Se ciò che la nostra cultura pensa dell’uomo è vero, non solo l’angoscia dell’uomo occidentale è lungimiranza e ogni farmaco (materiale e spirituale) tende a fare del sofferente un essere dalla vista corta, ma la sofferenza e l’angoscia dell’uomo sono estreme, perché quello che l’Occidente pensa dell’uomo e del dolore rafforza e spinge al culmine il dolore patito.
Pensando che il dolore è l’annientamento della felicità e la morte l’annientamento della vita, l’Occidente assegna al volto del dolore i tratti più terribili e angosciosi, rende estrema la sofferenza dell’uomo. L”Occidente ha costruito ripari contro di essa perché innanzitutto ne ha evocato e inventato il volto orrendo. Ogni riparo dell’Occidente è una casa costruita sull’abisso e sulla fessura del niente.
I costruttori delle case sono gli evocatori dell’abisso in cui sprofonda ogni casa che dovrebbe riparare da esso. Anche la casa di Cristo è costruita sull’abisso. Anche la volontà cristiana di soccorrere i sofferenti è una delle maggiori responsabili della sofferenza estrema dell’uomo occidentale.
Come l’intera tradizione occidentale. Come l’intera cultura moderna. Come la scienza e la tecnica.
(Emanuele Severino, Sortite, Rizzoli, Milano 1994, pp. 13-14)

Segnalo, su questo tema, il seguente articolo di Severino su Bevilacqua:
(14 novembre 1993) – Corriere della Sera
” Mi ritrovai per una selva oscura, ma poi le farfalle. . . ”
Alberto Bevilacqua ” Un cuore magico ” editore Mondadori
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grazie per la segnalazione https://emanueleseverino.com/2019/03/08/emanuele-severino-mi-ritrovai-per-una-selva-oscura-ma-poi-le-farfalle-sul-libro-di-alberto-bevilacqua-un-cuore-magico-mondadori-editore-in-corriere-della-sera-14-novembre-1993-grazie-a/
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