Il “mortale” vive credendo che la terra – ossia il luogo in cui gli essenti vanno via via apparendo – sia il terreno sicuro con cui egli ha sicuramente a che fare …, in Emanuele Severino, Dall’Islam a Prometeo, Rizzoli, Milano 2003, p. 200

Il “mortale”

Il “mortale” vive credendo che la terra – ossia il luogo in cui gli essenti vanno via via apparendo – sia il terreno sicuro con cui egli ha sicuramente a che fare. Il “mortale” è cioè l’isolamento della terra dal destino della verità. L’isolamento della terra è l’apparire della morte e del dolore. Ma l’isolamento della terra è destinato al tramonto. Il povero non meno del ricco, l’ignorante, non meno del dotto, l’uomo d’azione, non meno del “contemplativo” che “rinuncia” all’azione, il politico, non meno dell’individualista appartengono alla terra isolata. Il tramonto della terra isolata se li lascia tutti alle spalle. Non c’è, tra essi, un privilegiato o un “giusto” a cui, per primo, sarà aperta la porta del cielo,
Eppure ognuno di noi non è quel che crede di essere, cioè, appunto, un “mortale”; ma è già da sempre, eterno, oltre il proprio esser mortale, oltre il proprio esser uomo. E’ Oltre-uomo – ma in un senso essenzialmente diverso da quello a cui guarda Nietzsche quando, con questa parola, indica la forma suprema della volontà di potenza. Anzi, ognuno di essi è oltre Dio che di volta in volta essi vanno immaginandosi. Ognuno di essi è Oltre-Dio.

(Emanuele Severino, Dall’Islam a Prometeo, Rizzoli, Milano 2003, p. 200)

Sorgente: Amici a cui piace Emanuele Severino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...