Emanuele Severino: “L’essere (…) non è la totalità che è vuota delle determinazioni del molteplice (Parmenide), ma è la totalità delle differenze, l’area al di fuori della quale non resta nulla, ossia non resta alcunché di cui si possa dire che non è un nulla … “, citazione proposta da Vasco Ursini in gruppo FB Amici a cui piace Emanuele Severino

LA VERITA’ DELL’ESSERE

L’essere (…) non è la totalità che è vuota delle determinazioni del molteplice (Parmenide), ma è la totalità delle differenze, l’area al di fuori della quale non resta nulla, ossia non resta alcunché di cui si possa dire che non è un nulla. L’essere è l’intero del positivo. E proprio in quanto c’è coscienza dell’intero (questo nostro discorso la testimonia), tutte le determinazioni manifeste si presentano inscritte nel perimetro dell’intero: questo foglio, questa penna, questa stanza, questi alberi e monti che vedo fuori, le cose che in passato sono state percepite, le fantasie, le attese, i desideri e tutti gli oggetti che sono presenti. Ogni determinazione è una positività determinata, un determinato imporsi sul nulla: essere determinato (ente). Questa penna, ad esempio, non è un nulla, e per questo diciamo che è un essere; ma, appunto, un essere così e così determinato: questa figura, questa lunghezza, questo peso, questo colore. Questa penna significa appunto questo. Ed eccoci al punto. Se si dice che questa penna non è, quando non è, si dice che questo positivo è negativo. “E” (esiste) significa: “non è nulla”; e quindi “non è” significa: “è nulla”. Ma questa penna non è – si ribatte – quando appunto è diventata nulla! Quando è nulla è nulla! Eppure, il linguaggio, per dire che la penna non è, non dice che il nulla non è, ma che, appunto, la “penna” non è, non esiste (…) Quando la penna è nulla, è nulla, certamente. Ma che accade quando la penna è nulla? Che cosa significa “quando la penna è nulla”?. Non significa certo “quando il nulla è nulla”, ma significa: “quando la penna – cioè quel positivo, quell’essere determinato in quel certo modo – è nulla, significa cioè “quando l’essere (questo essere) è nulla”. I metafisici – coloro cioè che pur pretendono di tutelare la positività del positivo – si sono dimenticati nientemeno che di questo: che il nulla può essere predicato solo del nulla; che il “non è” si può dire solo del nulla. (…) La verità dell’essere svelata da Parmenide resta ferma anche dopo il ‘parricidio’ platonico ( che è l’unico approfondimento del senso dell’essere compiuto dalla metafisica dopo Parmenide), anche quando cioè l’essere viene pensato non già come il ‘puro’ essere, che lascia cadere fuor di sé le determinazioni, ma come l’essere concreto, che è appunto la positività delle determinazioni.
Dunque l’essere non esce dal nulla e non ritorna nel nulla, non nasce e non muore, non c’è un tempo, una situazione in cui l’essere non sia. Se era nel nulla, non era; se ritornasse nel nulla, non sarebbe (…).
L’essere, ‘tutto’ l’essere, è; e quindi è immutabile.

(Emanuele Severino, Ritornare a Parmenide).

Sorgente: (2) Amici a cui piace Emanuele Severino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...