Vasco Ursini, La poesia pensante

La poesia pensante (v. Leopardi, Montale, Ungaretti, Quasimodo ed altri) mostra, a chiare note, di rappresentare la “condizione umana”, il “dasein”, l’esserci”, meglio dei filosofi delle università italiane, che solitamente parlano un linguaggio del tutto “staccato” da tale condizione: un linguaggio astratto, un “bla bla” senza senso, un parlarsi addosso per il gusto di apparire e nient’altro.

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