritti, ritornare a Parmenide significa oltrepassarlo in modo diverso da come è stato oltrepassato nel "parricidio" compiuto da … Leggi tutto Parmenide e Severino, in La Follia dell’Angelo, Rizzoli, Milano 1997, pp. 82-83

MASSIMO PISTONE, Einstein & Parmenide, Armando editore, 2015. Indice del libro

Antologia del TEMPO che resta

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Einstein e Parmenide, oggetto del titolo, non sono i soli filosofi o scienziati citati nel testo, ma rappresentano la chiave per leggere il testo: la scienza e la filosofia utilizzano uno stesso registro di discorso. «Il paradigma, con cui noi osserviamo le proposizioni di questi due grandi pensatori, è lo sguardo che interroga il mondo attraverso il linguaggio e la logica, insomma usando la ragione, non altro, né esperienza, né verità rivelate. […] Parmenide e Einstein dicono la stessa cosa» (p. 11). La ragione, logica e deduttiva, è ciò che riesce ad accomunare i saperi scientifici e filosofici al di là delle apparenti differenze o delle semplici modalità specifiche.
In questo grande elogio della ragione si susseguono, in una linea volutamente diacronica e slegata, pensatori come Galileo e Cantor, Wittgenstein e Poicaré, Euclide e Heidegger, per citarne solo alcuni che, tra il mondo classico e la modernità, hanno contribuito, in…

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Vasco Ursini, PERCHÉ LA FILOSOFIA DEVE PORTARSI, SECONDO SEVERINO, ALLE SPALLE DI OGNI ALTRO SAPERE

La filosofia, per mostrare in che cosa consista il sapere radicalmente incontrovertibile, si porta alle spalle di ogni altro sapere e quindi esclude di porlo alla propria base. Inconsistente e superflua, dunque, è la filosofia che si fonda sulla scienza - giacché se, così fondandosi, è inconsistente e superflua, allora non è filosofia, ma scienza. … Leggi tutto Vasco Ursini, PERCHÉ LA FILOSOFIA DEVE PORTARSI, SECONDO SEVERINO, ALLE SPALLE DI OGNI ALTRO SAPERE

Ancora in ricordo di Franco Volpi

Leggo e pubblico dal retro di copertina del volume "Giovanni Gurisatti - Antonio Gnoli, "Franco Volpi Il pudore del pensiero", Morcelliana, 2019: "In tre grandi aree filosofiche Franco Volpi (1952-2009) ha fornito contributi decisivi: è stato uno dei maggiori esperti internazionali, analista competente, filologo implacabile e traduttore raffinato dell'opera di Martin Heidegger. In secondo luogo, … Leggi tutto Ancora in ricordo di Franco Volpi

Vasco Ursini: Un ricordo che non mi stanco mai di richiamare e di rivivere: è il ricordo di Franco Volpi …

Un ricordo che non mi stanco mai di richiamare e di rivivere: è il ricordo di Franco Volpi Questa volta voglio che a rivivere con me il ricordo del grande filosofo Franco Volpi siano, anzitutto, tutti i membri del mio gruppo, " Amici di Emanuele Severino", e del mio blog, "Il pensiero filosofico di Emanuele … Leggi tutto Vasco Ursini: Un ricordo che non mi stanco mai di richiamare e di rivivere: è il ricordo di Franco Volpi …