Ancora sul DESTINO DELLA VERITA’, citazione da: EMANUELE SEVERINO, ‘In margine al senso della contraddizione’, in ‘Scenari dell’impossibile – La contraddizione nel pensiero contemporaneo’, a cura di F. Altea e F. Berto, Il Poligrafo, Padova 2007, pp. 204-205. Tratto dal gruppo facebook amici di Emanuele Severino a cura di Vasco Ursini

 

L’assoluta innegabilità del destino della verità non è quantificabile: è impossibile un “di più” e un “di meno” di innegabilità. In quanto il “di più” e il “di meno” differiscono dall’assolutamente innegabile, sono entrambi negabili e il loro esser affermati è fede. All’assolutamente innegabile, pertanto, non “ci si avvicina”, né da esso “ci si allontana”. La scienza non può essere un indefinito “avvicinarsi alla verità”: per sapere che ci si avvicina o ci si allontana da essa sarebbe necessario che essa apparisse: ma allora non ci si troverebbe né vicini né lontani da essa: ci si troverebbe in essa. Tanto la “probabilità” più alta quanto la più bassa sono infinitamente lontane dall’assolutamente innegabile.
Che il destino della verità appaia (già da sempre) innanzitutto come “struttura originaria significa che essa ‘non’ è un insieme di “assiomi” o di “postulati” più o meno “intuitivamente evidenti” […] In quanto la struttura originaria del destino è l’assolutamente incontrovertibile, i suoi elementi si implicano originariamente (secondo un’implicazione che costituisce i senso originario dell’innegabilità, cioè il senso originario dell’esser sé degli essenti e del loro non esser altro da sé: il senso originario della negazione della contraddizione – tutte affermazioni, queste, che, qui, possono essere solo asserite). E’ pertanto impossibile che dalla struttura originaria del destino sia derivabile una qualsiasi contraddizione, e quando sembra che ciò accada, ciò che è derivato è, appunto, l’apparenza di una contraddizione.


(Emanuele Severino, ‘In margine al senso della contraddizione’, sta in ‘Scenari dell’impossibile – La contraddizione nel pensiero contemporaneo’, a cura di F: Altea e F. Berto, Il Poligrafo, Padova 2007, pp. 204-205).

Un pensiero riguardo “Ancora sul DESTINO DELLA VERITA’, citazione da: EMANUELE SEVERINO, ‘In margine al senso della contraddizione’, in ‘Scenari dell’impossibile – La contraddizione nel pensiero contemporaneo’, a cura di F. Altea e F. Berto, Il Poligrafo, Padova 2007, pp. 204-205. Tratto dal gruppo facebook amici di Emanuele Severino a cura di Vasco Ursini

  1. Si tratta di affermazioni (forzatamente astratte in questo contesto) che però, nella loro concretezza, restituiscono, a chi vuol in qualche modo ‘precisare’, l’impossibilità della mediazione. Quest’ultima deve pur farsi avanti perché (non affinché) la struttura originaria, o destino, la ‘deve’ negare, e anche qui con una forte attenzione all’idea che questo sia un compito da svolgere (se non lo svolgi resti bocciato) e non piuttosto un progressivo apparire della concretezza del fondamento dell’orizzonte finito del destino. Grazie a Vasco Ursini per averci messo davanti questo ‘frammento’.

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