IL DESTINO DELL’ESSERE: citazione da E. Severino, Il muro di pietra, Rizzoli, Milano 2006, pp. 169-170, proposta da Vasco Ursini

 

Domandare perché c’è qualcosa e non invece il niente significa affermare la possibilità che invece della totalità degli essenti, ossia di ciò che (in un modo o nell’altro) esiste, non fosse esistito nulla, e pertanto significa affermare la possibilità che tale totalità sia stata niente e torni ad esserlo. L’affermazione di questo possibilità non è peculiare di Leibniz: è il pensiero che sta ormai al centro della nostra civiltà (e dunque del sapere scientifico). Ma questo pensiero ( a cui corrisponde la forma di azione che vuol far essere e non essere gli essenti) non riesce a scorgere di essere la convinzione che l’essente in quanto essente è niente, ossia non riesce a scorgere la propria essenziale contraddizione. Infatti, il tempo in cui l’essente non è ancora, o non è più, o in cui sarebbe potuto non essere invece di essere, è una dimensione in cui l’essente in quanto tale è niente.
La domanda di Leibniz implica dunque questa essenziale contraddizione. Dalla quale il pensiero è libero solo in quanto appare l’impossibilità che l’essente in quanto essente (e dunque ogni essente) non sia, e cioè solo in quanto appare la necessità che ogni essente sia: l’eternità di ogni essente – sì che le trasformazioni del mondo non vanno interpretate come l’oscillazione degli essenti tra l’essere e i niente, ma sono il comparire e lo scomparire degli eterni.

(E. Severino, Il muro di pietra, Rizzoli, Milano 2006, pp. 169-170)

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4 pensieri riguardo “IL DESTINO DELL’ESSERE: citazione da E. Severino, Il muro di pietra, Rizzoli, Milano 2006, pp. 169-170, proposta da Vasco Ursini

  1. Chiedo un chiarimento su qualcosa che – certamente per un mio limite – ancora non ho capito. Nella prospettiva proprosta dal prof. Severino il succedersi dell’apparire e del disapparire degli essenti è regolato da qualcosa? e se sì da che cosa e come?

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      1. La prego di indicarmi a quale mail posso trovarle il prof. Ursini. Mi scusi, ma io col computer sono un po’ imbranato…
        Grazie
        Luva Corradi

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