Il destino è negazione della propria negazione …, Emanuele Severino

Il destino è negazione della propria negazione, perché la negazione del destino (o di uno qualsiasi dei suoi tratti) è autonegazione (cfr., in Essenza del nichilismo, Ritornare a Parmenide, par. 6).

Che tale negazione sia autonegazione appare nello guardo del destino, non in ciò che tale negazione sa di se stessa. E l’essere negazione della propria negazione appartiene all’essenza del destino: il destino è lo stante, solo in quanto è tale negazione e dunque solo in quanto include la propria autonegantesi negazione (cfr, La struttura originaria)


(E. Severino, Oltre il linguaggio, Adelphi, Milano 1992, p. 170)

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