Emanuele Severino sulla citazione “Creatio est productio rei ex nihilo sui et subjecti ” di Sant’Agostino

Nel mito di Adamo l’uomo vuole “uccidere dio” per impossessarsene.

Ma è altrettanto vero che, PRIMA ANCORA,  dio è il primo omicida, perchè pretende di creare l’uomo dal niente.

Pretendendo di crearlo afferma il principio che l’uomo era il nulla assoluto.

Creatio est productio rei ex nihilo sui et subjecti ” dice Sant’Agostino

Traduco alla buona: “la creazione è produzione della cosa da un precedente niente sia di se stesso che di ogni oggetto“.

La parola “creazione” vuole, dunque, imporre la totale inesistenza dell’ “essere” (e quindi del mondo) prima della sua produzione da parte di dio.

La nozione di creazione pone l’accento sul NULLA del punto di partenza (“ex nihilo“) dell’azione creatrice.

Ecco perchè Emanuele Severino indica che tutte le religioni partecipano delle visioni nichiliste.

Ben prima di Nietzsche

Dio è l’essere, di cui il logo originario dice che è e non può non essere; ossia è il contenuto della verità originaria, da da Ritornare a Parmenide, in Essenza del nichilismo (1982) di Emanuele Severino – da Storia della Filosofia

DIO È L’ESSERE

da Ritornare a Parmenide,
in Essenza del nichilismo (1982)
di Emanuele Severino
Nell’opposizione originaria, ogni essere (e la totalità dell’essere) si volge verso più direzioni – si trova cioè in una pluralità di rapporti. Ad esempio: l’albero non è il monte, o questo positivo non è questo suo negativo; l’albero non è il monte, la casa e tutto ciò che è altro dall’albero. Ma quando l’essere, ogni essere, si rivolge verso quella direzione, lungo la quale si lega al suo “è” (questo rivolgersi è la via verace di cui parla Parmenide) – quando cioè dell’albero non si dice (soltanto) che non è il monte, ma si dice che è e non può accadere che non sia, allora ogni essere prende volto divino. In quanto questo albero, con questa sua forma e colori, è e non può accadere che non sia, già questo albero è θείόν, se ό θεός è l’essere nella sua immutabile pienezza. L’essere, tutto l’essere, visto come ciò che è e non può non essere, è Dio. E quando l’essere parla di sé, dice appunto: Ego sum qui sum; che è la più alta espressione speculativa del testo sacro. A Dio non si arriva; non si giunge a guardarlo dopo un esilio o una cecità iniziali; appunto perché Dio è l’essere, di cui il logo originario dice che è e non può non essere; ossia è il contenuto della verità originaria, nella misura in cui questa si costituisce come affermazione che l’essere è.

[Severino, E. Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano, 1982, pp. 58-59]

Sorgente: Dio è l’essere – Storia della Filosofia – AM

Emanuele Severino e Giovanni Reale, DIO DEI FILOSOFI , da Voci dei filosofi, a cura della Fondazione Corriere della Sera, 28 Ottobre 2010. VIDEO e AUDIO di 1 ora e 31 minuti

la discussione è stata coordinata da Armando Torno

il 28 ottobre 2010

vai al VIDEO:

http://video.corriere.it/video-embed/9f59f3cc-e10b-11df-b5a9-00144f02aabc

AUDIO

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FONTI

http://video.corriere.it/voci-filosofia–dio/9f59f3cc-e10b-11df-b5a9-00144f02aabc