Vasco Ursini, Inseparabilità di pensiero e linguaggio, pubblicato in  Amici a cui piace Emanuele Severino

 

La filosofia contemporanea continuamente ribadisce la inseparabilità di pensiero e linguaggio, ma lascia piuttosto in ombra il ‘fondamento’ di tale inseparabilita’, non ne mette in luce il carattere perentorio, si limita a presentarla come qualcosa di evidente.
Emanuele Severino afferma invece che l’inseparabilità di pensiero e linguaggio può essere mostrata con una radicalità superiore a quella mostrata dalla filosofia contemporanea, tutta protesa a mettere continuamente in risalto la centralità di questa inseparabilità.

E indica in un suo libro (Oltre il linguaggio, Adelphi) che tale ‘radicalità’ non esclude di potersi portare, appunto, “oltre il linguaggio”.

 

Per lui, portarsi “oltre il linguaggio” non è soltanto possibile, ma è addirittura ‘necessario’, nel senso che il divenire del linguaggio non riesce a travolgere tale “necessità”, che dunque va intesa in un senso essenzialmente diverso da quello attribuito a questa parola dal pensiero occidentale.

Sorgente: (6) Amici a cui piace Emanuele Severino

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