Un importante saggio di Edoardo Boncinelli
Il Corriere della sera di oggi – 08.07.2019 – ha pubblicato nella sua pagina “Cultura” un articolo di Giorgio Montefoschi che ha come titoli i seguenti:
Etica e scienza. Il saggio di Edoardo Boncinelli (il Saggiatore) sui perché della sofferenza, dal dolore fisico fino alla morte.
Groviglio di emozioni e di paure
Viaggio alle origini del male
L’articolo mi ha molto interessato perché ritengo che Edoardo Boncinelli sia un grande scienziato conosciuto e apprezzato – come tale – in tutto il mondo.
Lo stimo e lo apprezzo anche io anche perché lega i suoi interessi scientifici a quelli filosofici in cui sono più direttamente coinvolto. Si vedano – a tale riguardo – soprattutto i saggi: Contro il sacro, Rizzoli 2016; L’incanto e il disinganno: Leopardi ( scritto con Giuli Giorello, Guanda 2016); La farfalla e la crisalide, RaffaelloCortina 2018; Il cosmo della mente ( scritto con Antonio Ereditato, il Saggiatore 2018).
L’articolo di Montefoschi serve essenzialmente a presentare il nuovo saggio di Edoardo Boncinelli, Il male: Storia naturale e sociale della sofferenza, Il Saggiatore, 2019, che è uno dei suoi libri capitali rivisto e completato dopo molti anni.E’ il prodotto di quella unione tra scienza e filosofia di cui prima si diceva e che oggi, specialmente oggi, mi sembra una strada obbligata su cui occorre incamminarci con assoluta convinzione e nei giusti modi.
Il domandare di Boncinelli si piega sui problemi fondamentali dell’uomo così elencati da Montefoschi:: “Esiste il male? Se esiste, in cosa consiste? Nella Natura il Bene e il Male hanno una qualche ragione d’esistere, oppure no?. Il Male nasce con l’uomo? Perché, se Dio esiste, permette il Male?
Boncinelli – che non crede in Dio né in ogni altra immaginabile forma di trascendenza – risponde in questi termini:
” Prima o poi qualsiasi avversità finisce di procurarci dolore e dall’esperienza del dolore parte ogni considerazione del male nel mondo “.
Boncinelli esamina sia il dolore fisico – proveniente dall’esterno o dall’interno del nostro corpo, sia il dolore psichico che è profondamente legato alle emozioni per concludere che il cosiddetto “inconscio” fuori del corpo non esiste, avviene dentro il corpo ed è l’individuo.”Il suo dominus – scrive Montefoschi – è nel cervello: la corteccia cerebrale, e cioè il terminale dei circuiti nervosi, il luogo della cognizione, quello della memoria e dell’ordine. Dunque, il nostro Io “.
Il libro si sposta in conclusione a esaminare cosa accade quando ci si trova dinanzi alla morte. Sono queste le pagine più drammatiche del libro. Sono le pagine in cui – preso atto della “morte di Dio” – si fa innanzi in tutta la sua macabra realtà il convincimento che su questa terra “siamo soli e “dopo” non esiste nulla.

L’ha ripubblicato su Ontologia,Psicoanalisi,Logica..
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