Domandare perché c’è qualcosa e non invece niente significa affermare la possibilità che invece della totalità degli essenti … non fosse esistito nulla, e pertanto significa affermare la possibilità che tale totalità sia niente e torni ad esserlo, Emanuele Severino

Domandare perché c’è qualcosa e non invece niente significa affermare la possibilità che invece della totalità degli essenti, ossia di ciò che (in un modo o nell’altro) esiste, non fosse esistito nulla, e pertanto significa affermare la possibilità che tale totalità sia niente e torni ad esserlo. L’affermazione di questa possibilità non è peculiare di Leibniz: è il pensiero che sta ormai al centro della nostra civiltà e della nostra cultura (e dunque del sapere scientifico). Ma questo pensiero (a cui corrisponde la forma di azione che vuole far essere e non essere gli essenti) non riesce a scorgere di essere la convinzione che l’essente in quanto essente è niente, ossia non riesce a scorgere la propria essenziale contraddizione. Infatti, il tempo in cui l’essente non è ancora, o non è più, o in cui sarebbe potuto non essere invece di essere, è una dimensione in cui l’essente in quanto tale è niente. (E. S.).

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