Un fondamentale passo de La struttura originaria, in Emanuele Severino, “La struttura originaria”, cap.2, par.3 “Principium cognitionis”

Un fondamentale passo de La struttura originaria.

Giorgio Amendola a Amici di Emanuele Severino

<<“Per affermare che l’essere è non c’è bisogno, né puo esserci bisogno, di alcuna mediazione”: ciò significa : “Che l’essere sia è per sé noto”. Per sé noto: cioè noto non per altro. Se ciò per cui l’essere è noto è lo stesso essere che è noto, che l’essere sia è immediatamente noto o presente. Immediatezza fenomenologica.>>
(E. Severino, “La struttura originaria”, cap.2 “L’immediatezza dell’essere”, par.1 “L’immediato”)
<<Se a questo punto si volesse dire che “ciò per cui” è noto che l’essere è, è qualcosa come la coscienza (o il “soggetto”, o l’ “io”, ecc.), bisognerebbe osservare che la coscienza non solo è ciò per cui si afferma che l’essere è, Ma è anche ciò per cui si ha la facoltà di negare che l’essere sia. Pertanto la coscienza ( o i termini equivalenti), come tale, non è ciò per cui è tenuta ferma l’affermazione piuttosto che la negazione. Il “ciò per cui” è noto che l’essere è, ha quindi un significato differente dal “ciò per cui” è lasciata sussistere tanto l’affermazione come la negazione dell’essere: la differenza sussiste per quel tanto appunto che ciò per cui è noto che l’essere è, esclude la.negazione che l’essere sia. Si dirà allora che il “ciò per cui” è affermato che l’essere è, è principium cognitionis. Ma con l’avvertenza che qui il “principio”, il fondamento è la cognizione stessa (e cioè è l’affermazione che l’essere è).>>
(E. Severino, “La struttura originaria”, cap.2, par.3 “Principium cognitionis”)

“il mortale”; “isolamento”; “struttura originaria”, dal Glossario delle espressioni chiave della filosofia di Emanuele Severino, in Nicoletta Cusano, Emanuele Severino – Oltre il nichilismo, Morcelliana, Brescia 2011, pp. 525-526. Proposto da Vasco Ursini

Vasco Ursini ha aggiornato il suo stato.

Glossario delle espressioni chiave della filosofia
di Emanuele Severino

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il mortale: all’interno del nichilismo l’uomo è convinto di essere mortale, pur essendo presente in lui, seppure nel più profondo inconscio, la propria eternità. L’uomo è questa convivenza. Per questo Severino definisce “mortale” chi dimora nel nichilismo, intendendo la dimensione in cui ha luogo lo scontro tra il destino e l’isolamento della terra.

isolamento: è la fede che separa l’essente dal destino e dunque vuole l’impossibile. L’isolamento fondamentale consiste nell’isolare il “ciò che” dell’essente dal suo “è”.

struttura originaria: è la ‘sintassi’ fondamentale dell’essere, ciò che è necessariamente presente in quanto un essente appare. In questo senso essa è il “fondamento”, anzi, l'”essenza del fondamento”. Ciò significa che essa non è ‘semplicemente’ fondamento, ma che è ciò che il fondamento deve essere per essere fondamento: essere fondamento significa essere “originario” ed essere originario significa essere “struttura”. Originario ‘significa’ immediatamente essente e immediatamente apparente, ovvero essente per sé e non per altro (se fosse noto o essente per altro, non sarebbe originario). Che l’ente sia è ‘per sé noto’: ciò per cui l’essere è noto è lo stesso essere che è noto. Ciò significa che l’essere è ‘immediatezza fenomenologica’ (F-immediato), ovvero l’immediatezza della presenza della connessione tra il soggetto e il predicato della proposizione “l’essere è”. L’immediatezza della connessione tra il soggetto e il predicato della proposizione “l’essere è” è l’immediatezza della identità-incontraddittorietà dell’essere: ‘immediatezza logica (‘L-immediato’). Il fondamento è originario perché la sua negazione è tolta originariamente (in quanto autonegazione immediata); se non fosse originario, non sarebbe fondamento. Dunque il fondamento è originario e l’originario è fondamento. Ma in questo modo il fondamento-originario è un “fascio” di significati, un semantema complesso, un ‘complesso di predicazioni e significati cooriginari: una “struttura”. L’essere è ‘struttura’ in quanto è ‘originario’, ed è ‘originario’ in quanto è ‘struttura’. La “struttura originaria” è il complesso logico-semantico che costituisce la ‘forma essenziale’ di ogni essente, ciò che ogni essente ‘formalmente’ “è”, o meglio, ciò con cui è necessariamente “in relazione”.

(Il glossario è tratto da: Nicoletta Cusano, Emanuele Severino – Oltre il nichilismo, Morcelliana, Brescia 2011, pp. 525-526).

Vasco Ursini ha condiviso una citazione: Emanuele Severino, La struttura originaria, di F. Volpi

Emanuele Severino, La struttura originaria

Questo fondamentale trattato – scritto quando il suo autore non era ancora trentenne, ma aveva già ottenuto, a ventuno anni, la libera docenza universitaria – sviluppa la fondazione logica ed ontologica del sistema neoparmenideo e costituisce la base speculativa sulla quale poggiano tutti gli altri scritti di Severino. E’ qui portata alla luce la struttura originaria della verità dell’essere, il quale, secondo il “sentiero del giorno” indicato da Partmenide, “è e non può non essere”.
Tale struttura originaria giunge alla sua manifestazione necessaria nella dimensione formale dell’incontrovertibile incontaddittorietà dell’essere, la quale ha la sua espressione logico-formale nel principio di non contraddizione: perfino la sua negazione, per sussistere, deve presupporla: Ma l’apertura formale della struttura originaria conduce, al di là di essa, al luogo ontologico stesso della Necessità e del senso della Necessità, dove l’Immutabile e l’Eterno si manifestano, e tutto ciò che è, ogni ente, ogni cosa, appare nell’Immutabilità e nell’Eternità.
F. Volpi

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