Ma il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come … Luigi Pirandello (1867-1936), Uno, nessuno e centomila, 1926

“Ma il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E … Leggi tutto Ma il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come … Luigi Pirandello (1867-1936), Uno, nessuno e centomila, 1926

Vasco Ursini: C’è ne dimentichiamo sempre e molti mortali non l’hanno mai saputo …

C'è ne dimentichiamo sempre e molti mortali non l'hanno mai saputo.Dimenticanza e ignoranza imperdonabili di una massa enorme di persone del ruolo giocato in questo mondo da Giacomo Leopardi, assolutamente unico, ineguagliabile, irripetibile: una potenza di pensiero, sia come poeta che come pensatore, mai vista in altri. Una analisi dell'esistenza così come essa realmente è, … Leggi tutto Vasco Ursini: C’è ne dimentichiamo sempre e molti mortali non l’hanno mai saputo …

Sapevate che quando Einstein teneva una conferenza …

daAmici di Emanuele Severino nell'ambito dell'intero pensiero contemporaneo | Facebook Da Massimo Sartorato. Sapevate che quando Einstein teneva una conferenza, in molte università degli Stati Uniti, la domanda ricorrente fatta dagli studenti era: -Credi in Dio? Ed egli ha sempre risposto: -Credo nel Dio di Spinoza! Colui che non aveva letto Spinoza restava con il … Leggi tutto Sapevate che quando Einstein teneva una conferenza …

Vasco Ursini: Un pensiero inattaccabile …

Si sta su questa terra nella condizione di ricevere eventi di ogni genere che ci cadono addosso senza poter fare alcunché o ben poco per controllarne gli effetti, siano essi rimediabili o no.inAmici di Emanuele Severino nell'ambito dell'intero pensiero contemporaneo | Facebook

Vasco Ursini: Sul nulla come possibilità, nella tradizione occidentale …

In tutta la tradizione occidentale il nulla è visto come la 'possibilità' dell'essere - e dunque come qualcosa che non è un nulla assoluto. Ed è visto così perché se il nulla fosse l'impossibilità del suo trasformarsi in essere non ci sarebbe il divenire.Da ciò già si evince chiaramente che il nulla come possibilità è … Leggi tutto Vasco Ursini: Sul nulla come possibilità, nella tradizione occidentale …

Benedetto Croce aveva scritto “Fino a diciotto anni tutti scrivono Poesie …

Benedetto Croce aveva scritto “Fino a diciotto anni tutti scrivono Poesie. Dopo i diciotto anni, rimangono due categorie di persone a scrivere Poesie: i Poeti e i Cretini”.Premesso che non sono d’accordo con questa posizione, perché penso si possa scrivere una buona Poesia, anche senza essere un grande Poeta, mi sono chiesto il Perché di … Leggi tutto Benedetto Croce aveva scritto “Fino a diciotto anni tutti scrivono Poesie …

Quando parliamo del Destino … , Da un’intervista a Emanuele Severino pubblicata su Lo Sguardo – Rivista di Filosofia

da:(4) Amici di Emanuele Severino nell'ambito dell'intero pensiero contemporaneo | Facebook Quando parliamo del Destino parliamo non di un punto semantico. Hegel nella Logica dice che il significato essere non è divisibile, non contiene altri significati. Il punto semantico è il significato che non è divisibile in altri significati. Il punto semantico è il puro … Leggi tutto Quando parliamo del Destino … , Da un’intervista a Emanuele Severino pubblicata su Lo Sguardo – Rivista di Filosofia

Vasco Ursini , Il “nulla” nello sguardo del destino

Il "nulla" nello sguardo del destino Nello sguardo del destino appare l'impossibilità di bandire il significato "nulla". La volontà di liberarsi di questo significato presuppone la significanza del nulla. E infatti il discorso che afferma l'assoluta insignificanza del nulla (come fa, ad esempio, il discorso neopositivista) nega sé stesso, perché il concetto di "assoluta insignificanza" … Leggi tutto Vasco Ursini , Il “nulla” nello sguardo del destino

“Il fiume e l’oceano”: poesia di Khalil Gibran | da Libr’Aria

Una poesia di Khalil Gibran sulla paura del cambiamento. Dicono che prima di entrare in mareIl fiume trema di paura.A guardare indietrotutto il cammino che ha percorso,i vortici, le montagne,il lungo e tortuoso camminoche ha aperto attraverso giungle e villaggi. E vede di fronte a sé un oceano così grandeche a entrare in lui può … Leggi tutto “Il fiume e l’oceano”: poesia di Khalil Gibran | da Libr’Aria

che cosa vuol dire “per lei” morire?, da “Che cosa vuol dire morire” a cura di Daniela Monti edizioni Einaudi pagina 152 e 153

che cosa vuol dire "per lei" morire? Lei mi chiede che cosa significhi morire a mio modo di pensare. Se dovessi rispondere secondo il "mio" modo di pensare, non varrebbe la pena ascoltare neppure la prima parola di quanto dico: sarebbe, appunto, il "mio" modo di pensare. Il modo di pensare, cioè, di un individuo … Leggi tutto che cosa vuol dire “per lei” morire?, da “Che cosa vuol dire morire” a cura di Daniela Monti edizioni Einaudi pagina 152 e 153

“SU CIO’ DI CUI NON SI PUO’ PARLARE SI DEVE TACERE”, la famosissima 7^ (ed ultima) proposizione del Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein

E' la famosissima 7^ (ed ultima) proposizione del Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein. Non tutti forse sanno che proprio nella prefazione all'edizione del 1918 al Tractatus, Wittgenstein ne formula la proposizione completa, che recita testualmente: "Tutto ciò che può essere detto si può dire in modo del tutto chiaro; e su ciò di cui non si … Leggi tutto “SU CIO’ DI CUI NON SI PUO’ PARLARE SI DEVE TACERE”, la famosissima 7^ (ed ultima) proposizione del Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein

Ci vogliono due anni per imparare a parlare, Luciano de Crescenzo

Ci vogliono due anni per imparare a parlare e cinquanta per imparare a tacere. Il silenzio non è vuoto, ma è pieno di risposte. È solo quando riesci a “tacere”, evitando discussioni inutili, che mostri la tua intelligenza e la tua saggezza. Questa è quel genere di filosofia che non è nata per essere insegnata, … Leggi tutto Ci vogliono due anni per imparare a parlare, Luciano de Crescenzo

Il principio di non contraddizione secondo R. Panikkar

La contraddizione è contra-dizione, non è contra-essere. Dunque, la "contra-dizione" non si può dire. Ma chi ci ha detto che quello che "è" coincida con quello che si può dire? Chi ci dice che la Realtà obbedisca al principio di non-contraddizione? Tale principio va rispettato dentro il suo campo, e il suo campo è quello … Leggi tutto Il principio di non contraddizione secondo R. Panikkar