Vasco Ursini, Brevi note su “Il tramonto della politica” (Rizzoli, 2017), un nuovo gioiello di Emanuele Severino

Il libro, edito da Rizzoli, è nelle librerie da pochi giorni. Solo il capitolo 27 è quasi interamente inedito. Tutta la Parte prima –  ripropone un gruppo di articoli pubblicati di recente sul “Corriere della Sera”. Il materiale dei primi quattro capitoli della parte seconda proviene da alcune interviste e da una conferenza che approfondisce gli argomenti della Parte prima. Proprio perché raccoglie tutto questo materiale, di enorme interesse e estremamente attuale, il libro è assolutamente prezioso. La sua tesi centrale “è l’inevitabilità del passaggio che dalla gestione politica dei processi politici conduce alla gestione tecno-scientifica di tali processi. In modo analogo, è inevitabile il passaggio che dalla attuale gestione economica dei processi economici e politici, e in sostanza di tutti quelli oggi presenti sulla terra, conduce alla loro gestione tecno-scientifica” (Così scrive Emanuele Severino nella Avvertenza).

Affermato che il prevalere della tecnica “è dovuto al modo in cui la filosofia farà sentire la propria voce” e che il “tramonto della politica” è l’avvento della “grande politica”, Severino scorge nella tecnica e nella filosofia le due dimensioni che costituiscono la “grande politica”. E subito avverte che la “grande politica” non è il prodotto della volontà del “grande individuo” – l’Ubermensch di Nietzsche -, “ma l’esito a cui sono destinate la volontà della tecnica e la volontà della filosofia quando giungono a unirsi dopo un lungo percorso“. Ma subito precisa che tuttavia “è al pensiero di Nietzsche, insieme a quello di pochi altri, che si deve l’apparire di quella volontà della filosofia senza la quale la tecnica non potrebbe porsi alla guida del mondo“.

Severino continua la sua analisi affermando che poi verrà un tempo “in cui la fede nella volontà viene lasciata alle spalle, e anche la grande politica e la dominazione della tecnica sono destinate al tramonto“. E aggiunge che, infatti, “tramonto della politica e delle altre grandi forze oggi viventi e avvento del dominio tecnico del mondo sono la coerenza estrema del modo in cui l’Occidente è venuto alla luce“.

La conclusione del discorso è quella Dimensione da tempo indicata dai suoi scritti, Dimensione che mette in questione la verità della storia dell’Occidente. “L’inevitabilità del tramonto della politica appartiene cioè alla coerenza estrema dell’errare estremo. Anche Lucifero è portatore di luce“.

In conclusione Severino afferma che nella Dimensione cui si è fatto riferimento “appare anche l’impossibilità che la storia proceda secondo quanto la volontà umana si propone di realizzare, e tuttavia alla storia appartiene anche l’accadimento della volontà“.  Pertanto, non si tratta di dire che cosa “si debba fare” e , infatti, nemmeno queste sue pagine lo dicono, ma “mostrano ciò che è destinato ad accadere e pertanto ciò che la volontà è destinata a volere“.

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