penetrare il senso di questo semplice e grande pensiero: che l’essere è e non gli è consentito di non essere, tratto da un post pubblicato nel gruppo FB  Amici a cui piace Emanuele Severino, a cura di Vasco Ursini

Per ridestare la verità dell’essere, che sin dal giorno della sua nascita giace addormentata nel pensiero occidentale, si dovrà pur sempre penetrare il senso di questo semplice e grande pensiero: che l’essere è e non gli è consentito di non essere. Il suo risveglio costituisce certo il maggior pericolo per il lungo inverno della ragione, che vede sconvolte le più antiche abitudini e si sente proporre un compito nuovo, ed il più esssenziale. Se si è capaci, bisogna soffocare questo pensiero prima che giunga a fiorire, perché altrimenti è destinato, lui solo, ad aver diritto alla fioritura. Spinge infatti lungo una via,dalla quale non è più possibile tornare indietro: se dell’essere (di ogni e di tutto l’essere) non si può pensare che non sia, allora dell’essere (di ogni e di tutto l’essere) non si può pensare che divenga, perché divenendo non sarebbe – non sarebbe cioè prima del suo nascimento e dopo la sua corruzione: Sì che ‘tutto’ l’essere è immutabile. Non esce dal nulla e non ritorna nel nulla. E’ eterno.

(Emanuele Severino, Poscritto).

Sorgente: (1) Amici a cui piace Emanuele Severino

Un pensiero riguardo “penetrare il senso di questo semplice e grande pensiero: che l’essere è e non gli è consentito di non essere, tratto da un post pubblicato nel gruppo FB  Amici a cui piace Emanuele Severino, a cura di Vasco Ursini

  1. Questa citazione mi pare molto opportuna, perché mostra come il linguaggio che tenta di testimoniare il destino, lo faccia sempre meglio. Da ‘Destino della necessità’ in poi non ci si imbatte più in alcune espressioni contenute in questo passo, di cui cito singoli termini per dare l’idea di quanto voglio sottolineare: ‘per ridestare la verità dell’essere… sin da giorno della sua nascita…. si dovrà pur sempre penetrare…altrimenti…più (possibile) ..’ . Queste espressioni dovranno essere abbandonate, mentre altre qui presenti dovranno essere sviluppate: ‘è destinato, lui solo, ad aver diritto alla fioritura….non è (più) possibile…..’ . PierLuigi

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