La sete di infinito e di eterno in Spinoza, in Erminio Troilo, Introduzione alla filosofia di Benedetto Spinoza in Benedetto Spinoza, Etica, Libri Italia, 1997, p. 47

Vasco Ursini ha aggiornato il suo stato.

 

La questione se Spinoza sia ateo o panteista, sostanzialmente non ha senso; Spinoza è ebro di infinito, di assoluto, di eterno; e questo egli chiamerà promiscuamente Dio o Natura. Tale ebbrezza non è rapimento mistico, non è fede ricevuta, non è imposizione; non si subisce per autorità o per grazia; non è insomma passività; ma si conquista con processo vivo di attività, onde finalmente si raggiunge quel punto già accennato dove passione e conoscenza si fondono in un sola fiamma di penetrazione obiettiva e di beatitudine soggettiva, di consapevolezza suprema e di libertà : ‘Amor Dei intellectualis’; ma anche, necessariamente, per la logica determinazione spinoziana, ‘sive Natura’.

(Erminio Troilo, Introduzione alla filosofia di Benedetto Spinoza in Benedetto Spinoza, Etica, Libri Italia, 1997, p. 47).

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