Emanuele Severino sulla proposizione 6.54 del “Tractatus” del Wittgenstein , da La struttura originaria

« La proposizione 6.54 del “Tractatus” del Wittgenstein suona: “Dalle mie proposizioni resta chiarito che chi mi ha compreso riconoscerà da ultimo che esse sono prive di significato quando attraverso e per mezzo di esse è salito al di sopra di esse. (Egli dovrà, per così dire, gettar via la scala dopo che è salito con essa)“.

Questa proposizione è la stessa autoconfutazione della filosofia wittgensteiniana. (Può essere inoltre considerata come uno dei punti di maggior divario tra la logica neopositivista e la logica idealistica). Essa afferma che il processo mediante il quale viene stabilita la significanza delle proposizioni non filosofiche è insignificante.

Ora è chiaro che la significanza delle proposizioni non filosofiche vale come RISULTATO di quel processo di significazione – sì che questo processo deve essere MANTENUTO come in ciò in relazione al quale la significanza in questione è un risultare; oppure questa significanza non è assunta come un tale risultato, e allora è come se la proposta filosofica del Wittgenstein non sia stata nemmeno avanzata. »

E. Severino, “La struttura originaria”

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