PENSARE SIGNIFICA OBIETTARE, in UGO SPIRITO, “La vita come ricerca” (1937)

Pensare significa obiettare. L’ingenuo ascolta e crede; riceve passivamente la parola altrui, così come i suoi occhi ricevono la luce. Allorché nella sua anima affiora il primo dubbio e a poco a poco egli ne acquista coscienza, al dogma si sostituisce il problema e sorge il pensiero. Non ascolta soltanto, ma reagisce e parla. La prima parola che dà vita al suo discorso alimentandosi di tutta la sua personalità; la prima parola, a rigore, in cui la personalità si distingue e si afferma è un terribile monosillabo: “ma”. Alla tesi si contrappone l’antitesi, alla fede il dubbio, alla conclusione l’antinomia. E comincia il colloquio con gli altri e con se stesso, l’ansia di persuadere e di persuadersi, di risolvere il problema che continuamente si ripropone, di rispondere alle obiezioni che sempre si frangono in nuove obiezioni; finché a un certo punto ci si arresta, o delusi per non esser capaci di giungere a una soluzione o soddisfatti di averla raggiunta, ma nell’uno e nell’altro caso cessando di pensare. Quando le obiezioni sono esaurite si chiude la discussione.

UGO SPIRITO, “La vita come ricerca” (1937)

www.storiadellafilosofia.net

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