L’APPARIRE, citazione proposta da Vasco Ursini in: E. Severino, Il sentiero del Giorno, in Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano 1982, pp.162-163

L’APPARIRE

L’apparire non è l’apparenza; anche le apparenze, come le realtà appaiono. All’opposto dell’apparenza, che nasconde, l’apparire scopre, mette in luce. Per questo lato, l’apparire è un trarsi indietro, o in disparte, come è tratto in disparte il sipario perché lo spettacolo possa essere veduto. Solo che nell’apparire non c’è traccia di ciò che si è tratto in disparte: è uno svegliarsi e anzi un essersi già da sempre svegliati a scena aperta.Una negatività, dunque. [ … ]
Questo trarsi in disparte è però solo l’aspetto negativo dell’apparire, che non può essere così indeterminato e così puro da essere nulla. Se lo Heidegger lo intende appunto come ‘nulla’, egli avverte peraltro che questo ‘nulla’ non è un ‘nihil absolutum’ (lo è anzi così poco che, per lui, il ‘nulla’ è l’ ‘essere’ stesso). La purezza e indeterminatezza dell’apparire voglion dire allora che esso non è ‘niente altro che’ apparire (non dunque un nulla, ma nulla oltre il suo essere apparire), ossia che la significanza, la particolare determinatezza dell’apparire si esauriscono nel suo essere apparire (manifestazione, presenza, apertura dell’essere).

(E, Severino, Il sentiero del Giorno, in Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano 1982, pp.162-163)

Sorgente: Amici a cui piace Emanuele Severino

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