La filosofia contemporanea, a parte qualche nobile eccezione, è riconducibile allo scetticismo. “Ma non allo scetticismo ‘ingenuo’ che si confuta da solo e che spesso è l’aspetto più visibile della cultura filosofica contemporanea, ma allo scetticismo inconfutabile che tien ferma, come unica e suprema verità, l’esistenza del divenire.
Lo scetticismo della filosofia contemporanea è inconfutabile, all’interno della cultura occidentale, perché consiste nel dire che, poiché la vera realtà è il pensiero, o linguaggio, o storia, o impulso, o volontà di potenza, e ‘dunque’ divenire, non può esistere alcuna verità definitiva che abbia la pretesa di porsi al di sopra della verità del ‘divenire’. Lo scetticismo autentico sostiene la ‘verità’ del divenire. Anche le filosofie della cosiddetta “svolta linguistica” appartengono al fenomeno della “distruzione degli immutabili” (come Rorty rileva a Proposito di Derrida)”.
(E. Severino, La follia dell’angelo, Rizzoli, Milano 1997, p. 187).
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