Giulio Zucchelli, Wittgenstein ti risponderebbe così, in Amici di Emanuele Severino | Facebook

Giulio Zucchelli, Wittgenstein ti risponderebbe così: non è che in filosofia autentica si possa dare sfogo alle “stranezze” che gli “individui” sciorinano ogni volta che aprono bocca o agli affogamenti, ricorrenti, nel mare inesplorabile della metafisica, dove il filosofo autentico non dovrebbe mai entrare, non fosse altro perché nessuno sa ancora rispondere alla domanda che precede tutte le altre: “Perché c’è dell’essere e non piuttosto il nulla?” La stessa risoluzione della suddetta questione che ne dà il “destino della verità” affermando l’eternità di tutto ciò che appare, persino dei peli della barba, ancora non riceve il consenso da parte dell’intero pensiero contemporaneo. Ed è per lo meno strano che la verità incontrovertibile non appaia tale all’intero pensiero contemporaneo. Occorre cautela, in filosofia. Occorre prestare molta attenzione a ciò che normalmente ci viene da dire o che ci piace dire. Ma il dire è una cosa, la verità è un’altra cosa.

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Ludwig Wittgenstein – video YouTube di Don Paolo Tammi in “conversazioni di filosofia”

Parliamo del filosofo del circolo di Vienna che sostenne che la filosofia doveva solo essere logica e il linguaggio doveva raffigurare solo cose di cui si può parlare. Don Paolo Tammi in “conversazioni di filosofia” – Filmato realizzato da: Fabio Marcangeli – http://www.fabiomarcangeli.it

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(1632) Ludwig Wittgenstein – YouTube

Del suo “Tractatus logico-philosophicus”, ed esattamente nella Prefazione, Ludwig Wittgenstein scrive ….

Del suo “Tractatus logico-philosophicus”, ed esattamente nella Prefazione, Ludwig Wittgenstein scrive:
“Se quest’opera ha un valore, il suo valore consiste in due cose. In primo luogo, pensieri son qui espressi; e questo valore sarà tanto maggiore quanto meglio i pensieri siano espressi. Quanto più si sia còlto nel segno. – Qui so d’essere rimasto ben sotto il possibile. Semplicemente poiché la mia forza è impari al compito. – Possa altri venire a far ciò meglio.
Invece, la ‘verità’ dei pensieri qui comunicati mi sembra intangibile ed irreversibile. Io ritengo, dunque, d’avere definitivamente risolto nell’essenziale i problemi. E, se qui non erro, il valore di quest’opera consiste allora, in secondo luogo, nel mostrare a quanto poco valga l’essere questi problemi risolti”.

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Vasco Ursini, Il primo Wittgenstein, uno dei fari più luminosi della filosofia del nostro tempo …

Il primo Wittgenstein, uno dei fari più luminosi della filosofia del nostro tempo. Il Wittgenstein del “Tractatus logico-philosophicus”.
In questa sua prima opera, per me la più importante, Wittgenstein cerca di determinare, attraverso uno studio della struttura logica del linguaggio, che cosa si possa sensatamente dire, al fine di determinare in tal modo l’ambito del dicibile e del pensabile rispetto all’indicibile. L’opera è suddivisa in sette tesi principali, che (fino alla tesi 7: “Di ciò di cui non si può parlare bisogna tacere”) sono spiegate in base al loro “peso logico” con sottotesi numerate tramite cifre decimali. Il linguaggio è la “fotografia” della realtà. Lui dice testualmente che ” il linguaggio “dipinge” la realtà”. Con la forma universale della proposizione, cioè con l’essenza della proposizione, si indica l’essenza del mondo. Tutto il dicibile, secondo la teoria della proposizione come raffigurazione, deve soddisfare la struttura logica che il linguaggio e la realtà hanno in comune. Per questo deve essere nel mondo, deve stare ne mondo, immanente nel mondo.
Sul mondo come intero, sui valori e sul senso del mondo e della vita, sulla morte, che non è un evento della vita, su Dio, che non si manifesta nel mondo, non si può dire letteralmente nulla.
Se dunque la filosofia viene intesa come dottrina, cioè come disciplina che mira a dire qualcosa che non si può dire, essa va accantonata. La filosofia deve dunque essere concepita come un’attività il cui scopo è la chiarificazione logica dei pensieri.