Il concetto di “eterno” in Severino e Spinoza, citazioni a cura di Vasco Ursini

 

Vasco Ursini

Visto che sia Spinoza che Severino pensano che siamo eterni, è opportuno chiedersi se dicono la stessa cosa, se intendono allo stesso modo “questo nostro essere eterni”.
Lasciamo rispondere a questa domanda Emanuele Severino:

” Nella prima parte dell’Ethica, Spinoza definisce la “causa sui” come ” id, cuius essentia involvit existentiam”. Ma come già nella metafisica scolastica e in Platone, questo “id”, che non può essere pensato non esistente, non è ogni non-niente, ma è quell’ente privilegiato. che è Dio. Anche Spinoza incomincia il suo discorso, pensando l’essere come ciò che può non esistere, e cioè identificando l’essere e il niente”.
(E. Severino, Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano 1982, p. 182).

E ancora:

“Il sopraggiungere necessario degli eterni della terra è essenzialmente diverso dalla produzione delle cose del mondo da parte di Dio (‘res a Deo productae’) della “Sostanza” spinoziana, che sono pensati da Spinoza come l’intero Occidente pensa gli essenti, ossia come ciò la cui “essenza” “non implica necessariamente l’esistenza”, secondo quanto Spinoza afferma nella proposizione XXIV : rerum a Deo productarumk esentia non involvit existentiam”.
(E. Severino, Oltre l’uomo, oltre Dio, Il Melangolo, Genova 2002, p. 116).

E ancora:

“L’essente non è necessariamente legato né all’esistenza né all’inesistenza, cioè al nulla; giacché, proprio perch<é l’essenza della cosa prodotta da Dio non implica l’esistenza, non implica nemmeno l’inesistenza – tanto che, appunto, essa è prodotta da Dio. Questo non essere negato né all’esistenza né all’inesistenza è il senso fondamentale della libertà ontologica dell’essente { … ] in quanto libero da ognuna delle due, l’essente – la ‘res’ – è l’essentia”.
(E. Severino, Oltre l’uomo, oltre Dio, cit. pp. 116-117).

E ancora:

“La consonanza tra il destino della necessità e il determinismo spinoziano è un’apparenza – come è un’apparenza, qualora sia intesa come un tratto dominante, la consonanza tra incontrovertibilità e eternità dell’epistéme e l’incontrovertibilità e l’eternità del destino della verità”.
(E. Severino, Oltre l’uomo, oltre Dio,cit., p. 116.

E infine:

“La consonanza tra il determinismo di Spinoza e la necessità che appare nel destino della verità è apparente perché i due tratti presuntivamente consonanti sono immersi in due contesti abissalmente diversi, essenzialmente dissonanti, che rendono a loro volta quei due tratti. Ciò non toglie che, per esempio, sia Gesù che Einstein abbiano pensato che il mondo esiste, e che per questo ci sia stata una consonanza tra i loro pensieri”.
(E. Severino, Oltre l’uomo, oltre Dio, cit, p. 118).

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