Vasco Ursini sull’ ultimo libro di Emanuele Severino, STORIA, GIOIA, Adelphi

Molti scritti di Severino indicano un senso della “storia” profondamente diverso da quello presente nelle varie forme della cultura occidentale e ormai planetaria, del tutto restia a discutere la sua fede nell’esistenza della storia.

Per Severino, fede nell’esistenza della storia vuol dire fede nel divenire, cioè fede nell’esistenza del processo in cui le cose vengono dal niente e vi ritornano. Ed è opportuno precisare che, per Severino, negare la fede nella storia non significa negare l’esistenza di quel mondo di progetti, bisogni, angosce in cui consiste la nostre concreta esperienza, ma significa negare che in esso si manifesti la verità.

Per Severino, la storia, nel suo significato più radicale, “è l’infinito e sempre più ampio apparire degli eterni in ognuno dei “cerchi dell’apparire del destino della verità”. Ogni cerchio è l’essenza di ciò che chiamiamo “un uomo”. Gli eterni, quindi, non sono res gestae”. Che esistano res gestae – cose che son fatte esistere e che escono dall’esistenza – è la “follia estrema”.

Solo gli eterni hanno Storia, solo essi possono “morire” e rimanere eterni. Dunque la loro storia continua all’infinito anche dopo la morte. “La Storia appare all’interno della Gioia della totalità degli eterni: all’interno dell’Infinito che va mostrandosi nella Storia e, inesauribile, ne rende possibile l’infinito dispiegarsi”.


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scrive VASCO URSINI in https://www.facebook.com/vasco.ursini?fref=nf

In molti suoi scritti, e ancora più direttamente in questo suo fresco di stampa “Storia, Gioia”, Emanuele Severino delinea un senso della “storia” abissalmente diverso da quello rappresentato dalla varie forme di cultura: la storia è l’infinito e sempre più ampio apparire degli “eterni” in ciascuno dei cerchi dell’apparire del destino della verità, Ciascun cerchio è l’essenza di ciò che chiamiamo “uomo”. Conseguentemente gli “eterni” non sono “res gestae”. La “follia estrema” consiste appunto nel credere che esistano “res gestae”, cioè cose che sono fatte esistere e che poi escono dall’esistenza. Per Severino, dunque, solo gli “eterni” hanno storia. Solo essi possono “morire” e rimanere “eterni”. La loro Storia prosegue all’infinito anche dopo la loro morte. “La totalità infinita degli eterni è la Gioia, la Pianura che dà spazio all’infinito, e sempre pi ampio, apparire degli eterni nella “costellazione” dei cerchi”.

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