Ancora sul tempo, come ci appare e come lo percepiamo qui su questa terra. Altrove la sua percezione può essere diversa, anzi sicuramente lo è stando a ciò che la fisica ci dice
Tutto ciò che si vive, istante per istante, sprofonda nel passato. Di esso, tuttavia, si può conservare il ricordo. Ma un conto è il passato, altro conto e il suo ricordo. Se cerchi di acchiappare il presente per fermarlo almeno un istante, non acchiappi nulla. Sprofonda nel passato immediatamente. Resta il futuro. Ma esso è così buio che non si riesce a vedere nulla di ciò che accadrà. Possiamo soltanto assistere, istante dopo istante, agli eventi che uno dopo l’altro ci si presentano innanzi o ci cadono addosso. Tutto questo avviene mentre i mortali vivono la loro vita, giorno per giorno, stando “come d’autunno sugli alberi le foglie”, che prima o poi si sa che cadranno. Questa drammatica condizione esistenziale non impedisce tuttavia ai mortali di mettere in moto la loro volontà fino a spingerli a tentare di progettare ciò che intendono fare nel loro futuro. E di fatto essi definiscono i loro progetti per realizzazioni proiettate anche in tempi lunghi. Così, in questa tragica condizione esistenziale, la grande massa degli umani, in larghissima maggioranza, va avanti da millenni riuscendo così ad attendere il momento della “caduta della foglia”. Alcuni di loro non ce la fanno, si fermano prima del fatidico momento in cui essa cade. Si fermano per loro volontà, mossa o no, a seconda dei casi, dall’istinto di morte.
