JORGE LUIS BORGES ARTE POETICA , segnalato in Amici di Emanuele Severino | Facebook

Guardare il fiume ch’è di tempo e di acqua
e ricordare che anche il tempo è un fiume,
saper che ci perdiamo come il fiume
e che passano i volti come l’acqua.
Sentire che la veglia è anch’essa un sonno
che sogna d’esser desto e che la morte
che teme il nostro corpo è quella morte
di ogni notte, che chiamiamo sonno.
Decifrare nel giorno o nell’anno un simbolo
dei giorni dell’uomo e dei suoi anni,
convertire l’oltraggio empio degli anni
in una musica, un rumore e un simbolo,
dire sonno la morte, nel tramonto
vedere un triste oro, è la poesia
eterna e povera. La poesia
che torna come l’aurora e il tramonto.
A volte appare nelle sere un volto
e ci guarda dal fondo d’uno specchio:
l’arte deve esser come questo specchio
che ci rivela il nostro stesso volto.
Narran che Ulisse, stanco di prodigi,
pianse d’amore nello scorgere Itaca
Verde e umile. L’arte è anch’essa un’Itaca
di verde eternità, non di prodigi.
È anch’essa come il fiume interminabile
che passa e resta e riflette uno stesso
Eraclito incostante, che è lo stesso
ed un altro, come il fiume interminabile.
Traduzione: Domenico Porzio
JORGE LUIS BORGES
ARTE POÉTICA

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