Sono in molti a chiedermi come ha fatto Emanuele Severino a dare testimonianza, per più di sessanta anni, del “destino della verità”?, testo di Vasco Ursini e citazione in Emanuele Severino, il mio ricordo degli eterni – Autobiografia, Rizzoli, 2011, p. 95

Sono in molti a chiedermi come ha fatto Emanuele Severino a dare testimonianza, per più di sessanta anni, del “destino della verità”?

Rispondo che non è certamente l’ “individuo” Emanuele Severino ( che, in quanto individuo, è, come tutti gli altri individui, un errore) a dare quella testimonianza.

A darla è stato il suo “essere Io destino”. Come ciò è avvenuto ce lo dice lui stesso:

“Quel periodo (quello del processo presso il Sant’Uffizio avvenuto all’inizio del 1970 – n. d. s ) fu tra i più belli” significa: “Si mostrò la fede, il sogno, che fosse tra i più belli”. Inoltre era venuto il dono del linguaggio che testimonia il destino. Che non è espressione scioccamente immodesta, perché non è il mio esser “uomo” a ricevere il dono. Il donante è il destino ed è ancora il destino – il mio esser Io del destino – ad aver ricevuto quel dono. (Che non è una “grazia”, perché è necessità che il destino doni tutto ciò che egli dona.) (Emanuele Severino, il mio ricordo degli eterni – Autobiografia, Rizzoli, 2011, p. 95)

Il grande sogno, testo di Vasco Ursini e citazione in Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni. Rizzoli, 2011,p. 47

Vasco Ursini
Amministratore · 30 ottobre alle ore 20:00
Il grande sogno

Ascoltiamo Emanuele Severino in questo suo sguardo sull’uomo. Potremo, tra l’altro, constatare come il suo linguaggio si fa, a tratti, profondamente poetico:

“Al centro di ciò che non può essere in alcun modo negato sta l’impossibilità che un qualsiasi essente (cose, eventi, stati della coscienza o della natura o di altro ancora) sia stato nulla e torni ad esserlo. Questa impossibilità è la necessità che ogni essente – dal più umbratile e irrilevante al più grande e profondo – sia ‘eterno’. Al centro di questo centro sta l’apparire del senso autentico della impossibilità e della necessità.
Nella sua essenza, ogni uomo è l’eterno apparire del destino; e nel cerchio del destino, in cui l’essenza dell’uomo consiste, va via via apparendo ciò che sopra abbiamo chiamato la manifestazione del mondo, cioè il grande sogno che include anche questo esser uomo che sono io e che sta scrivendo intorno ai propri ricordi.
Il grande sogno è ciò che nei miei scritti viene chiamato “la terra isolata dal destino. Anche il grande sogno – il grande errare – è un essente eterno, ed è eterno anche ogni suo contenuto, quindi anche quella povera cosa che sono io che sto scrivendo dei miei ricordi, con la vanità, l’insincerità, la puerilità – eterne anch’esse – che accompagnano questo proposito. Una povera cosa, tuttavia, che, come la più povera delle cose, se non ci fosse non ci sarebbe alcunché; se fosse nulla, tutto sarebbe nulla. Giacché, se tutto è eterno, tutto è legato a tutto, sì che, se un filo d”erba non fosse, nulla sarebbe”.
(Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni. Rizzoli, 2011,p. 47

via (6) Amici di Emanuele Severino

EMANUELE SEVERINO RICORDA UGO SPIRITO in Il mio ricordo degli eterni, Rizzoli, Milano 2011, p. 96

EMANUELE SEVERINO RICORDA UGO SPIRITO

Cornelio Fabro è stato molto amico di Ugo Spirito, che io conoscevo sin dal dicembre del 1950, quando ero andato a Roma per il concorso per la libera docenza. Spirito non era in commissione – che si riuniva nell’Istituto di Filosofia di cui egli, se ben ricordo, era direttore -, ma era molto favorevole alla mia candidatura.
Da allora incominciò la mia amicizia con Spirito, che fece da collegamento nei miei rapporti con Fabro, molto cordiali nella sostanza, e che potevano anche dirsi di amicizia, sebbene altalenanti. Ma anche Bontadini aveva grande stima dl Spirito, eppure lì la stima comune non fece da collegamento tra Fabro e Bontadini.

