Del suo “Tractatus logico-philosophicus”, ed esattamente nella Prefazione, Ludwig Wittgenstein scrive:

“Se quest’opera ha un valore, il suo valore consiste in due cose. In primo luogo, pensieri son qui espressi; e questo valore sarà tanto maggiore quanto meglio i pensieri siano espressi. Quanto più si sia còlto nel segno. – Qui so d’essere rimasto ben sotto il possibile. Semplicemente poiché la mia forza è impari al compito. – Possa altri venire a far ciò meglio.

Invece, la ‘verità’ dei pensieri qui comunicati mi sembra intangibile ed irreversibile. Io ritengo, dunque, d’avere definitivamente risolto nell’essenziale i problemi. E, se qui non erro, il valore di quest’opera consiste allora, in secondo luogo, nel mostrare a quanto poco valga l’essere questi problemi risolti”.

La parola a Bertrand Russell, da. ‘Tractatus logicico-philosophicus’ di Ludwig Wittgenstein, a cura di Amadeo G. Conte (Piccola Biblioteca Einaudi

“Con la mia lunga esperienza delle difficoltà della logica e dell’illusorietà di teorie apparentemente irrefutabili, non posso essere sicuro della giustezza di una teoria unicamente perché non posso vedere un punto nel quale essa sia errata. Ma l’avere costruito una teoria della logica che in nessun punto sia manifestamente errata è stata un’impresa di straordinaria difficoltà e importanza. E’ questo un merito che rende il ‘Tractatus’ di Wittgenstein un libro che nessun filosofo serio può impunemente ignorare”.

(Dall’Introduzione di Bertrand Russell al ‘Tractatus logicico-philosophicus’ di Ludwig Wittgenstein, a cura di Amadeo G. Conte (Piccola Biblioteca Einaudi).

Wittgenstein contro il pensiero assoluto, in Lezioni di psicologia filosofica, a cura di Luigi Perissinotto, Mimesis editore. Articolo in avvenire.it, 3 agosto 2019

seguire il cammino di pensiero di Wittgenstein compiuto durante il corso e riprodotto in Lezioni di psicologia filosofica grazie alla traduzione di Tiziana Fracassi e alla curatela di Luigi Perissinotto (Mimesis

vai a:

https://www.avvenire.it/agora/pagine/wittgenstein-contro-il-pensiero-assoluto?fbclid=IwAR1o0vbo8CnXHyLeksD4VDjmGTSz2Gxa7blfIx7bi00fmxe7WXwH_Y0fg1M

Un confronto tra due grandi filosofi in forte opposizione filosofica, come sono opposti la luce e il buio, il giorno e la notte, la legna e la cenere. Citazione di Emanuele Severino proposta da Vasco Ursini

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Amministratore · 30 luglio alle ore 10:41

Un confronto tra due grandi filosofi in forte opposizione filosofica, come sono opposti la luce e il buio, il giorno e la notte, la legna e la cenere.

Emanuele Severino

« La proposizione 6.54 del “Tractatus” del Wittgenstein suona: “Dalle mie proposizioni resta chiarito che chi mi ha compreso riconoscerà da ultimo che esse sono prive di significato quando attraverso e per mezzo di esse è salito al di sopra di esse. (Egli dovrà, per così dire, gettar via la scala dopo che è salito con essa)”. Questa proposizione è la stessa autoconfutazione della filosofia wittgensteiniana. (Può essere inoltre considerata come uno dei punti di maggior divario tra la logica neopositivista e la logica idealistica). Essa afferma che il processo mediante il quale viene stabilita la significanza delle proposizioni non filosofiche è insignificante. Ora è chiaro che la significanza delle proposizioni non filosofiche vale come RISULTATO di quel processo di significazione – sì che questo processo deve essere MANTENUTO come in ciò in relazione al quale la significanza in questione è un risultare; oppure questa significanza non è assunta come un tale risultato, e allora è come se la proposta filosofica del Wittgenstein non sia stata nemmeno avanzata. »

E. Severino, “La struttura originaria”

La religione come “forma di vita”: Wittgenstein e David Foster Wallace, in GAZZETTAFILOSOFICA.NET

GAZZETTAFILOSOFICA.NET
Proponiamo qui il discorso, presentato alla sesta edizione della David Foster Wallace Conference, che cerca di mettere in luce come sia Wittgenstein che Wallace abbiano considerato il “sentimento religioso” come risposta filosofica al solipsismo del nostro tempo.