“Ancora un poco…, in Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni, Rizzoli, pp. 160-161

 

“Ciò che se ne va scompare per un poco. I morti che se ne vanno scompaiono per un tempo maggiore. Ma poi, tutto ciò che è scomparso riappare. “Ogni cosa’ – da quella cucina d’inverno al fuoco che ardeva in quel camino, dai miei attorno al tavolo a quel bambino che ero io, e poi Esterina e tu e tu – può dire: “Ancora un poco e non mi vedrete; e un poco ancora e tornerete a vedermi, perché vado al Padre” *Gv 16,16. […- “E nessuno toglierà via da voi la vostra gioia” (ibid. 22).
Al di là della fede cristiana, “andare al Padre” significa che gli eterni del mondo di ognuno appaiono, in ognuno, insieme agli eterni del mondo di ogni altro, perché sopraggiunge in ognuno la terra che porta al tramonto il nostro esser separati. È la terra che salva perché è l’apparire della Gioia, ossia di ciò che da ultimo il nostro Io del destino è in verità.
(Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni, Rizzoli, pp. 160-161)”.

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