(E. Severino, Il mio ricordo degli eterni, Rizzoli, Milano 2011, p. 96)

Emanuele Severino e la moglie Esterina, Ester Violetta Mascialino

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Emanuele Severino nella stanza ha un pianoforte a coda color legno e non suona da dieci anni: da quando se n’è andata la moglie Esterina: Ester Violetta Mascialino. Lei un’enfant prodige, oltre che la ragazza più bella del liceo “Arnaldo” di Brescia, lui uno studente brillante, di padre siciliano, di Mineo, madre bresciana («una vichinga», e fa scendere la voce di un tono).
Una sera di primavera, tra i vari ragazzi che arrivarono in gruppo sotto la finestra, Esterina salì sulla canna della bicicletta di Emanuele. “Mi scelse perché la incuriosivo”. 60 anni insieme, due figli. Di lei mi mancano gli sbuffi -ha raccontato in un’intervista a Panorama- Non erano sbuffi di fastidio, erano smorfie giocose, come quelle di una micia. Una gatta”.

A volte, mentre Esterina rileggeva i suoi scritti, alla menzione dell’eternità dell’essere lei gli diceva: “come vorrei che le cose stessero davvero come dici tu”.

 

I 90 anni di Severino, filosofo dell’eterno – in Cultura & Spettacoli – di Marisa Alagia in ANSA, 25 febbraio 2019

“Avvicinarsi alla morte è avvicinarsi alla gioia, ma alludo al superamento di ogni contraddizione che attraversa la nostra vita perchè siamo costantemente nello squilibrio e nell’instabilità: non ci attende la reincarnazione o la resurrezione, ma qualcosa di infinitamente di più”. Così scrive e ripete spesso, nelle sue lectio e nei suoi incontri,

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I 90 anni di Severino, filosofo dell’eterno – Cultura & Spettacoli – ANSA

AUGURI AL PROFESSOR EMANUELE SEVERINO CHE OGGI COMPIE 90 ANNI, 26 febbraio 2019

 

« L’individuo Severino, in quanto ancora abitato dalla volontà di potenza, può cedere a tutte le debolezze cui si abbandonano gli immortali. Ma l’io Severino autentico, che come tutti sta da sempre aperto alla verità, e perciò è qualcosa di infinitamente più grande di Dio, non può avere paura della morte. »

Emanuele Severino: “Quando un soldato tedesco mi consegnò il mitra e scappò”, “Io eretico? No, solo coerente” – intervista di Pier Luigi Vercesi in Corriere della Sera 31 dicembre 2018

vai a Corriere della Sera del 31 dicembre 2018

Emanuele Severino: «Un tedesco mi consegnò il mitra e scappò» – Corriere.it

un estratto dalla intervista:

ogni volta che scrive un libro rompe con qualcosa: il Cristianesimo, il capitalismo, la tecnologia…
«La radice è sempre la stessa, non è che vada a colpire in ordine sparso. La forma più rigorosa di follia oggi è la tecnica: viviamo il tempo del passaggio dalla tradizione a questo nuovo dio. La globalizzazione autentica non è quella economica, è quella tecnica. Commettiamo l’errore di credere che capitalismo e tecnica siano la stessa cosa: no, hanno scopi diversi. Il capitalismo ambisce all’incremento infinito del profitto privato, la tecnica all’incremento infinito della capacità di realizzare scopi, ovvero della potenza. La tecnica ucciderà la democrazia, a partire dagli Stati più deboli come l’Italia. Tale processo poi investirà anche Usa, Russia e Cina. Gli Stati Uniti a un certo punto prevarranno, ma non in quanto nazione, bensì come gestori primari della potenza tecnologica. Ora fatichiamo a comprenderlo, perché ci troviamo in un tempo intermedio. Siamo come il trapezista che ha lasciato un attrezzo (la tradizione) e non si è ancora aggrappato all’altro (la tecnologia, il nuovo dio). Siamo sospesi nel vuoto e ci sembra di essere sperduti».

ZIRCUS SUITE: Suite per strumenti a fiato composta in gioventù da Emanuele Severino, Martedì 17 aprile – Conservatorio di Milano, h. 18:00

Martedì 17 aprile – Conservatorio di Milano, h. 18:00
Zirkus Suite: Suite per strumenti a fiato composta in gioventù da Emanuele Severino.

«C’era anche la musica. Sin da bambino avevo incominciato a studiare il pianoforte… Poi… studiai composizione… In quel periodo [fine anni Quaranta] scrissi parecchia musica… Lo stile, tra Bartók e Stravinslij» (E. Severino, “Il mio ricordo degli eterni”, Rizzoli, p. 21).

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Esterina e Emanuele Severino: “Cerco mia moglie tra i libri”. Un ricordo tratto da Panorama 8 febbraio 2018, pagg. 58-61

ANTOLOGIA del TEMPO che resta

I suoi consigli mi erano preziosi soprattutto quando scrivevo gli articoli per i quotidiani. Mi chiedeva di essere più chiaro.

