La rete e il mare, di Vasco Ursini,

La rete e il mare
Con questa metafora ci si intende riferire alla dibattuta questione relativa alla possibilità di una esperienza di pensiero che vada “oltre la ragione” per verificare se la “rete” della ragione può arrivare a cogliere la verità del grande “mare” dell’essere sul quale essa continua a riflettere per tentare di agguantare la verità originaria.

È questa la questione assolutamente centrale nell’ambito della millenaria fatica filosofica, sia per coloro che pensano che la verità sia davanti a noi e che possiamo afferrarla alla fine di un percorso fitto di sfibranti tentativi di ricerca, sia per coloro che invece ritengono che essa – la verità originaria – sta dentro noi, è già manifesta in ciascuno di noi.
La questione resta aperta, anche dopo la testimonianza severiniana della “verità del destino”, che però non è riconosciuta come verità incontrovertibile dal pensiero filosofico contemporaneo.
La riflessione su di essa va ripresa con forza senza mettere nessuno in “epoché”.

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