Vasco Ursini su:  Emanuele Severino, “In viaggio con Leopardi. La partita sul destino dell’uomo”, Rizzoli, Milano 2015, tratto dal gruppo FB Amici a cui piace Emanuele Severino

Un libro da leggere

Durante il recente periodo di riposo che mi sono concesso ho letto e riletto il terzo libro su Leopardi di Emanuele Severino, “In viaggio con Leopardi. La partita sul destino dell’uomo”, Rizzoli, Milano 2015.

Nel 1990 Severino pubblicò il suo primo libro sul grande poeta italiano: “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi”, Rizzoli, Milano; seguì nel 1997, “Cosa arcana e stupenda, L’Occidente e Leopardi”, Rizzoli, Milano.

Rispetto ai primi due questo terzo libro su Leopardi è rivolto a un pubblico più ampio. Ciò rende più facile la comprensione delle ardue tematiche leopardiane. I lettori che sentissero il bisogno di approfondimenti e di ulteriori chiarimenti possono consultare i primi due testi peraltro riproposti in modo nuovo e con nuovi spunti in questo terzo libro ove si gioca una partita tra tre giocatori: il Giocatore Bianco, il Giocatore Nero e un terzo Giocatore. Il ‘Giocatore Bianco’ è la ‘tradizione’ della civiltà occidentale. E’ cioè il pensiero e le opere di tale tradizione. Egli “ritiene di avere la capacità di mostrare che il mondo, in tutti i suoi aspetti, esiste all’interno di un Ordine e di un sistema di Leggi immutabili che si fondano sul Principio divino ed eterno di tutte le cose. Questa convinzione è l’idea che guida le azioni umane compiute lungo tutta la tradizione dell’Occidente.

Il ‘Giocatore Nero’ è ‘ Leopardi”, che, insieme a Nietzsche e Gentile e pochi altri, scorge “le ‘ragioni’ dell’immensa frana di più di due millenni di civiltà”. C’è inoltre da considerare che “il ‘Giocatore Nero’ gioca sulla scacchiera che è statta costruita dal ‘Giocatore Bianco. La scacchiera dove per la prima volta il divenire delle cose – la morte – è pensato e vissuto come il loro uscire dal nulla e il ritornarvi. In questo senso il ‘Giocatore Nero’, vincendo la partita, è un parricida. Quella di cui stiamo parlando è comunque la scacchiera, evocata per la prima volta dal pensiero greco, su cui è stata ed è giocata l’intera storia dell’Occidente … e ormai anche dell’Oriente ( che pertanto ha cessato di essere la preistoria dell’Occidente, cioè di essere il luogo dove il divenire non è ancora posto in relazione al nulla)”.
“Ma in queste pagine la partita è giocata anche da un ‘Terzo Giocatore’ … che, invece di giocare su quella scacchiera, “indica lo ‘Sguardo’ che vede qualcosa di mai visto dalle sapienze dei mortali: lo ‘Sguardo’ che vede la grande e potente scacchiera sbriciolarsi, cadere a pezzi, non appoggiarsi ad alcunché [ … ]. Lo sfacelo della scacchiera è infinitamente più profondo della frana della tradizione occidentale”. Il ‘Terzo Giocatore’ “non è lo Sguardo: lo indica. (Ma tale Sgurado è presente nel profondo di ogni uomo)”. All’immensità di tale Sguardo si rivolgono gli scritti di Emanuele Severino, nei quali esso è chiamato “destino della verità”.
“In viaggio con Leopardi” è un libro prezioso che segnalo all’attenzione di tutti gli amici. Va letto, riletto e possibilmente comparato con i primi due. Ma anche da solo può essere utile a comprendere sempre più in profondità il senso di questo nostro stare nel mondo.

Sorgente: (6) Amici a cui piace Emanuele Severino

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