terra, terra isolata, terra che salva, contraddizione C, Gloria … dal Glossario delle espressioni chiave della filosofia di Emanuele Severino, in Nicoletta Cusano, Emanuele Severino – Oltre il nichiloismo, Mocelliana, Brescia 2011, pp. 528-529. Proposto da Vasco Ursini

Vasco Ursini

Glossario delle espressioni chiave della filosofia
di Emanuele Severino

5

terra: la totalità degli essenti sopraggiungenti nel cerchio del destino.

terra isolata: è la terra in quanto isolata dal destino, ossia dalla sua verità. Così isolata, la terra è nulla, ovvero è il “positivo significare del nulla”.

terra che salva: si tratta della terra che libera dall’isolamento del destino. Nell’isolamento l’apparire del destino è contrastato dall’isolamento. Ciò significa che l’apparire del destino, in quanto tale, non impedisce l’apparire dell’isolamento della terra. Con l’apparire della terra che salva sopraggiunge una terra che non consiste solo nell’apparire del destino, ma nell’apparire del destino in quanto non più contrastato dall’isolamento e in questo senso “salvato”.

contraddizione C: poiché nell’Io finito del destino non può apparire l’Io infinito del destino, l’Io finito ‘isola’ l’essente dalla totalità concreta. Tale “isolamento” prende il nome di contraddizione C, giacché l’Io finito si contraddice mostrando un tutto che non è il tutto. Ma tale contraddizione è essenzialmente diversa dalla contraddizione in cui consiste l’isolamento nichilistico. L’Io finito del destino, infatti, non nega il destino come innegabile esser sé dell’essente, ma semplicemente non lo mostra nella sua totalità concreta: il destino non viene negato ma taciuto. L’isolamento nichilistico, invece, nega l’esser sé dell’essente e cioè nega il destino della verità. Mentre nel primo caso si tratta di un silenzio della verità su se stessa, nel secondo caso si tratta della negazione dello stare eterno e innegabile dell’essente (affermando il divenire altro dell’essente). Questa differenza è particolarmente importante. Infatti, se si dicesse che anche l’Io finito del destino è isolamento nel senso della negazione della verità, l’Io finito del destino non sarebbe de-stino e l’esistenza dell’Io infinito del destino, quale toglimento originario di ogni contraddizione, non potrebbe essere affermata. Ferma restando l’essenziale diversità tra le due contraddizioni, va però rilevato che la contraddizione C è la matrice originaria dell’isolamento della terra e della mortalità del mortale: se il Tutto apparisse nella sua concretezza, l’isolamento della terra dal destino non avrebbe luogo.

differenza ontologia: premesso che ogni vicinanza con la Differenza heideggeriana è puramente terminologica, la differenza ontologica severiniana indica la differenza tra l’essente in quanto appare circondato dal tutto concreto e l’essente in quanto appare nell’apparire finito, cioè separato dalla totalità concreta.

Gloria: indica la necessità che nessun essente della terra, in quanto sopraggiungente, sia “non inoltrepassabile”. Questa espressione non può essere sostituita da quella più semplice di “oltrepassabile”, perché quest’ultima indica semplicemente la ‘possibilità’ che qualcosa sia oltrepassato, mentre Severino allude all”impossibilità’ che ciò che sopraggiunge non sia oltrepassato, ossia alla necessità che ogni sopraggiungente sia oltrepassato. La Gloria è dunque l’inesauribile oltrepassare in cui la contraddizione C viene progressivamente tolta, senza poterlo mai essere completamente (in tal caso, infatti, si avrebbe l’impossibile identificazione di finito e infinito). La Gloria, come inesauribile sopraggiungere-oltrepassare di eterni, è il senso autentico del tempo.

io individuale: ‘ uno degli essenti isolati che appaiono nell’Io del destino. E’ l’apparire consistente nella (impossibile) volontà come fede nel diventare altro, ossia quale fede isolante la terra dal destino. La differenza tra Io del destino e io individuale è essenziale: mentre l’Io finito del destino è un contraddirsi (contraddizione C) che è tolto nell’apparire infinito, l’io individuale in tale apparire non è tolto come contraddizione, ma mostrato come negazione del destino.
(Il Glossario è tratto da: Nicoletta Cusano, Emanuele Severino – Oltre il nichiloismo, Mocelliana, Brescia 2011, pp. 528-529).

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