Quando ragionavo di “eterno” e di “essere”, alzava lo sguardo e mi diceva: “Come vorrei che tutte le cose che pensi fossero vere”.

tratto da

“Cerco mia moglie tra i libri”. Intervista a Emanuele Severino – Panorama

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Omaggio degli allievi a EMANUELE SEVERINO | al Teatro Franco Parenti di MILANO, domenica 17 dicembre 2017. L’intervento di Emanuele Severino, ore 17,30-18

L’intervento di Emanuele Severino, ore 17,30-18

 


OMAGGIO A EMANUELE SEVERINO 
domenica 17 dicembre

Omaggio degli allievi a EMANUELE SEVERINO

VAI AL SITO del Teatro Parenti di Milano

OMAGGIO A EMANUELE SEVERINO | Teatro Franco Parenti

 

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Conversare su IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI attraverso la voce di EMANUELE SEVERINO, incontro in casa di amici “riflessivi” a cura di Paolo Ferrario, Como 6 Giugno 2012, ore 21. Appunti della relazione e Audio

Conversare su

IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI

attraverso la voce di EMANUELE SEVERINO

incontro con Paolo Ferrario, Como 6 Giugno 2012

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A dimostrazione dei temi trattati oggi da Emanuele Severino alla luce del primo pensiero filosofico basta scorrere i titoli del libro

LA BILANCIA, pensieri del nostro tempo, Rizzoli Bur, 1992/2011:

  • tramonto del marxismo
  • bipolarismo
  • imprenditori e globalizzazione
  • le capacità di previsione in tempi incerti
  • il disarmo
  • l’europa e l’europeismo
  • guerra del golfo
  • democrazie e capitalismo
  • droga
  • pena di morte
  • eutanasia
  • pace e guerra
  • le paure e la paura
  • giustizia
  • nichilismo e scienza
  • mezzi e fini dentro l’Occidente

RIPRENDIAMO LA QUESTIONE DEL “COS’È LA FILOSOFIA” (TRATTATA GIÀ NEL PRIMO INCONTRO) ATTRAVERSO IL METODO DELL’ANALISI ETIMOLOGICA CHE È STRUTTURANTE NELLE SCALETTE ARGOMENTATIVE DI SEVERINO:

C’è anche il problema della obiettiva difficoltà dei temi e delle mappe cognitive necessarie ad affrontarli. Per nostra fortuna da una decina d’anni Severino ha avviato una generosa opera di “semplificazione” che passa soprattutto attraverso la partecipazione a convegni, le lezioni didattiche nei cinema e nelle piazze, gli articoli sul Corriere della Sera:

La conversazione sul tema degli ETERNI parte dalle domande fondamentali che ogni individuo si pone quando diventa autoriflessivo.

Per questo ascoltiamo due audio:

Un ulteriore passaggio avviene attraverso la lettura di una parte cruciale del SIMPOSIO di Platone

Per accostare la sequenza: Tutto, Essere, Nulla

occorre partire da Parmenide:

e leggiamo qui quale interpretazione ne dà Severino:

A CORREDO DEL PRECEDENTE TESTO, COMINCIAMO A TRACCIARE A GRANDI LINEE IL TEMA DEL “PERCHÈ LE COSE SONO ETERNE” E DEL TEMPO, ATTRAVERSO UN AUDIO:

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Una parziale linea di comprensione (parziale per noi “dilettanti” della filosofia) è  il tema del “Ricordo” e del “Ricordare”.

Ascoltiamolo dalla voce diretta di Severino:

Percorriamo alcune pagine di IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI, Rizzoli 2011

  • il primo ricordo: sotto il tavolo
  • il fratello Giuseppe
  • il ginnasio e il liceo
  • la musica
  • la casa della nonna
  • la moglie Esterina
  • la storia di professore universitario

Il racconto autobiografico si intreccia con i grandi temi evocati, e in particolare quello della follia essenziale che “si esprime nella persuasione che le cose escono e ritornano nel niente”

Amplifichiamo la riflessione ancora attraverso un audio:

  • …. NON DOVRÀ ACCADERE LA MESSA IN QUESTIONE DI QUELLA CHE SEMBRA LA EVIDENZA DI TUTTE LE EVIDENZE …:
  • Eterno-Sole-Severino

La discussione si dipana su vari livelli, perchè ciascuno elabora il tema in modo  molto personale e filtrandolo dalla propria esperienza  e dai propri vissuti.

Concludiamo la serata con queste potenti parole pronunciate da Emanuele Severino in una lezione tenuta a Monza e che avevo avuto la massima fortuna di registrare dentro il Teatro Manzoni:

 


questa scheda è tratta da:

voce di EMANUELE SEVERINO, incontro in casa di amici “riflessivi” a cura di Paolo Ferrario, Como 6 Giugno 2012, ore 21. Appunti della relazione e Audio – Antologia del tempo che resta