L’essere in Heidegger e Severino, di Vasco Ursini

Per Heidegger l’essere differisce dall’essente.
Questo differire è la “differenza ontologica”, alla quale è opportuno dare un senso preciso: per Heidegger l’essere non è il “nihil absolutum”, ma è “das Nichts” (il nulla) inteso come il nulla dell’ “essente” e non come l’ “assolutamente nulla”.
Quindi per Heidegger l’essente, ad esempio una pietra, nell’atto in cui è, non è un assolutamente nulla, non è un “nihil absolutum”.
Rispetto a questa posizione heideggeriana, Emanuele Severino osserva che i termini della differenza ontologica – essere, ente – , che nelle intenzioni di Heidegger dovrebbero essere gli assolutamente differenti e incommensurabili, in realtà sono invece identici, e lo dovrebbeto essere anche per lui in questo tratto essenziale: quello di essere entrambi non un “nihil absolutum”, di essere cioè negazione del nulla assoluto.

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