SCAMBIO EPISTOLARE TRA EMANUELE SEVERINO E NORBERTO BOBBIO: “in questi anni ho spesso pensato a Lei: E mi sono spesso occupato del Suo pensiero: con grande simpatia e stima  …”, dal gruppo Amici a cui piace Emanuele Severino

 

Caro professor Bobbio,
anche se non Le ho scritto direttamente, in questi anni ho spesso pensato a Lei: E mi sono spesso occupato del Suo pensiero: con grande simpatia e stima, anche se in modo critico. Non so se lei abbia avuto occasione di leggere qualcosa.
Ma ora leggo io, sull’ultimo numero di “MicroMega” [2, 2000], queste Sue affermazioni:
“Come e e perché il passaggio dal nulla all’essere? E’ una domanda tradizionale, ma io non ho la risposta: perché l’essere e non piuttosto il nulla? Io non mi sono mai nascosto di non avere una risposta, e non so chi sappia darla a questa domanda ultima, se non per fede. Secondo Severino l’essere è infinito, l’essere ‘c’è’. Ma non è che siamo in grado di capire cosa c’era prima”.
Sono completamente d’accordo con lei che quella è la “domanda ultima”. D’altra parte, non intendo certo, con qualche riga, sostituire le molte cose che io ho scritto in proposito. Ma il Suo passo suona – mi permette di dirlo? – come se io non avessi scritto nulla. Mi lasci, allora, aggiungere queste righe.
In questo Suo passo si dà per scontato che l’ ‘essere’ sarebbe potuto rimanere nulla: ossia che ci sia un “tempo” in cui l’ ‘essere’ – l’ ‘essere’, badi bene! – è nulla (un tempo in relazione al quale sia vero affermare che l’ ‘essere’ è nulla).
Ma l’affermazione: “l’ ‘essere’ è nulla” non è forse essenzialmente diversa dall’affermazione: ” Il ‘nulla’ è nulla”?
Nella prima affermazione, infatti, è dell’ ‘essere’ – e non del nulla! – che si afferma che è nulla.
E che l’ ‘essere’ sia nulla non è anche per Lei inaccettabile? Infatti ci si può chiedere: “Perché l’essere ‘e non piuttosto il nulla’ ?”, solo se si nega che l’essere sia nulla.
Ma se la nullità dell’essere (ossia del non nulla) è impossibile, allora è impossibile che l’essere non sia, e cioè sia nulla. Ossia è necessario che quel “tempo” in cui l’essere è nulla sia impossibile. Ossia è necessario che l’essere sia eterno.
Tutto questo significa che un “passaggio dall’essere al nulla” è impossibile; e che tentare di “capire cosa c’era prima dell’essere” significa daccapo affermare che quel “prima” è il “tempo” in cui l’essere è il nulla.
Caro professore, L’ho tediata abbastanza: Penso a Lei con affetto e Le auguro ogni buona cosa.
Suo
Emanuele Severino
Brescia 3 maggio 2000

Nella sua bella e toccante risposta del 7 maggio alla mia lettera qui sopra riportata, Bobbio, tra l’altro, ricorda le sue letture dei miei libri, la sua amicizia con Gustavo Bontadini e le vacanze estive passate insieme s lui a Cervinia, il “nostro unico incontro a Venezia, molti anni fa”, e si dice d’accordo con le considerazioni sviluppate nella mia lettera.
(Emanuele Severino, La legna e la cenere. Discussioni sul significato dell’esistenza, Rizzoli, Milano 2000, pp. 99 – 100)

Sorgente: (75) Amici a cui piace Emanuele Severino

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